Capter 2

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La sveglia suonò puntuale come sempre. Sbuffai e allungai una mano per spegnerla.

Uno spiraglio di luce attraversò la stanza e io mi stropicciai gli occhi.
Andai in bagno e mi preparai.
Decisi di indossare qualcosa di semplice: jeans, una felpa e le mie vans. Non mi truccai e snodai i miei lunghi capelli castani.
Scesi a fare colazione.
Feci un enorme sbadiglio stiracchiandomi prima di sedermi in cucina.

"Giorno mamma" mi avvicinai e le diedi un bacio.
"Buongiorno Amber" sorrise lei "Sei pronta?"
Sentii un nodo allo stomaco, quel giorno avrei cominciato il quinto anno di liceo, ma sarebbe stato tutto nuovo.

"Sì..più o meno" girai il cucchiaino nella tazza "Sono un po' nervosa" storsi la bocca.

"Vedrai che andrà tutto bene, sei una bella ragazza, e anche simpatica" sorrise.

Misi in bocca un biscotto e poi guardai l'orologio.
In quel momento suonarono alla porta.
Acchiappai lo zaino di corsa e salutai mia madre dicendo che le avrei scritto un messaggio.

"Ehi Amber" mi sorrise Sarah.
"Giorno Sarah" cominciai a camminare.
"È dall'altra parte la scuola" rise lei.
Scoppiai a ridere scuotendo la testa.

"Dai andiamo che siamo quasi in ritardo" mi prese il braccio e mi tirò dalla parte opposta.

Mentre ci dirigevamo verso la scuola mi fece vedere tutti i locali del quartiere e mi spiegò che di solito passava per di qua con i suoi amici.
"Magari dopo facciamo uno spuntino" disse lei.

Ecco che arrivammo davanti davanti all'edificio scolastico. Una folla di ragazzi a me sconosciuti era accalcata davanti alla porta.
"Eccoli là" urlò Sarah riferendosi probabilmente ai suoi amici.

La seguii imbarazzata e appena loro ci salutarono lei mi prese di nuovo per un braccio. "Questa è Amber" sorrise lei raggiante.

"Emh..piacere" sorrisi timidamente.
"Loro sono" li indicò in ordine da sinistra "Liam, Beth, Sophia e Louis e Luke"
Mi fecero un cenno amichevole e io ricambiai sorridendo.

"Allora, da dove arrivi?" Chiese..Liam?
"Da Liverpool" risposi.
"Fai il quinto anno?" chiese Beth sorridendo.
"Sì" annuii.
"Come mai ti sei trasferita qua?" chiese quello basso.

Mi grattai il collo in difficoltà, non volevo raccontarlo a tutti "Problemi familiari, diciamo" gesticolai lievemente.
Sarah parlò "Ehi ehi cos'è questo interrogatorio?" rise lei "Lasciatela respirare"

Ridacchiai "Non preoccuparti" annuii, anche se in realtà non avrei veramente voluto raccontare la mia vita privata a delle persone che avevo appena conosciuto.

In quel momento suonò la campanella e cominciarono tutti ad entrare nell'edificio. Feci un grosso respiro, spaventata all'idea di dover entrare in una classe di sconosciuti.

Sarah sembrò notare il mio disagio e mi fece un grande sorriso. "Stai tranquilla, andrà tutto bene" mi appoggiò la mano sulla spalla.
Facile a dirsi, volevo risponderle, ma apprezzai comunque il suo gesto.

"Io le prime ore ho chimica, matematica e motoria" disse leggendo il suo orario "Tu?"
Controllai il mio "Letteratura, inglese e geografia" risposi.
"Ci vediamo in mensa allora, in bocca al lupo" e mi salutò incamminandosi verso la sua aula.
"Crepi" sussurrai.

Mi diressi verso la mia classe e una volta entrata vidi già tutte le persone divise in gruppetti che raccontavano della loro estate. Imbarazzata presi posto vicino ad un banco vuoto, non sapendo con chi parlare.

Una mora palesemente tinta mi squadrò facendo una smorfia, patetica. Decisi di ignorarla e in quel momento entrò la professoressa, una donna anziana con i capelli bianchi e la faccia piena di rughe, sembrava una dolce nonnina.

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