Abuela.

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Estate 2010.
Mattia stava trascorrendo le vacanze tranquillamente tra un bagno e un giro sulle giostre. Aveva finito l'asilo a giugno e il suo diplomino ora se ne stava appeso a una delle quattro pareti di casa sua. A settembre avrebbe iniziato le elementari, la "scuola dei grandi", perché lui non era più un bambino piccolo, ora era un bambino grande!

La cosa che preferiva di gran lungo in quei giorni era divertirsi con il suo nuovo amico, Christian. Christian era in vacanza con la sua famiglia: la sua mamma, il suo papà e la sua sorellona più grande di lui per qualche mese. Il piccolo Stefanelli aveva due anni più di lui e veniva dal nord, da un posto freddo e pieno di neve, un po' come il polo nord! Mattia lo trovava fantastico.

I due erano diventati inseparabili nel giro di pochi giorni e i genitori erano quasi costretti a farli incontrare ogni giorno più volte al giorno. Andavano al mare insieme, al parco insieme, al bar insieme, a giocare sulle giostre insieme, a casa l'uno dell'altro e, proprio in quel momento, infatti, si trovavano a casa del più piccolo.


Quel giorno, il biondo era particolarmente euforico all'idea di avere a casa sia il moro che sua nonna. Lui amava la sua nonnina per tanti motivi, ma fra i principali c'erano sicuramente gli abbracci, le caramelle e le storie. Nessuno raccontava le storie meglio della sua nonnina, neanche la maestra Gianna era così brava! A Christian era piaciuta fin da subito sua nonna e aveva preso a chiamarla come il più piccolo.


I due bambini fecero una corsa fino all'entrata di casa, dove la povera anziana arrivava tutta gobba e con calma. Entrambi iniziarono a saltarle vicino mentre la circondavano di piccoli abbracci. All'anziana faceva piacere ricevere le piccole e dolci attenzioni del suo nipotino e del suo amico, che era come un nipotino acquisito per la quantità di tempo che passava con la loro famiglia.

-Fate sedere la nonna, su! - esclamò Giulia, dando piccole carezze sui capelli di entrambi i bambini, prima di aiutare sua madre.

-Che carini che sono, cara.

-Sì, mamma.

-Nonnina, nonnina! Raccontaci di nuovo la storia del pacchetto di mandorle! - esclamò un piccolo Mattia di appena sei anni.

-Sì, ti prego, nonna Filomena! - esclamò un corvino di sette anni e mezzo, sedendosi accanto all'altro sul tappeto.

-Ma ve lo già raccontata un milione di volte, siete sicuri che volete risentirla? - chiese l'anziana donna con un sorriso, accomodandosi sulla poltrona.

-Sì sì, per favore!! - esclamarono i due all'unisono.

-Va bene, mettetevi seduti. - disse l'anziana, prima di iniziare a narrare...

"Tanti anni fa, quando ero una ragazzina, abitavo in un paese piccolo piccolo nel sud dell'Argentina. Io sono nata lì. Un posto segnato da tanta fame e povertà, ma eravamo ricchi di valori e di legami. Ricordo un ragazzo qualche anno più grande di me che abitava qualche casa più in là da dove vivevo io. Il suo nome era Rafael.

Rafael era un ragazzo bellissimo, capelli scuri e occhi color nocciola. Non era altissimo e il suo fisico era mingherlino, ma era molto forte. Ricordo che a 17 anni lavorava con suo padre in campagna e ogni volta che tornava a casa, passava da casa mia e lasciava un mazzolin di fiori e due mandorle sul davanzale della mia finestra.

All'inizio non sapevo che era lui, poi mia madre l'ha beccato a lasciare i fiori e me l'ha detto. Era così gentile e così carino, che ben presto siamo diventati prima amici e poi qualcosa di più. All'epoca il fidanzamento era una cosa seria, significava andare a conoscere l'uno la famiglia dell'altro, parlare con il padre della ragazza e impegnarsi... Non eravamo pronti, d'altronde eravamo solo due ragazzi alla prese con i primi sentimenti, non ci capivamo niente di amore.

Poi lui è dovuto partire per il militare e ci siamo lasciati con la promessa che l'avrei aspettato... Ma non fu così. I miei genitori emigrarono in Italia, in cerca di un futuro migliore e io ero ormai maggiorenne e in età da marito, quindi dovetti sposarmi. Tuo nonno era un uomo meraviglioso, un onesto lavoratore e un buon marito e padre. Ma ahimè lui non faceva battere il mio cuore come una mandria di cavalli al tramonto come faceva Rafael. Sì, con il tempo avevo imparato ad amarlo, a volergli bene, ma non era la stessa cosa.

Disgraziatamente tuo nonno è morto in giovane età, poco prima che tua madre se n'è andasse di casa per studiare. E, come per magia, dopo la sua morte mi sono arrivati dei pacchetti... Uno all'anno. Tutti il 27 Marzo."


-Il giorno del tuo compleanno! - esclamò il biondino.

-Sì. E sapete cosa c'era dentro?

-Un pacchetto di mandorle! - esclamarono all'unisono i due bimbi.

-Proprio così. - sorrise la donna.

-Nonna, non hai più rivisto Rafael? - chiese il bambino più grande.

-No, io non l'ho mai cercato né lui si è mai fatto vivo. Sapevo di lui solo tramite quei pacchetti che mi mandava.

-Ora lasciate riposare la nonna, su su. - disse Franco, il padre di Mattia.

-Sì, ciao nonnina! - esclamarono i due bimbi in coro, prima di saltarle in braccio per salutarla.

-Su su, a giocare!

-Possiamo andare in cortile?

-Sì, ma per poco che la pasta è quasi pronta. - disse Giulia.

-Va bene, andiamo!







Mattia corse per tutto il cortile alla ricerca della sua nuova palla di Nemo, per fare qualche tiro con il più grande, che sapeva essere bravo e adorare il calcio. Mentre Christian si sedette sul prato, accarezzando i fili d'erba accuratamente tagliati, con un'idea in testa...


-Tia, vieni qui?

-Cosa fai? - chiese il più piccolo, sedendosi accanto a lui.

-Facciamo una promessa?

-Cos'è una primessa?

-Una promessa. - lo corresse il maggiore sorridendo. -È quando prometti una cosa a qualcuno, è tipo un giuramento indistruttibile.

-Come quello dei cavalieri? - sussurrò il minore con un enorme sorriso e gli occhi colmi di sorpresa.

-Sì, una specie.

-Allora sì! Cosa promettiamo?

-Promettiamo che saremo amici per sempre. - disse con un sorriso timido.

-Por la garrita? - chiese con il mignolo alzato.

-Sì, per il mignolino. - rispose il maggiore, alzando il suo e intrecciandolo con quello del contrario.

Mandorle. Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora