Finalmente, è arrivato il primo giorno di scuola. Era da due mesi che aspettavo questo momento. Sono in ansia perchè non conosco nessuno di qui e ho paura una figura come sempre.Sono le 7, la scuola inizia alle 8:15. Quindi ho un oretta abbondante per prepararmi.
Prima di tutto iniziai andando in cucina a fare colazione. La mamma mi preparò un toast con la Nutella e un succo di frutto. Non mangiai quasi niente, stranamente.
Dopo di che, andai in bagno per lavarmi la faccia e i denti. Mi truccai un po': con una piccola linea di eye-liner, blash color pesca e la matita per le labbra color fucsia senza sembrare volgare.
Infine corsi in stanza per scegliere i vestiti da mettere.Optai per un jeans di Berska molto carino, una maglietta rossa larga ma non troppo e le mitiche vans nere. Quelle non mancano mai nel mio guardaroba.
Salutai la mamma con un bacio sulla guancia, presi lo zaino alla spalla e andai fuori per aspettare il pullman.
Il sole era caldo, ma c'era quel piccolo soffio di vento che ti faceva venire i brividi.Erano le 7:55 tra qualche minuto doveva passare il pullman. Ero terrorizzata all'idea di entrare.
Arrivò e salaii, mi sedetti agli ultimi posti visto che non c'era nessuno. Così presi le mie immancabili cuffie e iniziai ad ascoltare 'All of Me'.
'What would I do without your smart mouth
Drawing me in, and you kicking me out
Got my head spinning, no kidding, I can't pin you down
What's going on in that beautiful mind
I'm on your magical mystery ride
And I'm so dizzy, don't know what hit me, but I'll be alright
My head's under water
But I'm breathing fine.'
Non feci in tempo a finirla perchè ero già sulla soglia del cancello della scuola.
Che ansia! Non sapevo dove andare.
Dovevo stare calma. Era solo il primo giorno di scuola in una scuola nuova.
Col cappero che stavo calma. In preda al panico mi incamminai verso la porta.C'erano un'infinità di ragazzi e ragazze. Ognuno stava per i fatti suoi, ma si guardavano tutti tra loro. Vidi gente che si abbracciava, che si baciava e che litigava. Da lontano c'era una ragazza che già vedendola mi stava antipatica. Era bionda platino, aveva minigonna rossa e un maglietta dove le si vedeva tutto. Aveva l'aria di una snob puttana, e se non sbagliavo lo era visto che le giravano intorno tanti ragazzi che sembravano cagnolini arrappati.
Cos'aveva quella di così tanto speciale da avere tutta quella gente ai suoi piedi? Mah.
Camminai.. Ero quasi arrivata alle porte della scuola quando mentre stavo per salire una ragazza cadde sopra di me e mi buttò sopra del succo di frutta.
'Questa non ci voleva.' Dissi guardandola.
'Scusami tanto, non volevo bagnarti.' Disse la ragazzina, dispiaciuta dell'accaduto, alzandosi da terra.
'Vabene dai, il problema è che non ho il cambio. Come devo fare?' Dissi io aiutandola ad alzarsi.
'Aspetta, vedo nel mio zaino. Di solito metto dei cambi.. Infatti ecco c'è una maglietta color nero con dei fiori gialli. Ti va bene?' Disse lei, facendo uscire dallo zaino la maglietta.
'Si va benissimo. Grazie mille. Non ci siamo ancora presentate, io sono Emma.' Dissi io sorridendole e dandole la mano.
'Io sono Cecilia, piacere.' Disse lei con un sorriso a 32 denti.
'Piacere mio.' Le ricambiai il sorriso.
'Sei nuova? Perché non ti ho mai visto in questa scuola.' Mi chiese lei.
'Si sono nuova, sono arrivata qui a Milano da un mesetto.'
'Ah.. senti sta per suonare la campanella. In che classe devi andare?'
'Nella 3A.'
'Perfetto, siamo in classe insieme. Vieni con me. Ti faccio vedere io la nostra classe. Preparati per l'emozioni forti. Ahahah.'
'Emozioni forti?' Chiesi io facendo una faccia strana.
DRINN! DRII! La campanella suona.
'Andiamo se no si fa tardi.' Mi disse salendo le scale.
Entrando in classe, mi sedetti vicino a Cecilia. Mi chiese di sedermi vicino a lei e io accettai. Tra le compagne , vidi la ragazza che avevo visto fuori. Appena sono entrata, mi guardava in modo strano e rideva con le sue amiche. Cos'aveva da ridere?
L'idea di averla in classe non mi andava molto a genio, ma dovevo accentarlo. In classe c'erano tutti, o meglio quasi tutti. C'era un banco vuoto, si vedeva che mancava qualcuno.Mentre aspettavamo, entrò in classe il prof.
'Buongiorno professore!' Rispondemmo tutti alzandoci dal banco.
'Bulgov Emma.' Disse il prof.
'Presente!' Risposi io.
'Sei nuova di qui, giusto?'
'Sisi.'
'Spero che ti troverai bene in classe.' Disse lui facendo un piccolo sorriso.
'Lo spero anche io.' Annuì.
'Professore con noi si troverà bene' Disse la ragazza ( Da quel che avevo capito si chiamava Livia.) snob ironizzando con le sue amichette.
'Lasciale perdere. E sta attenta a loro, perché sono delle persone cattive' Mi disse Cecilia con aria preoccupante.
'Vabene, grazie!'
'Certozzi Matteo.'
'Non è presente.' Risposero tutti.
Mentre stava per mettere l'assenza, entrò in classe un ragazzo che disse:
'Prof sono presente.'Disse il ragazzo alla porta.
'Vada a sedersi grazie e la prossima volta veda di non fare ritardo.' Rispose il prof facendo il cenno di andarsi a sedere.
'Grazie professore, non accadrà più.'
Era bellissimo. Aveva gli occhi color cielo così belli da spronfo darci dentro e i capelli biondi tendenti al color oro, sembravano morbidi e si sentiva da lontana il profumo dello shampoo che usava. Le sue labbra erano rosse e carnose, mi stava venendo la voglia di mordergliele. La cosa che mi colpì era il suo sguardo che gettò sopra di me appena entrò in classe. Mi fece venire i brividi alla schiena.
Ero felice di averlo in classe.'Speriamo che non sia fidanzato, ma sicuramente lo sarà perché uno bello come lui non potrà non essere fidanzato.' Sussurrai a Cecilia a bassa voce.
'Mi dispiace per te, ma è fidanzato con Livia.'
Lo sapevo, era inevitabile.
'Ragazze di cosa state parlando?' Disse il prof guardando me e Cecilia parlare.
'Ehm..'
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Aria riservata alla scrittrice.
Ciao.:)
Scusate per il ritardo, ma ho avuto cose da fare e non ho potuto continuare la storia. Spero vi piaccia. In tal caso, scrivetemelo nei commenti. Vorrei sapere cosa vi piace e cosa non vi piace.
A presto!❤️
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Il segreto di Emma Bulgov.
De TodoEmma Bulgov è una ragazza tedesca di 16 anni. Dopo la morte del padre, decide di trasferirsi a Milano con sua mamma e sua sorella più piccola. Si iscrive ad un liceo classico. Conosce inizialmente una ragazza, colei che presto le diventerà la sua mi...