Pensieri di una spettatrice innamorata

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Non ho fatto attenzione, su questo non vi mento
Perché quando si è chinato su quel tavolino e ha dato inizio al suo tempo io non sono riuscita più a sostenere la sua velocità
Le loro parole correvano come una lepre spaventata e io non riuscivo proprio a stare loro dietro
In quella piccola intimità, in quegli sguardi che riuscivano a metterti in soggezione e a scavarti dentro fino a muoverti le viscere
Nel piccolo palchetto dove ad un certo punto per il poco spazio arrivai anche a sentire il suo inconfondibile profumo.
Io lo vedevo, vedevo come mi guardava

Io mi sono resa conto solo quel giorno, in quel momento, di quanto lui fosse felice nel fare ciò che gli piaceva.
Fino ad allora io lo avevo visto solo alle prese con delle poesie, piccole parti del suo essere che rimanevano racchiuse tra le parole.
Io in quei fatidici sguardi vedevo i suoi occhi brillare nel recitare una parte che per sempre sarebbe stata sua
Nel recitare il ruolo di qualcuno di inesistente ma che grazie a lui aveva saputo prendere una forma
Ho amato quei piccoli minuti in cui si agitava e dentro di sé ribolliva di gioia nell'inseguire la sua passione, ciò che ama.
Sono rimasta catturata dal modo non solo suo ma di tutti gli attori di saperti fare entrare in una scena e coinvolgerti in un immaginario mondo che avevano saputo fare loro
Io non penso riuscirò mai a farlo, è troppo per me
Mi basta guardare lui, guardare come riesce lui a farlo e questo mi basta.
Mi basta poterlo ammirare da lontano come ho sempre fatto
Mi basta sentire il cuore scalpitare nel petto quando si alza di scatto dalla sedia qualsiasi facendola schiantare al suolo per poi urlare "NO!" alla morte sua amica.
Mi basta uscire dalla piccola stanza e vederlo tornare se stesso, di nuovo lui.
Mi bastano i suoi abbracci colmi di rispetto e felicità perché sono venuta a vederlo un po' da più vicino.
Ma non mi sazierò mai di vederlo recitare in quel modo così intimo.
Non potrò mai averne abbastanza di lui, della sua infinità, del suo modo divino di trascinarti con sé dove vuole per farti assistere alla pace dei sensi per pochi minuti.
Sentire le sua parole dolci ma forti correre ad una velocità immane per poi schiantarsi con il muro della realtà e perdere ogni loro significato.
È stato più che magico...
È stato come viaggiare tra il confine inesistente tra verità e finzione.
È stato come donare a lui, Caronte del fiume, la mia anima affinché potesse farla arrivare dall'altra parte illesa.
È stato oltre ogni altra realtà...
Lì io ho compreso chi era che amavo;
Quel giorno io, lì, seduta su quella sedia ho compreso chi era la persona che amavo.
Un' essere irraggiungibile dall' alto della sua bravura.
Eppure lui vuole tanto essere come noi.
Io lo amo, e penso proprio che lo farò in eterno.
Come si può non amare una stella così luminosa?
Un astro che illumina l' immensità che è il cielo.
Riesce ad occupare tutto il mio cuore, la mia mente è ostruita dai pensieri di cui lui fa parte.
Non penso riuscirei mai a vivere senza questi pensieri bellissimi.
Sono innamorata persa, quasi uno straccio mi sento da quanto ardore mi consuma.
Non esiste mondo in cui lui non è presente, non esiste mondo in cui io senza lui saprei vivere.
Voglio che si metta a fingere di essere qualcun'altro, voglio rivederlo mentre recita il ruolo di una persona inesistente.
Ho bisogno di sentire ancora quell' ardore nel cuore.
Voglio sentire il suo profumo inebriante entrarmi nelle vene e non farmi capire più nulla.
Voglio vederlo sbocciare un' altra volta per poi uscire da quella sala e andare avanti.
Voglio vederlo fare teatro, un' ultima volta, ancora una, e ancora una e un' altra e ancora...

✨𝐋𝐢𝐭𝐭𝐥𝐞 𝐩𝐨𝐞𝐦𝐬✨Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora