Nuovi incontri.

142 10 2
                                    

'Ragazze di cosa state parlando?' Disse il prof guardando me e Cecilia parlare.

'Ehm di niente professore.' Rispondemmo.

'Vabene ragazze, ma ora cambiate di posto.' Disse facendo cenno di cambiare banco.

'NOOO professore! È il primo giorno di scuola, non può cambiarci di già.' Rispondemmo noi dispiaciute.

'Certo che posso. Sono il vostro insegnante. Cercate di portarmi rispetto. Emma va vicino a Matteo, e tu Cecilia sta vicino a Simone.' Disse lui un po' irritato dalla situazione circostante.

Ma come si vede questo? Già dal primo giorno pensa di dare ordini. Si deve calmare un po', si vede che il sangue oggi non gli sta circolando bene. Meno male che mi ha messo vicino a quel bel fusto di Matteo. Almeno un vantaggio l'ho avuto da questo cambio di posto. Lo posso conoscere meglio.

Presi le cose che stavano sul mio banco e andai a sedermi vicino lui. La mia guancia era già rossa come un pomodoro. Mi stavo toccando nervosamente i capelli per l'imbarazzo.. Da vicino era molto più bello. Aveva un profumo al quanto famigliare, molto buono. Gli occhi erano di un azzurro particolare.

Avete presente il colore del mare in estate? O il cielo limpido con qualche sfumatura? I suoi occhi erano meglio.

Al sedermi feci cadere il suo Borsellino.

'Scusami tanto, non lo volevo fare apposta.' Dissi a lui prendendo da terra il borsellino.

'Tranquilla piccola.'Rispose dolcemente.

'Piccola?'Chiesi io un po' perplessa.

'Si, perché?' Guardandomi negli occhi.

'E sentiamo.. Chi ti ha dato il diritto di chiamarmi così?' Dissi scherzando.

'Ma che caratterino eh! Se vuoi non ti chiamo più così.' Rispose ridendoci su.

'Fa come vuoi.' Facendo una smorfia.

'Sei simpatica comunque.' Disse dandomi un colpetto sulla spalla.

'Anche tu.' Ridemmo.

'Vabe, smettiamo di parlare se no il professore mi riprende di nuovo e mi cambierà di posto.' Gli dissi.

Le ore passarono in fretta.
All'uscita di scuola fermai Cecilia per chiedergli dove abitasse. Abitava a tre isolati da casa mia. Non era poi così lontano. Così ci mettemmo d'accordo per vederci a casa mia verso le 5.

Stavo per uscire dal cancello della scuola, quando una persona sgradevole mi ferma violentemente.

'Ehi tu, sta lontana dal mio fidanzato se no te la farò pagare cara.' Disse Livia afferrandomi il braccio destro.

'Intanto ti calmi e stasera a letto senza cena.' Le dissi io togliendo le sue mani dal mio braccio.

'Eh?' Chiese.

'Ciao bella, byee.' Correndo per prendere il pullman.

'Vieni subito qua stupida nane rotola.' Disse lei arrabbiata.

Feci in tempo a non perdere il pullman. Che carattere la ragazza, pensa di darmi ordini. Ma chi si crede di essere? Anche se è la fidanzata di Matteo non vuol dire che può vietarmi di parlargli o stargli vicino. Me la farà pagare? Ma che si calma un po'. Ha le penne un po' troppo alzate, se continua gliele dovrò abbassare.

Arrivai in casa in ritardo. La mamma come sempre mi aveva preparato un bel prenzetto: pasta al ragù come primo, cotoletta con patatine e le fragole.

'Mamma come mai questo bel pranzetto?' Le chiesi.

'Oggi c'è stato tuo primo giorno di scuola e quindi pensavo di augurarti con questo pranzo un bel anno. A proposito.. Come è andato?' Mi chiese lei versando l'acqua nel mio bicchiere.

Il segreto di Emma Bulgov.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora