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-- TRE ALL'IMPROVVISO --

PRIMI APPROCCI


Il giovane abitava in un appartamento vicino al Tower Bridge. Un appartamento di lusso, ovviamente. Tutto dentro quelle mura era bianco, lucido ed estremamente pulito. Tre camere da letto, ognuna dotata di bagno personale, cucina e salotto open space con un'enorme vetrata al posto della parete. Dopo aver applicato a tutti i bagagli un incantesimo prima di disillusione e poi di levitazione, la ragazza prese l'ascensore e raggiunse l'interno indicatole sul biglietto di carta. Il biondo la aspettava sull'uscio, la spalla appoggiata alla cornice della porta e le braccia incrociate. Le fece cenno di entrare e una volta dentro si chiuse la porta alle spalle. Erano le 16.30, tutti e tre erano affamati ed incredibilmente stanchi. Mentre Draco scaldava l'acqua per un the e tirava fuori i biscotti dalla dispensa, Hermione scavava dentro le borse alla ricerca del cibo della bambina. <Trovato!> si passò una mano sulla fronte e diede Madison in braccio a Draco. <Ok... guarda l'aereoplanino...> la piccola girò la testa, rifiutandosi di mangiare l'omogeneizzato. Dopo aver provato anche con quello al pollo, quello alle verdure e quello al merluzzo, il Serpeverde si alzò e versò davanti alla bambina una manciata di cornflakes. Madison sorrise e li mangiò con gusto, sotto lo sguardo soddisfatto di Draco e quello sconfitto di Hermione. <Bene... ora... ehm...> la ragazza lanciò uno sguardo veloce alle camere, per poi tornare a guardare la bambina. <Ora io dormo in camera mia e tu con Madison in camera degli ospiti. Ci occuperemo di prenderle una culla domani.> la riccia annuì e raccolse la bambina in braccio, diretta verso una camera. Una volta rimasto solo Draco si lasciò cadere a peso morto sul divano, passandosi una mano tra i capelli e muovendo freneticamente il piede. La foto del capodanno precedente era appoggiata sopra la mensola del caminetto. Il biondo la guardò, il volto contratto in una smorfia di dolore. <Oh Blaise... testa di cazzo... non dovevi morire... come faccio?> sussurrava in preda al panico, il viso sudato e rigato di lacrime a lungo trattenute. In un moto di rabbia si tolse la maglietta, lanciandola il più lontano possibile, confinandola nell'angolo della stanza. Si distese sul divano, provando a conciliare la disperazione nel sonno.

***

Hermione venne svegliata da dei singhiozzi. Madison dormiva tranquillamente al suo fianco, il pollice in bocca e le coperte strette nel pugno. Un vuoto all'altezza del cuore la colpì quando comprese a chi appartenevano quei singhiozzi. La sveglia sul comodino segnava le 3.00 di notte. Si passò una mano sugli occhi e tra i capelli. La stanza le sembrò improvvisamente soffocante. Respirò affannosamente e si alzò, raggiunse la porta socchiusa e percorse il corridoio a piedi scalzi. La canottiera nera le copriva a malapena il sedere, coperto solo da degli shorts a fiorellini. Legò i capelli in uno chignon morbido, accostandosi all'arcata che divideva il salone dalla zona letto. Draco Malfoy era seduto sul divano, indossava solo i pantaloni della tuta grigi, le mani tra i capelli e la schiena scossa da tremiti. Era l'immagine della disperazione. Hermione gli si avvicinò, sedendosi al suo fianco e appoggiandogli delicatamente una mano sulla schiena. <Shhh. Andrà tutto bene. Ce la faremo Draco, è una promessa. Andrà tutto bene.> lo strinse a se in un abbraccio che esprimeva più del dovuto. Affondò il capo nel suo petto, facendosi accarezzare i lunghi capelli marroni. Lo strinse a se, graffiando gli la schiena e bagnandolo di lacrime. Lo strinse come mai aveva fatto con nessuno. <Vieni...> la riccia di alzò, porgendo la mano al ragazzo. Lo trascinò nella sua camera, dove la bambina riposava al centro del letto. Si sdraiarono ognuno per lato, entrambi rivolti verso l'orfanella.

***

La mattina successiva l'atmosfera era diversa. I due prepararono la colazione con un sorriso sul volto, interrompendosi ogni tanto per sorridere o parlare alla bambina. <Adesso, Madison, lascia che la zia Hermione ti dia la pappa.> come la sera precedente la bambina si oppose. Hermione sbuffò. Il biondo si avvicinò e, una volta accucciatosi, provò a imboccare Madison. Quest'ultima accetto di buon grado il cibo, regalando anche un sorriso a Draco. Il ragazzo rise, mostrando a Hermione il suo successo. La riccia, oltraggiata, incrociò le braccia al petto e si preparò una tazza di the, borbottando insulti verso il ragazzo. Il pomeriggio lo passarono tra negozi per bambini e supermercati, alla disperata ricerca di qualcosa da far mangiare a Madison. Mentre Hermione faceva la spesa per loro, Draco era incaricato di tenere al bambina e insieme i due si diressero nel reparto omogeneizzati. Il biondo apriva tutte le scatoline, porgendole a Madison, la quale annusava e decideva. Al momento, avevano avuto maggiore successo il pollo con patate e il salmone con carote. I due impararono a cambiare i pannolini e lavare la bambina. <Non ci credo, Malfoy. Hai visto milioni di ragazze nude e ti vergogni di cambiare una bambina?!> la riccia rise, tenendosi le mani sul ventre. <Che c'è Granger, sei invidiosa?> la ragazza ammutolì, facendo una smorfia oltraggiata e continuando con zelo il suo lavoro. <Non hai un po' di musica?> fu Hermione ad interrompere l'imbarazzante silenzio, mentre, con la bambina a mezz'aria controllava di aver chiuso bene il pannolino. <Sì, ora la metto.> la ragazza soddisfatta diede la bambina in braccio a Draco e lo buttò fuori dal bagno. <Bene, occupati di lei, io ho bisogno di un bagno.> Hermione riempì velocemente la vasca e vi si immerse, tentando di non ascoltare le proteste del biondo. <Insomma... > il Serpeverde si diresse verso il salotto e mise Madison accanto a lui sul divano, accese il televisore e cominciò a guardare una partita. <Ah, Madison... siamo solo al primo giorno e già la zia Hermione ci abbandona... ne usciremo mai vivi?> le scompigliò i capelli neri, sorridendo come un ebete a quell'esserino. Nel frattempo la Grifondoro se ne stava sdraiata a mollo nell'acqua e nonostante si fosse ripromessa di rilassarsi, la sua testa pensava e creava una lista di tutto ciò che serviva e doveva fare durante quella settimana. Era FONDAMENTALE fare una tabella dove segnare gli orari di lavoro, i giorni liberi, i giorni della spesa, del bagnetto... la giovane sbuffò, buttando la testa all'indietro. Si rese conto che non aveva tempo per farsi una bagno del genere. Da quel giorno in poi, solo docce. Uscì dall'acqua ormai tiepida e si avvolse in un accappatoio. <Granger cosa...> Hermione lo interruppe con un gesto distratto della mano, mentre apriva tutti i mobili di salotto e cucina. <Si può sapere cosa stai cercando in casa mia?> il biondo, scocciato, si alzò in piedi e le andò accanto, chiudendo le ante da lei aperte. <Hai dei fogli... o una lavagnetta bianca... qualcosa su cui scrivere!> Draco alzò un sopracciglio, facendole cenno di seguirlo lungo il corridoio e poi dentro il suo ufficio. <Sono un avvocato e tu mi chiedi se ho dei fogli?> la ragazza scrollò le spalle, prendendo ciò che le serviva dalla scrivania e dirigendosi poi in cucina. Appoggiò tutto il materiale sull'isola di marmo bianco e fece sedere Madison sul seggiolone. Ora, tutti e tre intorno al tavolo, discutevano sull'idea di Hermione. Dopo due intense ore di lavoro, la tabella era completa. <Quindi, io vado al lavoro la mattina, mentre tu lavori da casa, il martedì, il giovedì e il sabato sono i giorni del bagnetto. Abbiamo una sera libera per ognuno, io il venerdì e tu il sabato. La spesa la facciamo insieme il lunedì... perfetto!> Soddisfatta, appese il suo capolavoro in cucina. Gli impegno di Draco erano segnati in blu, quelli di Hermione in rosa, gli impegni in comune erano in arancione. Il biondo fece un respiro profondo, mentre con Madison in braccio, osservava la ragazza, la quale fissava la tabella. Il biondo fece un respiro profondo e pensò che quello era il primo di una lunga serie di cambiamenti che forse -e marcava bene quel FORSE- non sarebbero neanche stati troppo maligni. 


-- TRE ALL'IMPROVVISO --

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𝗧𝗥𝗘 𝗔𝗟𝗟'𝗜𝗠𝗣𝗥𝗢𝗩𝗩𝗜𝗦𝗢  𝗗𝗿𝗮𝗺𝗶𝗼𝗻𝗲Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora