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La bionda era sdraiata sul suo terrazzo a prendere il sole. Sfogliava le pagine di Vogue annoiata e sorseggiava un succo all'arancia.
Ogni tre pagine commentava ad alta voce gli outfit presenti, cercando l'attenzione della madre che si trovava a due sdraio di distanza, ma fallì miseramente.
Audrey Bourgeois era una donna estremamente impegnata, considerata icona di stile e pilastro della moda. Ma lei era tanto bella ed elegante quanto crudele ed egoista.
Era quasi impossibile che qualcosa non la infastidisse e purtroppo sua figlia Chloè non era tra le eccezioni.
Ma lei cercava in tutti i modi di compiacerla, ma ogni minimo gesto non veniva apprezzato o perlomeno considerato.

<< Ehm- Mamma?>>

<< Cosa vuoi Clotilde?>>

"Neanche ricorda il nome di sua figlia... a confronto Gabriel Agreste è il coniglio pasquale" pensò la bionda mentre chiuse la rivista.

<< Volevo chiederti se ti servisse aiuto con la sfilata di domani>>

La donna abbassò gli occhiali verso la punta del naso e guardò la figlia, scrutandola attentamente. Forse per la prima volta in diciassette anni le sarebbe stata utile.

<< A dire la verità... Gabriel non ha ancora confermato la partecipazione alla sfilata e non è rintracciabile in alcun modo. Parla con suo figlio e fai in modo che lui e il padre vengano domani.>>

La bionda fece per parlare ma Audrey la fermò con la mano.

<< Se fallisci puoi anche scordare di presentarti alla sfilata, Claude.>>

<< Certo mamma.>>

Chloè girò i tacchi e scese giù nella sua suite per sistemarsi.
"E ora come faccio?" pensò coprendosi il volto con le mani. Lei e Adrien non erano più amici, non si parlavano nemmeno, come avrebbe lo avrebbe convinto?
Avrebbe potuto chiedere a Zoè dato che erano amici, ma lei era troppo orgogliosa per cercare il suo aiuto.
Si guardò allo specchio un ultima volta, passandosi le dita tra la folta chioma bionda e uscii di casa.

— - - - -

<< Dai Marinette! Non puoi rinfacciarmelo per sempre! Ho detto che mi dispiace, okay?>>

<< Ma figurati dopo tutto sono solo un'amica, vero Adrien?>>

La corvina portò le braccia sotto al seno, facendo la finta arrabbiata. Adorava prendere in giro il suo ragazzo. Gli rinfacciava sempre quel suo "è solo un'amica" che in quei due anni si rivelò un " Sei la lady dei miei sogni".
Gli altri ragazzi attorno a loro ridacchiavano e continuavano a prendere in giro il biondo.

<<Devo dire che sei più cieco di mia madre, Adrien.>>

Esclamò Katami, provocando un applauso di massa e fischi da parte di Alix.

I ragazzi erano tutti riuniti nella casa galleggiante della famiglia Couffaine, come di consuetudine. Spesso era la loro casa ad ospitare i ragazzi poiché la madre era spesso fuori per lavoro e tornava a casa raramente, stava pochi giorni e poi ripartiva. Almeno erano liberi di invitare i propri amici e sfruttare il posto per organizzare delle feste. Tanto Anarka era una madre eccentrica ed esuberante, non avrebbe avuto nulla da obiettare.
Poco più tardi i ragazzi iniziarono ad andare via un po' alla volta e rimasero soli Luka, Adrien e Marinette. La sorella del ragazzo era andata a dormire da Rose, perciò i due fidanzati decisero di rimanere un po' più a lungo per aiutare l'amico a pulire.
Mentre la corvina raccoglieva i bicchieri in giro per il salotto sentì qualcuno bussare alla porta. Fece per andare ma Luka la bloccò, dicendo di non preoccuparsi, e andò lui.
"Sarà sicuramente quella svampita di mia sorella che si è dimenticata qualcosa" pensò, ma quando aprì la porta rimase per un attimo col fiato sospeso.
Davanti a lui non c'era Juleka, ma una ragazza che  non conosceva. Aveva dei lunghi capelli dorati raccolti in una coda di cavallo e un paio di occhi celesti così limpidi che ci si poteva specchiare attraverso.

<< Ehm, io ecco- Sto cercando Adrien Agreste. L'assistente del padre mi ha detto che si trova qui.>>

Il ragazzo fece un mezzo sorriso e annuì.

<< Certo, vieni che ti faccio strada.>>

La bionda lo seguì titubante. Stava entrando in casa di uno sconosciuto senza conoscerlo... E se avesse sbagliato indirizzo? E se quel ragazzo fosse stato un maniaco?
I suoi pensieri si placarono quando davanti a sé vide il modello che passava uno straccio sul tavolino al centro della stanza.

<< Chloè! >>

Quel nome richiamò l'attenzione della corvina.

<< Cosa ci fai qui?>>

<< Tranquilla panettiera, devo parlare con il tuo ragazzo. Non ho intenzione di rimare più del dovuto. >>

<< Sarà meglio che vi lasciamo soli... io e Marinette andiamo a prendere una boccata d'aria. Voi accomodatevi pure>>

Luka fece cenno ai due ragazzi di sedersi e prese Marinette per un braccio. Cercò con lo sguardo un segno di approvazione da Adrien e lui annuì.
Il biondo si fidava ciecamente dei due, inizialmente ebbe un po' di problemi con la gelosia, ma presto capì che non ce n'era bisogno. La sua ragazza era follemente innamorata di lui e Luka era diventato quasi come un fratello per entrambi. Almeno di lui poteva smettere di preoccuparsi.
Anzi, era la ragazza questa volta ad essere gelosa.  Ricordava di quando anni prima Chloè ci provasse con il suo ragazzo con fare civettuolo. Lui non le aveva mai dato corda sotto quel punto di vista, ma Marinette faticava a digerire che i due fossero soli a parlare. Però doveva farsene una ragione, doveva dimostrare di essere matura e che si fidava del suo ragazzo.

<< Natalie mi ha detto che eri qua. Ho bisogno di te.>>

La gamba della bionda iniziò a tremolare dall'alto verso il basso.

<< Fammi capire bene, sono due anni che sei sparita, che snobbi me e i miei amici ed ora avresti bisogno di me?>>

<< Adrien ti prego, fammi parlare... Sono sicura che capirai>>




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-Spazio autrice:
Ciao ragazzi! Ecco a voi il secondo capitolo.
I due protagonisti finalmente si sono conosciuti! Come si evolverà il loro rapporto?
Chloè riuscirà a convincere Adrien?
Leggete il prossimo capitolo per scoprirlo!
Grazie!
-Grace

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