Arriviamo a casa. Jimin mi guarda spaesato e un po' spaventato.
" Scendi."
" Perché? Cosa voi da me?"
" Scendi Jimin. "
Lo prendo per polso trascinando dentro la casa. Lo scaraventò su divano.
" Adesso tu mi dirai chi era quel idiota."
" Quale idiota? Cosa stai dicendo?"
" Quello che ballava con te."
" Perché? Che ti frega? Sei impazzito per caso? Mi trascino via dalla festa per farmi questa domanda? Non sei nessuno Jeon. Nessuno."
" Dimmi chi era quel ragazzo jimin. Dimmelo cazzo."
" E mio ragazzo. "
Sto morendo qualcuno mi aiuti a respirare.
" Ci sei andato a letto?"
" Cosa? Che razza di domanda e? Ma ti senti al meno un pochino ? Da quando ti importa cosa faccio della mia vita sessuale e con chi vado a letto?"
" Da quando ti vorrei nel mio di letto idiota. Adesso mi prendo quello che mi spetta."
Li salto addosso inchiodano su divano. Li dovrò la bocca. Cerca di svincolarsi ma io sono più forte. Scendo sulla sua mascella sporgente succhiando , mordicchiando poi passo al collo facendo mugolare dal piacere. Succhio quella pella candida profumata che mi manda fuori di testa .
Con un strappo violento gli tolgo maglione che ha adesso rivelando quei capezzoli piccoli rosa. Succhio ,mordo forte uno mentre torturò l'altra con le ditta. Scendo aul addome lecco ogni centimetro della pelle lasciando una scia di saliva sopra. Sento svoi ansimo di piacere ma cerca comunque di scapare.
Con una mano lo tengo fermo con l'altra mi spoglio velocemente con difficoltà.
" Jung -kook no. Ti prego non così. "
" Perché no? Tanto lo già fatto no.?"
Li tolgo pantaloni velocemente rivelando la sua erezione ,si vede che eccitato anche avendo addosso i boxer.
Mi chino sopra suo membro. Li baciò ,lecco sopra boxer ,lui sospira. Lo riduco a brandelli con denti quella stoffa che da fastidio. L'odore della sua pelle mi inebrie le narici. Sto in una bolla brucante , Ielo prendo in bocca succhiando,passo la lingua sulle vene gonfie, voglio che impazisca,voglio che sia mio , non posso aspettare più lo giro in pancia giù mettendomi sopra di lui.
Spalancò quelle natiche belle sode. Una visione celestiale . Ci passo sopra la lingua su quel buco piccolo . Lui sussulta.
" O mio dio. "
Si agrapa al cuscino sotto di lui.
Sputto sul palmo della mano frizionandola la mia asta turgida , dura come un cemento. Appoggio sulla sua entrata spingendola dentro solo la cappella anche se sono arrabbiato non voglio che senta dolore. E danatammete stretto
Urla disperato
" Fai piano ti prego, non ho mai fatto. "
Quelle parole mi trafiggono come una lama affilata . Mi blocco. Esco da lui , lo giro in pancia su. Quello che vedo mi uccide al istante. Le sue guance rigate dalle lacrime .
Mi accascio sopra suo corpo nudo. Piango anche io. Che idiota sono stato . Un coglione .
" Perdonami Jimin. Perdonami "
Lui mi abbraccia stretto.
" Sch amore mio ti perdono . Sono stato io a farti credere che non ero più vergine. "
" No. Tu non hai fatto niente piccolo. Sono io un coglione. "
Ci stiamo guardando nei occhi . Dio quanto lo amo.
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YOU ARE MINE
RomanceCEO di una grande azienda , uomo di 37 anni , visuto e navigato , sicuro di sé, arrogante . costretto a sposarsi in giovane età. divorziato con un figlio perde la testa per un ragazzino carino per giunta miglior amico di suo unico figlio.
