Confessioni

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Appena entrammo in palestra tutti professori si girarono: erano seduti il padre di Gogo e dei suoi colleghi erano seduti su delle panchine posizionate davanti a una cattedra. La prof. Mihaela parlò ai professori della sua scuola. Intanto io e Cursa cercavamo un modo per tirarci fuori da quella situazione, senza però molti risultati: la professoressa Agnese appariva davanti a noi con il suo potere ogni volta che cercavamo di uscire.

- Buongiorno a tutti, scusate l'interruzione. Poco fa ho assistito a un fatto che secondo me chiarisce definitivamente la questione delle lettere.

Raccontò che aveva visto me passare la lettera a Cursa vicino alle scale e che, secondo questo fatto, dovevo essere io l'autore delle lettere che erano state ritrovate nelle scuole. Alla fine di tutto il discorso le chiese:

- Sora, ho ragione? Le hai scritte tu le lettere?

- No, non sono stato io...

- Sora, stai solo peggiorando le cose. Se sei stato tu ti conviene ammetterlo. Con questo atto rischi la sospensione.

- Ma non sono stato io!

- Sora, non men-

- NON E' STATO LUI!

Io e la prof. ci girammo di scatto e vedemmo Cursa avanzare. Calò un silenzio che durò per pochi secondi e dopo Cursa parlò:

- Sono stata io e me ne vergogno tantissimo...

- Cursa, ti meriti una sospensione per questo, ma perché l'hai fatto?

- Sono stata obbligata dai miei. Non so che problemi abbiano: non gli va a genio che io sia ciò che voglio essere davvero. Io non voglio minimamente seguire il loro esempio: voglio essere quello che mi avete insegnato voi.

- Oh.

- Voglio essere una persona libera di esprimersi e non una che marcisce sotto una campana di vetro. Vorrei dichiararmi alla ragazza che mi piace senza dovermene preoccupare, vorrei non avere tutta questa pressione addosso e-e-...

Mentre parlava, Cursa abbassò il mantello mostrando delle lacrime che le scendevano sul viso. Gogo si avvicinò a lei e le porse un fazzoletto, e poi venne verso di me e mi abbracciò. Io d'istinto ricambiai.

- Scusami, non sapevo fosse stata lei e non sapevo che l'avesse fatto per questo motivo... ma perché i suoi la costringevano?

- Le hanno detto che se non tornava ad essere la persona che avevano pianificato si sarebbero trasferiti di nuovo. Ma lei si trova bene qui.

- Mi dispiace di aver rotto con te senza prima aver cercato di capire da dove potesse venire la lettera.

- Tranquilla, non sapevo che avesse questo talento nel falsificare le calligrafie e...

Un urlo ruppe l'atmosfera che si era creata nella stanza.

- CURSA!

- Papà!

Senza che ce ne rendessimo conto i genitori di Cursa erano arrivati: il padre sembrava furioso, mentre, al contrario, era come se la madre fosse nello stesso stato della figlia.Mi stupiva il fatto che indossasse anche lei un mantello sulla faccia per non mostrare le proprie emozioni.

- CURSA! VAI A CASA E PRENDI LE TUE COSE!!

- Papà, io posso-

- NON VOGLIO SCUSE, E RIMETTITI IL MANTELLO, CE NE ANDIAMO!

- Ma io-

- SILENZIO E-

- IO NON VOGLIO!!!!!!

Dopo l'ultimo urlo l'uomo si avvicinò alle professoresse Mihaela e Agnese e urlò contro di loro.

S.h.h. 2Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora