Lost

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Stava affondando.
Cadeva sempre più in basso.
L'acqua lo stava portando giù, laddove, ad un certo punto, non riesci più a comprendere dove ti trovi perché è tutto buio; in alto, sotto di lui, a destra, a sinistra.
Era un labirinto.
Il peso dell'acqua gli impediva di respirare e, quando piano piano sentì che poteva riaprire gli occhi, non lo fece.

Percepiva tutto, le urla nella Sala degli Accordi, qualcuno stava parlando lentamente vicino a lui, riconobbe la voce di suo fratello Mark.

Era cosciente di cosa era appena successo e ancora non se ne capacitava.
Mentre delle braccia lo sollevavano da terra, Tiberius non tentò nemmeno di aprire gli occhi, li teneva serrati insieme al resto del corpo congelato, paralizzato.

Se anche avesse voluto, non avrebbe potuto nemmeno sbirciare ciò che lo circondava; sentiva la spalla magra di suo fratello pungergli sulla guancia, ma non disse niente, tenne gli occhi chiusi.

Avvertì un odore metallico e gli venne l'istinto di arricciare il naso, ma non lo fece; quello era il sangue di Livvy, il sangue di sua sorella.
Continuò a tenere gli occhi chiusi.

Aveva bisogno di piangere, di urlare, di prendere a pugni qualcosa, ma sembrava che ad un tratto fosse stato prosciugati di tutte le sue forze, ogni singola energia che aveva dentro di sé era smarrita.

L'odore scomparve, sostituito dalla tipica aria mite di Idris. Tuttavia le voci non tacquero; il vento portava tutt'altro che pace.

Pensò che probabilmente era così che ci si sentisse all'Inferno, non un luogo cosparso di lava o ghiacciai, non un posto in cui si viene perseguitati dal dolore fisico perché Ty sarebbe sopravvissuto a mille frustrate piuttosto che a ciò che sentiva in quel momento.

Non era una novità, si sa,il dolore emotivo è un mostro che inizia a divorarti dall'interno con le sue fauci, quasi come se mangiasse ogni briciola di umanità che si trova dentro di te, lasciandoti vuoto, perso in un corpo gelido.

I rumori esterni si fecero debolì mentre Ty iniziava a perdere i sensi, cadendo nel buio.

***

Non sapeva quanto tempo era passato e non lo voleva sapere. Ty si rese conto di essere sveglio quando con la punta delle dita sfiorò una superficie ruvida. Essa era riposta al suo fianco ed era delle dimensioni di quello che capì essere un libro. Tiberius, sempre tenendo gli occhi chiusi, prese a tracciare con l'indice le parole stampate sul dorso del libro. Riconobbe all'istante di cosa si trattava, la memoria tattile gli ricordò le innumerevoli volte in cui aveva percorso il profilo delle lettere sulla copertina: era il volume di Sherlock Holmes che aveva preso dalla biblioteca dell'Istituto di Londra.

Non conosceva il motivo per cui il libro si trovasse sul letto accanto a lui, ma pensò che fosse merito di Kit, il suo caro amico.
Gliene fu riconoscente.

Ty si aggrappò a quel tomo come se fosse la sua unica via d'uscita. L'unica cosa che trovava famigliare in quel posto.
Non aveva ancora aperto gli occhi, ma sapeva di trovarsi in un luogo a lui sconosciuto.
Per cominciare, l'odore era ben differente da quel profumo di salsedine trasportato dal vento di Los Angeles che inondava l'Istituto, casa sua.

Con i polpastrelli della mano libera tracciò un cerchio sul lenzuolo.
La superficie ruvida non somigliava neanche lontanamente a quella del letto di camera sua.

Essere lontano dalla quotidianità era una cosa che ha sempre disturbato Ty, specialmente in quel momento, cosciente del fatto che era senza sua sorella.

I minuti passarono e Tiberius sprofondò nuovamente nel sonno.

***

Le persone vanno e vengono.
E così che si dice, no?
Quando Livvy, una parte di Ty, se ne andò, lui non superò mai l'accaduto, cercò di riportarla indietro per colmare il vuoto presente nel suo cuore.

Ma quando anche lui, Kit, il suo migliore amico e forse anche qualcosa di più, decise di scomparire dalla sua vita, fu come un proiettile dritto nel petto.

Un dolore muto che lentamente si diffonde nel resto del corpo, nelle braccia, nelle dita nei piedi.

Aveva affidato la sua vita nelle mani di Kit, si era aggrappato a lui come fosse una corda di salvataggio.

Aveva riso. Aveva riso più in quei pochi mesi che in tutta la sua vita, una sensazione di gioia che lo sommergeva da capo a piedi.

Ma lui se n'era andato.

Butterfly Wings-Ty BlackthornLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora