•19 - Quello che ottieni, giocando con il diavolo.

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N/A: scusate se ieri sera non ho aggiornato, ma in questi giorni non sono stata molto bene👌🏻❤

Appena il mio cellulare squilla, lo prendo e stringo le labbra restando sotto le coperte a guardare il soffitto.

«Come ti permetti di chiamarmi?» Sibilo.

«Ho sentito il tuo messaggio.»

«Non volevo una risposta.»

«È difficile anche per me, te lo gi-»
«Fanculo» sbotto, scuotendo la testa. «Sei proprio bravo a raccontarmi cazzate.»

«Non ti ho detto alcuna cazzata, Kookie.»
Ridacchio, grattandomi la fronte e mi lecco le labbra. «Pensi di potermi prendere per il culo, Taehyung?» Gli chiedo, aggrottando le sopracciglia. «Come se a te dispiacesse.»

Mi metto seduto, respirando pesantemente.
«Ti metti a fare le battutine del cazzo, con il ragazzo che hai piantato?» Domando, stupefatto. «Non era una battuta, bambolino.»
«"Bambolino" - sospiro -, non chiamarmi così.»

«Provo a chiamarti da una settimana, senza ricevere alcuna risposta e tu adesso, vorresti farmi credere di aver capito che cosa mi hai fatto?» Gli chiedo, scuotendo la testa.
«Che cosa ti ho fatto, Jungkook?»

Per un secondo, vorrei chiedergli se sta scherzando o sta parlando sul serio ma poi capisco che sta cercando di farmi crollare ancora.

«Mi hai fatto perdere la testa e te ne sei andato, lasciandomi a pezzi» sibilo.
«Questo è quello che ottieni quando giochi con il diavolo» sussurra, facendomi rabbrividire.

Sono sorpreso, ma cerco di non farglielo capire.
«Cosa stai cercando di ottenere da questa telefonata?» Domando, con un filo di voce e lo sguardo fisso. «Volevo capire se mi odiassi come hai detto nel messaggio.»
«Ti odio, certo che ti odio.»

Lo sento soffiare, così capisco che sta fumando.
«No, piccolo, non è vero.»

«Non puoi dirlo» sputo, secco. «Posso invece. Non ti vedo, ma so per certo che sta tremando mentre ti mordi il labbro. E questo non vuol dire che mi odi, vuol dire che mi ami da morire.»

Ridacchio, «se torni, ti giuro che ti uccido.»

«Sei proprio il mio bambolino.»
«Vai a fanculo» sbotto, chiudendo la chiamata.

Mi copro il viso con le mani, tenendo le ginocchia al petto.
Questo è ciò che ottieni giocando con il diavolo.

Lui non è il diavolo, lui è persino peggio. Nessuno potrebbe mai riuscire a farmi tremare solo con una chiamata del cazzo, dove non ha fatto altro che fare lo stronzo.
Però la mia pelle brucia, il mio cuore batte forte e i miei occhi luccicano.

Mi pento di essermi innamorato di lui?
Mi pento di sentirmi così suo?
Mi pento di desiderare lui e nessun altro?
Mi pento di essere in questa relazione così complicata?

No. Affatto.

Non ho niente di cui pentirmi.

[...]

«Stai scherzando?» Mi chiede, Jin, mentre passa il pettine sui miei capelli.
«Magari» rispondo, con un sospiro e guardo dallo specchio. «Ti lascia e poi fa le battutine del cazzo come un ragazzino» dice, Hoseok, scuotendo la testa.

«Vado con la piastra.»
Annuisco, guardandolo dal riflesso.
«Si chiama "orgoglio", ragazzi. Gli manca Jungkook, ma non vuole ammetterlo» spiega Jimin, bevendo l'alcolico dal bicchiere.

«Perché ti ha lasciato?»

«Crede di starmi facendo male» rispondo, poi scuoto la testa, «è assurdo, lo vedrebbe anche un cieco quanto bene mi fa.»
«È convinto di essere un mostro...di essere uguale a suo padre. Non capisce che non è affatto così.»

«Se ci pensi però, vuol dire che ti ama così tanto da volere solo il meglio per te...anche se dovesse significare farsi da parte.»
Sorrido, scuotendo la testa. «No, Hoseok, affatto. Non si farà mai da parte. Lui tornerà da me, ragazzi, perché non potrebbe vivere senza di me ma quando lo farà, io non gli darò niente.»

«Sì, certo» Jin, mi guarda con sufficienza. «"Non gli darò niente", ma poi te lo scopi.»
Aggrotto le sopracciglia, «sono serio.»
«Anche io, Barbie, cosa credi?»

Muove i miei capelli e ci spruzza della lacca.
«Siamo pronti.»

[...]

Appena entriamo nel locale, la musica ci colpisce come un colpo di pistola.
«Kookie, prendi da bere?» Mi chiede, Jimin, indicando il bancone.
Lo guardo e annuisco, per poi camminare lontano da loro.

Il barman, si avvicina a me. «Cosa ti faccio?»
«Mh, un margarita con molto ghiaccio, un sex on the beach e due martini con due olive ciascuno. E poi, quattro shottini di tequila.»
«Wow, sei in vena di bere.»
Ridacchio, mentre lui inizia a fare i drink.
«Sono qui con dei miei amici, non bevo tutto io.»

«Bei capelli» dice, leccandosi le labbra. Mi tocco le punte bionde e sorrido. «Grazie.»
Gioco il mio nuovo piercing, mentre aspetto i bicchieri.
«Sono Ryan» dice, porgendomi la mano.
«Ryan?»
«Ryan Park, mia madre è americana.»
«Jungkook» rispondo, stringendo la sua mano.

«Jungkook? Assomiglia a Paradiso, no?»
«Suppongo di sì» gli dico, con un piccolo sorriso.

«Il tuo ragazzo è con te?»
Lo guardo di scatto e stringo le labbra.
«No, direi di no...sono stato scaricato una settimana fa» rispondo, facendo spallucce.
«Cazzo...scusa, ma chi è il coglione che ti lascerebbe?»
Il CEO della Elektra.

«Lui, a quanto pare.»
Mi guarda, «relazione complicata?»
«Un po'.»

«Barbie, ma quanto ci met- oh» Jimin si blocca e sbatte la palpebre. «Ecco qui.»
Mette i nostri drink su un vassoio e me lo porge.

Appena raggiungiamo i ragazzi, Jimin non perde tempo a scoppiare a ridere. «Dio, ci stavi provando con quel barman?»
«Io non ci stavo provando, al massimo è il contrario» rispondo, portando le braccia al petto.
«Perché a lui gli uomini cadono ai piedi e a me invece l'unica cosa che cade sono le palle?»
Guardo Hoseok e scuoto la testa. «Gli uomini non mi cadono ai piedi e comunque possiamo dire che sono piuttosto sfortunato in campo amoroso.»

Porto la cannuccia tra le labbra, bevendo il mio drink e tengo gli occhi fissi verso il basso.
In questo momento, provarci con un ragazzo è l'ultima cosa che mi serve visto che sono il cretino numero uno al mondo e sono ancora innamorato dell'uomo che mi ha spezzato il cuore.
Certo, in una settimana non si può dimenticare un anno di relazione e di amore. Sarebbe troppo da chiedere ma non posso neanche continuare a sognarlo.

«Oh cazzo!» Sbotto, rischiando di sputare il drink. «Che è successo?»
«Questa canzone! Cazzo!»

Appoggio il bicchiere e inizio a farmi spazio tra la gente e raggiungere la pista.
Chiudo gli occhi, lasciandomi guidare dalla musica e nonostante senta un peso al petto e alcune piccole lacrime scendono lungo le mie guance, mi sento su un altro mondo.

Guardo davanti a me, respirando pesantemente e mi fermo appena lo vedo tra la gente.
Sbatto le palpebre e lui scompare.

Porto indietro i miei capelli e stringo i pugni, mentre mi sento così stupido.

Poso gli occhi sul ballerino sul cubo e per qualche istante penso di poter fare meglio di lui.
Continuo a ballare, fino a quando questa canzone non finisce.

Torno dai ragazzi e finisco il mio drink, poi controllo l'orario.
«Vado a casa» dico. «Di già?»
Annuisco, toccandomi le guance. «Ho visto una cosa che non dovevo vedere.»
Sorrido e stampo un bacio sulla guancia di tutti e tre. «Voi restate, io ho bisogno di mangiare del gelato.»

Raggiungo l'uscita e porto le braccia al petto, rabbrividendo.
«Ehi!»
Mi giro, incontrando Ryan. «Ciao, vai già a casa?»
«Sì, non era serata.»
«Posso accompagnarti?»

Stringo le labbra e annuisco, «sì, ti ringrazio.»

Appoggia la sua giacca sulle mie spalle.
«Devi avere freddo.»

Gli sorrido e lo ringrazio ancora.

STRIP 2 | Deeper-Darker La tua prossima ossessione. Scoprilo ora