Adele non aveva ancora realizzato che anche le sue compagne avevano stabilito un minimo di rapporto con i propri insegnanti (si sopportavano, almeno).
Tutti i Maestri avrebbero insegnato a tutti loro, ma a quanto pare ne veniva scelto uno in particolare con cui si avrebbero avuto più lezioni- questo almeno era stato spiegato ad Adele, che ancora non ne aveva capito il motivo.
Lòk stava ridendo con Blake, Indra e Lysèq stavano amichevolmente parlando mentre sorseggiavano una bevanda lilla (ubriacone), Vòna stava intrecciando i capelli di Diana e persino Hec e Azèpt avevano le teste vicine e parlavano come se stessero pianificando la distruzione del mondo in segreto.
Avevano già tutti instaurato un legame di fiducia, più o meno, e Adele non potè che provare una fitta al cuore e una profonda umiliazione e imbarazzo, al pensiero che anche lei aveva dato fiducia una volta; e adesso era lì, in mezzo a sconosciuti e con un tatuaggio sul collo come se fosse appena entrata in una setta.
Adele pensò che alla fine fosse proprio così.
Mancavano però le vittime sacrificali.
E se sono io la vittima sacrificale? Adele guardò in tralice Xander, poi si allontanò di un passo, tanto per sicurezza.
Xander notò il movimento, alzò un sopracciglio curioso, ma non commentò.Una volta suo padre le disse che aveva sempre saputo che lei fosse destinata ad essere una guerriera; non un soldato, ma una guerriera.
Le disse di chiudere gli occhi quando era triste e spaventata, di respirare e sentire cosa la circondava; ogni piccolo sasso e filo d'erba non doveva andare ignorato...Così lei lo fece e mandò via sia le sensazioni che il passato le provocava,- un miscuglio di rabbia, disperazione, nostalgia e mancanza l'attraversava facendole bruciare il cervello.
Aprì gli occhi e sentì la mano di Xander che le si poggiò sul tatuaggio appena fatto e, quando si voltò vide l'espressione del suo Maestro.
Non era piena di pietà o compassione, ma piena di comprensione e appoggio.
Non tentò di offrire parole vuote, e nemmeno di comprendere.
Questo, Adele apprezzò.
C'era anche empatia però negli occhi del Maestro.
Questo, Adele non apprezzò.
Adele cercò di ignorare il fatto, ma sentì comunque un'ondata di gratitudine che la spinse a sorridergli e a incrociare il braccio con il suo e dirigersi verso gli altri."Allora anche tu hai deciso di rimanere." La accolse Indra.
"Sì." Fu tutto quello che disse Adele.
Xander si allontanò da Adele e si diresse verso la sua squadra e cominciò a parlare alle Allieve: "Vi aspettano tante sfide. Le odierete e odierete ancora di più le persone che vi guideranno in queste imprese; rimpiangerete la vostra decisione la metà del tempo e vorrete distruggere l'Universo per quello che vi ha fatto e continuerà a farvi; ma alla fine di tutto, quando i giochi sono finiti, tutte le parole sono state dette e il vostro cuore sarà finalmente sazio e quieto, sorriderete quando guarderete indietro e vedrete tutto ciò di cui avete fatto esperienza. È un'avventura, e le avventure sono sempre più belle nei ricordi."
Tutti i Maestri si sorrisero a vicenda come se condividessero il segreto del mondo.Se ve lo state chiedendo, i Viandanti sono creature molto confortanti, non vedete quanto sono bravi a offrire sollievo dalle preoccupazioni?
Personalmente, io appena vedo un Viandante mi sento immediatamente meno preoccupato.
Questo è perché so che se c'è un Viandante di mezzo, morirò sicuramente.
Chi ha tempo di preoccuparsi..."L'allenamento inizierà domani, e l'indomani ancora, come è stato già detto, farete il vostro primo viaggio nel vostro passato. Ognuno di voi matricole può parlare all'altro telepaticamente quando vuole, anche durante i salti temporali, mentre ognuno di voi ha lo stesso legame con uno di noi soltanto, fino a quando non cominceremo a costruire rapporti anche con quelli di voi che non ci sono stati personalmente assegnati. Prima che chiediate, non sappiamo perchè funzioni così questa telepatia, prendetevela con l'Universo." Disse infine Blake, congedando tutti.
Quando Adele giunse nella sua stanza, dopo quella giornata piena, notò una strana figura nell'ombra e subito impugnò l'attizzatoio del caminetto.
Perchè sì, ogni stanza ha un caminetto.
Gelosi? Io lo sarei.Sentì una risata leggera e d'improvviso le luci della sua stanza si accesero facendole vedere il volto della vecchietta che faceva parte del Consiglio.
"Scusa, non ho resistito." Sorrise cordiale ma con una luce divertita negli occhi.
"A farmi saltare i nervi?" chiese Adele senza abbassare l'arma improvvisata.
"Hai un'ottima vista e riflessi ancora più sorprendenti. Sarà divertente vedere il tuo percorso formativo. Ma hai ancora problemi di fiducia, non che mi aspettassi diversamente dopo così poco tempo; contrariamente ti avrei definita anche sempliciotta e ipocrita." Annuì felice la signora, Maeresilda.
"E cosa sarei, quindi?" alzò un sopracciglio Adele.
Maeresilda si aprì in un sorriso che suggeriva soltanto divertimento, malizia e mistero- "Bellissima, bravissima e intelligentissima." Disse sarcastica guardando attenta l'attizzatoio ancora puntato su di lei.
Adele roteò gli occhi e abbassò l'arma."L'aggettivo che userei sarebbe testarda." Rispose ora sinceramente la vecchietta, visto che era stata liberata dalla minaccia di quel pezzo di ferro.
"È in vena di complimenti oggi, mia Signora." Si inchinò Adele.
"Oh cara," rise l'anziana dai capelli bianchi- "io ho sempre pensato che le persone testarde siano le più speciali. Non ti fanno annoiare mai e sono una sfida sempre molto allettante. Tutti i miei amici sono testardi. Il mio era un complimento, bambina mia." Sorrise dolce ora lei.
Adele posò l'attizzatoio e chiese il motivo dell'inattesa visita.
"Oh certo! Quasi dimenticavo, cara. Volevo solo dirti di divertirti e augurarti buona fortuna."
"Cosa?" chiese confusa e sconcertata Adele.
"Divertiti, fai quel che ti pare. Non hai nulla da perdere." Rise lei.
"Ho molte cose da perdere." come la neo-vita, la dignità, l'onore, le mie morali, un pezzo del mio corpo...Maeresilda indossava un abito bianco di seta che sembrava fatto d luce propria, portava i capelli bianchi che essendo sciolti le arrivavano alle ginocchia.
Era una donna bellissima dai tratti fini e gli occhi pungenti, arguti, saggi e quasi sempre divertiti da ciò che succedeva davanti a loro.
In quel momento le sopracciglia del co-capo del Concilio si aggrottarono- "Beh i corpi dei Viandanti non sono facili da distruggere, ma capisco che non è questa la risposta che vorresti avere, capisco, ragazza mia."
La donna la soppesò con lo sguardo- "Neanche il tuo cuore è debole, ragazza di ghiaccio e fuoco." La informò infine, decisa.
"Ok?" Rispose confusa Adele, completamente intoccabile dal parlato filosofico, a quanto pare.
Maeresilda rise e si passò una mano tra i capelli."Oh! E mi raccomando, prenditi cura del tuo Viaticum, è ciò che ti rende una Viandante." Si ricordò di raccomandare l'anziana.
"Direi che tutta la cerimonia di oggi me l'ha fatto sospettare." Rispose atona la ragazzina, invece.
"Ti da' anche i poteri." Continuò la donna.
"Oh, grazie per avermelo detto. Non lo sapevo." Annuì Adele sincera, girandosi per posare la sua giacca nell'armadio.
"E se il tatuaggio ti viene tolto, in circa tre settimane cessi di esistere tra atroci dolori." Disse tutto d'un fiato la vecchietta.
"COSA?" Si voltò di scatto Adele.
Ma Maeresilda era già sparita.♡Un capitolo più lunghetto del solito, che ho diviso in due parti; spero piaccia. Buona lettura!♡
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THE UNDEAD [LIBRO I della saga 'XAVERIE']
FantasyAdele era stata già bruciata dai suoi sentimenti. Era stata già bruciata dalla sua stessa lealtà. È morta a causa di chi avrebbe dovuto proteggerla. Forse è per questo che, quando viene riportata in vita, la bussola della sua anima è perduta e sospe...