«... e questo è quanto. Semplice, no?» disse infine Jack dopo avermi spiegato alcune cose.
Una di quelle era la posizione dei reparti. Il Sam's Variety Store, oltre agli attrezzi per il lavoro, vendeva anche giocattoli, snack, oggetti per il fai da te, vestiti, mobili per l'arredo della casa, set di bicchieri e piatti, specchi e tante altre cose. Jack mi raccontò che con il passare degli anni i prodotti erano diventati sempre più vari, ma rimaneva principalmente un ferramenta. Il negozio era quindi davvero grande e fornito, ma una volta imparata a memoria la posizione dei reparti sarebbe stato un gioco da ragazzi. I clienti chiedono, tu dai, poi ti prendi i soldi. Non servivano competenze mediche o professionali. Davvero un gioco da ragazzi.
Quel pomeriggio Jack mi disse che mi sarei dovuta occupare principalmente della pulizia del negozio e del riordinare bene i prodotti, mentre lui pensava alla cassa. Però, in caso si fosse assentato per qualsiasi motivo, suo fratello Nicolas sarebbe venuto a prendere il suo posto. In caso non ci fosse stato nemmeno lui, avrei avuto tutto quanto in mano mia, compresa la cassa ovviamente. Arrivarono molti clienti, e non fu difficile eseguire ciò che Jack mi aveva insegnato prima. Non era vero che la gente non veniva mai in negozio, semplicemente Jack lo apriva quando gli pareva solo per dire a suo padre di star lavorando. Tralasciando le battute idiote e sessiste che si scambiava lui con alcuni clienti di mezza età a cui io feci finta di ridere, lavorare lì non era per niente complicato. Mi serviva ancora un po' di tempo per memorizzare la piantina del negozio e servire più velocemente, ma Jack diceva che per essere alle prime armi me la cavavo piuttosto bene. Era noioso, sì, ma faticoso per niente. Nei momenti in cui c'era silenzio e nessuno dei due parlava, Jack si faceva i cavoli suoi. Mi fece soltanto qualche domanda sulla homeschool e sui miei capelli, ma evidentemente non aveva altro da dire. Ringraziando il cielo, non mi chiese nulla sulla mia vita privata o su mio padre.
Passarono le ore e la giornata si concluse più velocemente del previsto. Come primo giorno di lavoro, era andata meglio di come avevo immaginato.
«Be', sono le sette. Siamo arrivati a fine giornata senza ucciderci ed è già un buon traguardo. Te la cavi bene per essere una ragazza, devo ammetterlo. Chiudiamo tra venti minuti» disse Jack.
"Per essere una ragazza" .
«Vedo che finalmente hai imparato a leggere gli orari» pronunciai ghignando.
Mi fece il verso storpiando la voce ed io alzai gli occhi al cielo.
«Vai a lavare il pavimento là dietro, mentre io pulisco qui. Cazzo, che schifo che c'è qui dietro» disse poi.
Mi diressi dall'altra parte del locale con scopa e paletta in mano e mi guardai attorno. Tra la confusione c'era anche uno scaffale di libri usati. Alcuni di questi li avevo letti: Il Mulino sulla Floss, Villette, Dieci Piccoli Indiani. Una cosa positiva della homeschool era forse il fatto che avevo molto tempo libero. Tempo che spendevo a leggere grandi classici o a imparare a suonare il pianoforte o la chitarra o a fare volontariato. Alla fine non avevo molto altro da fare. Era bello, durante la lettura, immedesimarmi nei protagonisti di quei libri. Mi faceva dimenticare per un attimo la noiosa e monotona vita che mi apparteneva. Un po' come quando pensavo a Eco.
All'improvviso, il suono della porta del negozio che si apriva mi riportò alla realtà.
«Alla buon'ora! Avevi detto che saresti arrivata alle dieci a recuperare il pacco e tra cinque minuti chiudiamo!» esclamò Jack.
«Lo so, scusa, ho avuto un contrattempo 'sta mattina e avevo l'appuntamento dal veterinario per Aurora alle undici e un quarto, ho finito ora»
Mi venne un colpo al cuore.
Aurora. Contrattempo. Era Eco, era la sua voce.
Cercai di nascondermi dietro lo scaffale, ma dalla foga feci cadere alcune confezioni di chiodi per terra, provocando un leggero fracasso.
Cazzo!
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The broken echo of you ~Billie Eilish~
FanfictionBillie è una ragazza di diciassette anni che ha sempre vissuto nell'ombra. Dopo la morte del padre e la perdita delle sue due uniche migliori amiche, Billie non si sente parte di questo mondo e sfoga i suoi malesseri parlando in un centro terapeutic...
