Eco
Appena lèssi il messaggio di Sam, dopo aver parlato con Angela e dopo che se ne era andata a letto, che diceva che Jack si trovava in ospedale, mi cadde il telefono dalle mani da quanto forte tremavo. Mi misi a piangere in silenzio seduta sull'erba del mio giardino. Ma perché piangevo? Ero felice perché non lo avrei rivisto più? Mi sentivo in colpa? Piangevo perché mi sentivo una merda, oltre per quello che avevo fatto a Billie, anche per non essere riuscita ad aiutarlo? Per essere stata egoista? Per non aver nemmeno provato a parlargli seriamente? Probabilmente ero in lacrime per tutte queste ragioni. Mi diedi una calmata solo quando ragionai bene a fondo sulla nostra "relazione". Mi aveva dato uno schiaffo due volte. La prima volta quando arrivò la polizia in casa. Quando capì che ero stata io a chiamare la volante mi disse con sguardo di disprezzo: "Come hai potuto fare una cosa del genere?". Io negai tutto e lui mi diede una sberla, spingendomi poco dopo. "Pensi di essere meglio di me, ma i soldi che faccio li usi pure tu. Fai schifo uguale" aggiunse, e mi sputò sui piedi, poi andò in camera da letto lasciandomi al buio in silenzio. La seconda volta che mi picchiò non aveva un motivo valido per farlo; semplicemente era ubriaco e non mi voleva intorno. Quando ripensai a queste cose mi dissi fanculo, perché cazzo piango? Jack merita tutto ciò che gli è successo e anche di più. Non mi devo sentire in colpa per lui, ci è voluto finire da solo in quella situazione. Non avrei potuto fare niente, i tossicodipendenti sono così. Non sarei stata in grado di salvarlo. Si fotta.
Per schiarirmi le idee quel pomeriggio verso le 15 portai Aurora al parco. Una volta arrivata lì i miei occhi videro qualcosa che avrebbero dovuto non vedere. Il filosofo Nicolas che abbracciava Billie. O meglio, Billie che abbracciava stretta il filosofo Nicolas. Loro non mi notarono ed io facendo finta di nulla feci retro front e me ne andai da un'altra parte, nervosa e irritata per lo spettacolo a cui avevo appena assistito.
Ed io devo stare così male per lei? Si fotta pure Billie. Né lei né Jack meritano le mie lacrime, sono già stata distrutta troppe volte.
***
Billie
Nel tragitto di ritorno a casa dal parco notai Eco riempire la ciotola di Aurora con acqua fresca da una fontanella. Mi aveva visto, ed io non potevo ignorarla. Quando Aurora mi vide mi venne in contro e mi fece le feste. Essendo un cane molto grosso per poco non mi faceva cadere a terra, ma ormai non avevo più paura e la accarezzavo dietro le orecchie inginocchiata sul marciapiede.
«Aurora, smettila» disse Eco tirandola via col guinzaglio. «Tieni, bevi» aggiunse porgendo al cane la ciotola appena riempita, da cui bevve soddisfatta.
«Potevi lasciarla»
«Ti avrebbe fatto male» pronunciò senza guardarmi. Mi alzai da terra. «Dov'eri?» chiese.
«Al parco»
«Sola?»
«No, a dir la verità ero con Nicolas. Credo tu abbia sentito di...»
«Di Jack? Certo che ho sentito»
«Mh. Co- come l'hai presa?» balbettai, intimorita dal suo sguardo severo.
«Come avrei dovuto prenderla? Fammi capire»
«Non lo so, Eco. Nicolas sta male e anche io sono rimasta un po' scossa»
«Ho visto. Che sta male, dico»
«Be', è suo fratello»
«Sì, e allora?»
«E allora è rimasto traumatizzato. Che razza di domanda è, Eco?»
«Non è tuo dovere consolarlo»
Capii a quel punto che mi aveva visto con Nicolas al parco, poco prima. «Non è tuo dovere dirmi quello che devo fare» risposi io a tono.
«Billie, ma lo capisci o no che Jack era un pezzo di merda?»
«È comunque suo fratello, Eco. E a me non ha fatto niente di male»
Lei rise. «Non ti ha fatto niente di male?»
«Sì»
«Era un pezzo di merda con me! Lo vuoi capire?»
«Lo capisco. Ma è pur sempre suo fratello e Nicolas è mio amico»
«Ed io cosa sono per te allora?» gridò guardandomi in faccia con gli occhi lucidi. I suoi grandi occhi verdi bagnati di lacrime mi incantarono. Non sapevo che rispondere. «Per te valgo meno di zero, è questa la verità» continuò con la voce rotta.
«Io- Eco- tu... ascolta...»
«Se non sai cosa dire è meglio che taci».
Disse così, e se ne andò insieme ad Aurora, che girò la testa verso di me mentre camminavano nella direzione opposta alla mia.
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The broken echo of you ~Billie Eilish~
FanfictionBillie è una ragazza di diciassette anni che ha sempre vissuto nell'ombra. Dopo la morte del padre e la perdita delle sue due uniche migliori amiche, Billie non si sente parte di questo mondo e sfoga i suoi malesseri parlando in un centro terapeutic...
