capitolo 5:

62 5 0
                                    

Da quando l'avvocato era andato via la serata era passata con una lentezza quasi irreale...
Santo cielo, mi sentivo così debole,stanca....pure il movimento più semplice, come infilare il pigiama o spegnere la luce si faceva lento... pesante.... difficile..... avrei voluto piangere... urlare, gridare al mondo tutta la mia sofferenza, ma l'unica cosa che mi riusciva di fare, era stare sdraiata sul letto, guardando il soffitto che tutto a un tratto mi sembrava così basso....pure i muri della stanza sembravano muoversi, avvicinarsi..la stanza diventava sempre più piccola, fino a stringermi e stritolarmi.
Una sensazione disgustosa mi divorava lo stomaco, fino ad arrivare alla gola... mi sembrava di soffocare da un momento all'altro....
Perfino il vento, che soffiava insistentemente sui vetri della finestra,
sembrava piangere e disperarsi per me... per la mia sofferenza e per tutto quello che avevo dovuto subire quel giorno....L'unico pensiero che mi martellava la testa era:"ma perché.. perché proprio a me?Perché mia madre.. la mia dolcissima mamma non entrava dalla porta della mia stanza per darmi il bacio della buona notte???Perché il papa' non si affacciava e,come ogni sera dalla porta non mi diceva:"Buona notte stella ci vediamo domani".Perché non poteva essere tutto un'incubo?Un orribile incubo che dopo una settimana avrei gia' dimenticato?Perchè... Perché???
E con quel pensiero.. con l'amaro della sofferenza in bocca mi addormentai... ma non sognai.... quasi come se qualcuno mi avesse strappato via la capacità di sognare... di essere libera... di avere anche solo un momento di felicità dove non ci fosse oscurità, ma solo luce.

EvangelionDove le storie prendono vita. Scoprilo ora