Mi porta fino al tetto,mi mette giù e io spaventata gli chiedo-Che ci facciamo qui?-
-Adesso vedi-mi risponde continuando a camminare verso una porta in legno,che porta a una piccola casa con un divanetto consumato dal tempo e un cucinino con ai lati la ruggine.
-Perché mi hai portato qui?-chiedo con aria spaventata.
-Questa era la casa del custode,non ci viene mai nessuno.-mi dice prendendo una sigaretta dalla tasca del giubbotto.
-E cosa vorresti fare?-dico indietreggiando di qualche passo ma lui si avvicinava di più a me tanto da sfiorarmi il naso.
-Parlare-dice secco.
-Parlare?E di cosa?-dico aspettando che mi dia una risposta,ma invece prende un accendino e accende la sigaretta che fino ad allora era nelle sue mani e ogni tanto ci giocherellava.
-Vorrei conoscerti,voglio che mi dici un po' di te.-mi dice emanandomi tutto il fumo e facendomi tossire.
-Che cosa ti dovrei dire,io non sono altro che una ragazza.-
-Questo l'avevo intuito.-dice in modo sarcastico,mettendosi a ridere.
-Non è divertente!-dico ridendo dandogli il cuscino che era appoggiato sul divano in faccia.
-Oh si invece.-mi dice scoppiando a ridere.
-Comunque,apparte gli scherzi,io non ho avuto un'infanzia felice perché quando avevo 5 anni i miei genitori sono morti e da allora ho vissuto con mia nonna.-dico facendomi scendere una lacrima.
-Verso i 13 anni ebbi la brutta notizia che mia nonna era morta,da lì ho iniziato a non parlare più con nessuno tranne Nicole,lei è un angelo,abbiamo fatto la scuola media insieme proprio nel periodo in cui mia nonna è morta. Lei mi capisce perché i suoi genitori sono separati da anni ormai,certo non è come averli morti ma più o meno siamo lì.-dico scoppiando in lacrime.
-Ehi non fare così,ti starò accanto il più possibile,okay?-mi dice passando i pollici sopra le mie guance.
-Okay.-rispondo abbracciandolo. Non pensavo avesse un cuore dolce e gentile,lui è un popolare e si sa i popolari non parlano con le sfigate.
-Vuoi che all'uscita ti do un passaggio a casa con la moto?-mi dice con un sorriso a trentadue denti.
-Si,puoi anche fermarti a pranzo se vuoi.-gli dico arrossendo.
-Sei bella quando arrossisci.-mi dice e io gli sorrido arrossendo ancora di più.
-Nessuno mi ha fatto un complimento del genere.-dico ritornando seria.
-Vuol dire che non hai conosciuto qualcuno con gli occhi per vedere tanta bellezza.-mi dice sorridendo,facendomi quasi svenire.
-Dai torniamo in classe sennò ci bocciano.-
-Okay piccola, andiamo.-mi dice sorridendo,mettendomi un braccio intorno alla vita.
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His smile||Mirko Trovato||
FanfictionEleonor è una ragazza timida,con un passato complesso,non ha amici tranne la sua compagna di scuola la quale riesce a capire la sua timidezza.Incontra un ragazzo che però riesce a farla parlare con tutti essendo il più popolare della scuola,che all'...