quella mattina, a scuola, jungkook arrivò senza jimin.
che si fosse preso un malanno, di nuovo?
solo qualche ora dopo arrivò il minore, affannato e di corsa, tremendamente in ritardo.
filò in classe e non salutò jungkook nemmeno per sbaglio, nemmeno con la mano, non lo guardò proprio.
yoongi tutto questo non lo vide sul momento, poiché impegnato con le sue noiosissime lezioni, ma carpì subito la situazione alla pausa pranzo.
incredibilmente quella pausa pranzo fu silenziosa; il gruppo di jimin e quello di jungkook non erano seduti assieme, non si guardavano.
erano ai lati opposti del cortile.
vi siete lasciati?
un eccitazione sadica ed egoista riempì lo stomaco di yoongi.
fissava jimin parlare con gli altri, lo guardava da lontano.
da quando gli aveva parlato, in qualche modo, nel suo inconscio, yoongi aveva sviluppato una qualche certezza che prima o poi il minore sarebbe tornato da lui, e yoongi lo avrebbe fatto suo.
a tratti questa certezza diveniva stupidità, realizzando che in realtà il minore non lo avrebbe calcolato più.
ma a yoongi piaceva tanto convincersi di certe cose, e farsi male.
