E ora che ci sono passata sto meglio
Adesso che c'è un altro sto meglio
Adesso che noi ci promettiamo che staremo insieme per sempre sto meglio.
A volte nella vita si ha solo bisogno di un porto sicuro al quale essere attaccati, questo porto ripara da tutte le tempeste ma al contempo è sempre lo stesso, sempre uguale, lentamente invecchi con il porto e le maree arrivano pure lì.
Credo di aver trovato un angelo più distrutto di me, ma il bello sta proprio nell' aiutarsi a vicenda, nel superare i traumi poco a poco.
Mi scrive Giacomo
10 minuti e sono sotto
D'accordo, scendo
Corro a farmi la piastra, metto la mia solita linea di mascara e un paio di jeans. Prendo la borsa e scendo
Ci salutiamo con un bacio freddo, distaccato.
Da poco tempo a questa parte ho smesso di parlare al mio migliore amico, era il migliore amico di una vita, era un amico di quegli amici che non si dimenticano mai. Mi faceva capire come andavano avanti le cose, come andavano affrontate determinate situazioni, era simile a me.
Entrambi eravamo appassionati di un autore straordinario di metà Novecento, entrambi eravamo distratti dalla vita e al tempo stesso affascinati da ogni suo particolare. Entrambi ridevamo e nascondevamo qualcosa di profondo, di terribile, che non avremmo mai e poi mai rivelato a nessuno. Abbiamo fatto cazzate, fatto errori, reso la vita uno scherzo.
Andando avanti col tempo pensavamo che saremmo stati sempre più amici, invece ciò che non sapevamo è che si invecchia, si cresce, si cambia. Si muta, si diventa più discacciati, ci si crea una gabbia entro la quale stare.
Ed io sono qui.
Sono qui a sperare che la vita sia la felicità che si prova nel sentire l'aria calda che sfiora la pelle quando si abbassa il finestrino, nel sentire il sole che mi bacia, nel sentire la leggerezza di non avere responsabilità propria di chi sta nel sedile passeggero."Oh ma levi sta musica"? grido
"È macchina mia, ti dovrebbe piacere -sta musica-""ho capito ma se non mi piace non mi piace"
"va bene dai, hai il diritto di scegliere una canzone"
Mentre ero distratta dai miei pensieri arriviamo a destinazione. Ho le mani congelate e i piedi congelati. D'estate ci sono trenta gradi, com'è possibile? Ebbene sì, Camilla ha freddo anche con quaranta gradi.
Giacomo mi prende la mano e andiamo insieme per negozi a cercare qualche vestito estivo che renda meno infernali e più gioiosi questi mesi.
Che poi, a me l'estate piace.
Ale diceva sempre che io sono una lucertola e che amo stare al sole. E' vero ma odio ricordarlo e piuttosto mi convinco che l'estate faccia schifo. Dirò la verità: mi piace il mare, il sole, il caldo sulla pelle, uscire, fare nottata, ballare, ubriacarmi, filosofare, pensare alle cose, mi piace la sabbia, il suono delle onde che sbattono sugli scogli, la musica.
La musica.
Un'altra cosa che avevamo in comune era la passione per la musica. Da piccoli suonavamo il pianoforte insieme, poi ci siamo divisi. Ogni volta che si parlava, facevamo sempre riferimento alla musica, che fosse una sfida del tipo "ma tu sei arrivata al Valzer op. 64 n. 1 di Chopin?" o che fosse tanto per parlare.
Ad ogni modo caccio via questi pensieri e guardo Giacomo. Ha il volto così sereno, così calmo, ha il volto sempre così pieno e sicuro di sé.
Per adesso ci consociamo poco ma non vedo l'ora di sapere i suoi piccoli segreti.
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Solo un gioco
RomanceSi gira verso di me, si alza e se ne va lasciando la porta aperta. Fu l'ultima volta che lo vidi.