the monster.

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Mi svegliai un po' confusa, quella non era camera mia, ero nel divano di casa Hood.
Probabilmente Luke ieri sera non sapendo dove lasciarmi mi aveva portata lì, provai ad alzarmi ma la testa mi faceva troppo male.
-Ehy bell'addormentata, sono le 16.00 hai dormito abbastanza!- disse Calum entrando nel salotto. Non era la prima volta che dormivo in casa Hood, quando Cal stava con Nicole capitava spesso di riunirci tutti assieme e finivamo sempre per ordinare una pizza e dormire tutti e tre schiacciati sul divano o sul letto; erano rare le volte in cui Cal veniva a casa, papà e Stefy non hanno mai accettato la sua presenza nelle nostre vite, ma noi continuavamo comunque a vederci.
Non posso credere che lei se ne sia andata, Dio.
-Non pensarci- disse Calum sedendosi su uno spazietto libero accanto a me, come se riuscisse a leggermi nel pensiero.
-Cerca di andare avanti, senza dimenticarla, abbiamo buoni ricordi di lei, non ci avrebbe mai voluti vedere così tristi.- penso che Cal continuasse a dire quelle cose per convincere sé stesso, io so che ricordi ho con lei.
-Sai Cal io penso di non voler andare avanti, insomma che senso ha tutto questo?- respinsi le lacrime come era mio solito fare, sono sempre stata troppo emotiva.
-È la tua vita, per quanto il tuo legame potesse essere forte con Nicole, non devi lasciarti andare. Non far spegnere la luce che ti brilla dentro, non lasciar portar via pure questo ad un'assassino.- come riusciva a parlare così come se niente fosse? Con così tanta disinvoltura?
Ma io lo so.. so che Calum si faceva forte davanti a me e agli altri, ma quando poi si ritrovava solo in camera sua si abbandonava alla severità della sua testa.
Feci un sospiro non volevo più pensare, si può decidere di non pensare più?
C'erano troppi punti di domanda nella mia vita, ed io al posto di rispondere con certezze rispondevo con altri interrogativi.

Cal accese il televisore, c'era il telegiornale
-Notizie dell'ultimo momento! Ragazza ventunenne trovata morta in un locale in periferia, la questura dà il via alle indagini.-  non rimasi sorpresa da quelle parole del giornalista, ormai era da anni che si sentiva parlare di un'entità che ammazzava, non si sapeva ancora chi fosse, ma se c'è una cosa di cui sono certa è che sia stata lei/lui ad ammazzare Nicole.
Calum invece guardava e ascoltava con attenzione, rimanendo sbalordito da quelle parole, o almeno così sembrava.
Si sentii poi un telefono squillare, Cal corse a rispondere
-Ehy.... si si tutto bene.... no tranquillo si è appena svegliata sana e salva.... cosa? ...
Va bene dacci mezz'oretta e arriviamo.- così chiuse la chiamata.
-Miky, vestiti dobbiamo andare da Luke, mi deve parlare, e non ho intenzione di lasciarti sola.- sospirai e con i vestiti del giorno prima addosso, mi misi le scarpe e mi diressi verso la porta d'uscita
-Vado a cambiarmi passa a prendermi a casa quando sei pronto.- urlai e sbattei la porta senza farlo apposta.
Mi diressi verso casa, erano le 17 e accelerai il passo dovevo farmi la doccia ed ero convinta che Calum fosse già pronto.

-Sono arrivata!- urlai, ma nessuno rispose.

Corsi in camera presi una gonna nera e una camicetta smanicata con il pizzo sulle spalle e andai in bagno per farmi la doccia.

Sentii il mio telefono squillare alle 17.30, risposi
-Miky sono giù, scendi appena sei pronta!-
Riattaccai senza rispondere.
Andai al piano di sotto e notai un foglietto attaccato ad una parete "siamo a fare delle commissioni torniamo domani sera, divertiti :)" perfetto non avevo il coprifuoco.

Presi la borsa e raggiunsi Cal in macchina.

Arrivammo in una piazza, non ci ero mai stata prima, c'erano delle panchine di pietra senza lo schienale, e degli alberi ormai spogli.
Luke era in macchina, ci stava aspettando, appena ci vide scese e ci venne incontro.
Ci sedemmo su una di quelle panchine abbandonate. Luke non salutò, non amava molto i saluti a quanto pare.
-Ieri non ho avuto tempo di riaccompagnarla a casa, scusa se l'ho lasciata a casa tua Cal.- parlò come se io non ci fossi eppure ero proprio tra loro due.
-Tranquillo.- rispose Calum neutro. Cominciarono a parlare di una lista, Luke disse che si aggiungevano sempre più persone ad essa e che non riusciva più a mantenere il passo, Calum rispondeva cose tipo 'ce la farai amico' o robe del genere.
-Che tipo di lista?- mi intromisi bloccando la loro discussione che non includeva me.
-Fatti i cazzi tuoi.- sbuffò Luke per poi tornare a parlare con Calum.
A quella scena presi la mia borsa e cominciai a camminare lontano dai due.
Quando stavo per uscire dalla piazzetta Luke mi prese la mano e mi girò
-Ma che cazzo fai?- sputò queste parole con nonchalance.
-Ah quindi ti sei accorto della mia presenza?- chiesi scocciata.
-Sì, mi sono accorto della tua presenza. Calum ha bisogno di qualcuno che abbia vissuto Nicole come lui ha fatto.- quindi lui sapeva..
-Tu non sei nessuno per nominarla. Lei non era come tutti voi! Dovresti lavarti la bocca prima di pronunciare il suo nome.- alzai di poco la voce, poi mi girai verso la panchina dove precedentemente ci eravamo seduti, Calum non c'era più e neanche la sua macchina.
-Sai è buffo il fatto che me lo stia dicendo una ragazza che appena ieri ho dovuto riaccompagnare a casa perché era ubriaca fradicia. - rise, ma non era una risata normale aveva dell'amaro al suo interno.
-SEI UNO STRONZO.- urlai per poi allontanarmi velocemente da lui.
-Ah, Michelle, per la cronaca mi hai vomitato anche il sedile. È stato un vero piacere.- mi girai e lo vidi fare il gesto che un sergente fa al suo capitano, peccato che mi stesse prendendo per il culo, anche lui..
È proprio vero che non ci si può più fidare di nessuno. Calum mi aveva totalmente delusa, tutte le mie aspettative sulla reale personalità di Luke pure... lui era uno stronzo, non un'incognita non un ragazzo torturato dalla morte dei genitori ma solo uno stronzo patentato, che per stare bene con se stesso doveva e sentiva il bisogno di ferire gli altri. Forse non mi ferì il fatto che mi disse quelle cose, ma come le disse, una persona ti può dire le cose più crudeli di questo mondo, ma se te le dice con le lacrime agli occhi non ti potrai mai arrabbiare quanto ti arrabieresti con uno che ti sputa tutto in faccia con prepotenza. Repressi le lacrime che mi convinsi stessero per uscire per Nicole e non per Luke.
Penso che in quel periodo della mia vita il nervosismo e lo stress agissero alle mie spalle, mi ritrovavo a piangere per le minime cazzate e a sorridere per le più piccole cose.
Ero uno scatolone con l'etichetta "fragile", un vaso di vetro caduto che cerca di rimettere apposto i suoi pezzi, e non importa quanto duramente proverai a tornare a splendere, non importa quanto attack utilizzi, il vaso rimarrà in mille pezzi e il cuore sarà comunque infranto.
Luke quel giorno mi mostrò una parte del mostro che lo componeva, e io affranta com'ero non resistetti al confronto.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Apr 19, 2016 ⏰

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