Il profiler finì di leggere le ultime righe del diario di Kassy e alcune frasi lo colpirono. "Mi guardai allo specchio". Eppure era spaventata da quest'oggetto. Quel giorno evidentemente era serena prima che succedesse qualcosa, ma cosa? voleva scoprirlo e poi l'altra frase. "Mia sorella" Kassy aveva una sorella? Non ne aveva mai parlato, menzionava spesso il fratellino che si era chiuso in un mutismo selettivo quando lo psicologo aveva avuto a che farci, decise di parlare con Howie, gli fece leggere il diario e anche lui rimase colpito. Lo psicologo pensò di tornare dai genitori e dal fratello di Kassy, ma allo stesso tempo pensava che non avrebbe riscosso nulla. Tim si era ammutolito ed era difficile estrapolare qualche parola da lui, i genitori erano sconvolti, ma si ricordò che il papà di Kassy aveva avuto un lieve sussulto quando lo psicologo gli aveva chiesto se non gli dicesse niente una data in particolare. Doveva e voleva capire cosa era successo, dall'altra parte c'era Kassy che non aveva paura dello specchio e da un giorno all' altro sì. Parlava solo del fratello, mentre nel diario anche di una sorella. Diceva che qualcuno la seguiva e aveva descritto la mamma, ma lei diceva che non c'entrava nulla. Ebbe un dubbio e se quella descrizione fatta da Kassy non era della mamma e si erano sbagliati?
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La ragazza aveva fatto un sogno si trovava in una stanza con tanti specchi attorno a lei, aveva un vestito bianco, si guardava attorno a ed era circondata da specchi. La stanza sembrava girarle intorno, si era accasciata a terra, qualcosa di colore rosso aveva attirato la sua attenzione. Era una rosa rossa, si punse con la spina, la rosa diventava un coltello e una scia di sangue si formava sul pavimento; lei spaventata indietreggiava fino a urtare con la schiena un altro specchio, si voltò e vide la sua immagine riflessa. Aveva i capelli appiccicati al viso pallido e lo sguardo spaventato. Nello specchio comparve casa sua dall' esterno, lei mise una mano sullo specchio e si ritrovò in sella a una bici sul sentiero di casa, pedalava, ma non riusciva mai a raggiungere casa sua che sembrava sempre più lontana.
Lo psicologo pensò a una frase in particolare che il profiler gli aveva fatto leggere nel diario di Kassy. "Mia sorella" Voleva capire, così fece accomodare la ragazza. 《Ciao Kassy, come stai?》 《Non lo so, io...》Kassy lasciò la frase in sospeso e si limitò a guardare un oggetto sulla scrivania. Lo psicologo notò la postura della ragazza. Era seduta, ma la schiena non era appoggiata allo schienale della sedia, lo sguardo vigile e smarrito, i piedi sotto la sedia, con un braccio accarezzava l'altro e sembrava farsi sempre più piccola. Aveva notato che le sue risposte erano confuse, lasciò del tempo alla ragazza prima di chiederle se avesse una sorella e la risposta lo spiazzò. 《Non ho una sorella》