I.Fuck you Flinn,fuck you...

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-Signorina Smith, saremo veramente felici di accoglierla nel nostro College. Ma..- iniziò con aria fintemente triste la preside- le stanze sono piene, a meno che non voglia dividere la camera con un allievo.-
Se in quel momento stessi bevendo un qualunque tipo di bevanda, sono sicura che l'avrei sputata.
-Intende un.. Ragazzo?-
Pregai mentalmente, sperando di aver capito male.
-Esatto, un ragazzo.-
Iniziai a balbettare cose insensate, tentando invano di cercare un'altra soluzione.
-Suvvia, in stanza ci sarà solo per studiare o per dormire.- disse acida, con un sorriso maligno dipinto sul volto.
Troia. La preside Flinn era una troia.
La guardai in cagnesco, ma il mio sguardo che cercava di intimidirla non era certo d'aiuto.
-L'unica soluzione è questa- ribadì sistemandosi gli occhiali dall'enorme montatura.-Prendere o lasciare.-
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Con lo sguardo perso nel vuoto mi diressi verso quella che doveva essere la mia camera.
Per tutto l'anno, avrei dovuto condividerla con un essere del sesso opposto.
69. Anche il numero della stanza sembrava prendersi gioco di me.
Lasciai cadere a terra, con la mia solita e innata finezza, le valigie.
Bussai.
Presi un respiro profondo, cercando di essere il più pronta possibile.
Se avessi dovuto condividere la stanza con un violento stupratore che agiva indisturbato?
Oppure, ancora peggio, se fossi finita in camera con un malato di mente che, nei giorni in cui avrò il ciclo, mi butterà dalla finestra per la disperazione?
Ed infine, nella peggiore delle peggiori ipotesi, se il mio compagno fosse uno degli amici scimpanzé con il cervello fuori uso di mio fratello?
No, non potevo essere così sfortunata.

-Hey, posso aiutarti dolcezza?-
Un tipo abbastanza alto, occhi azzurrissimi, capelli leggermente arruffati, mi si presentò davanti.
Almeno avrei condiviso la camera con uno più che decente.
Beccati questo, racchia di una Flinn.
-Io, uhm.. Sarei la tua nuova compagna di stanza.-
Il ragazzo sembrò pensarci un attimo.
-Allyson? Allyson Jennifer Smith?- chiese.
-Sono semplicemente Ally.- mi affrettai a dire. -Ora, se a Senzanome non dispiace, vorrei sistemarmi e fare una bella doccia.-
Trascinai le mie tre valigie in camera, perché ovviamente avevo portato solo l'essenziale, e mi guardai intorno.
Contro ogni aspettativa, vidi che la camera era stranamente ordinata.
Che il mio coinquilino fosse gay?
-Comunque sono Louis, Louis Tomlinson.-
-Interessante.-
Notai grande piacere una libreria completamente vuota.
Mi precipitai su una delle valigie, estraendo fuori tutti i libri che mi ero portata dietro.
Louis osservò la scena allibito.
Avevo decisamente tanti libri.
Alla mia età i ragazzi i ragazzi facevano baldoria, se la spassavano senza pensare a nulla, era tutto puro divertimento.
Ora vi starete tutti aspettando che io dica "Bhè, io non sono così. Sono una santarellina tutta casa e chiesa, che non ha amici. Sono innamorata del più fico della scuola, ma lui non mi noterà mai perché sono timida ed insicura, e mi vesto solo che felponi tre volte la mia taglia perché il mio corpo mi fa schifo."
Mi spiace deludervi, ma sappiate che non lo ero assolutamente.
Ero una ragazza che come tutti gli altri si godeva la vita.
Volevo divertirmi, a volte bevevo più del dovuto, e spesso infrangevo le regole.
Rimaneva comunque il fatto che ero una drogata di libri.
I libri, insieme alla musica, erano una delle mie più grandi passioni.
Mi portavano in un mondo parallelo, mi sembrava quasi di essere la protagonista dei libri che leggevo.
Ogni volta che ne finivo uno ero già pronta ad iniziarne un altro.
Iniziai a riporli ordinatamente nella libreria, sotto lo sguardo attento di Louis che intanto si era comodamente seduto su uno dei due letti.
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-William, abbassa quel cazzo di volume!-
Mi rigirai freneticamente del letto, cercando una posizione comoda per addormentarmi.
Il materasso del letto sembrava fatto di pietra, aggiungiamo poi che Louis teneva il volume altissimo per seguire una fottuta partita del Manchester.
-Per la millesima volta: non chiamarmi con il mio secondo nome!-
In quella settimana di pacifica convivenza avevo potuto appurare che Louis odiava essere chiamato 'William', che per prepararsi ci metteva più di una ragazza, che i suoi amici erano degli idioti più idioti di quelli di mio fratello, e che studiare con quel coglione che portava sempre qualche troietta in camera era praticamente impossibile.
Ogni santissimo giorno si portava in stanza una biondina tettona diversa.
Ma cavolo, dopo un po' il suo Willy non aveva bisogno di riposo?
Che poi la cosa che mi faceva imbestialire di più non era certo il suo traffico di puttane, ma il fatto che io dovessi lasciargli la camera libera!
Praticamente passavo i pomeriggi a gironzolare come una deficiente nei corridoi.
Una volta però, durante le mie passeggiate di riflessione -e per riflessione s'intende escogitare un piano per sabotare i pomeriggi focosi di Louis- andai a scontrarmi contro un ragazzo a dir poco stupendo.
Scuro di carnagione, anche lui alto, muscoloso, con degli occhi di un bellissimo nocciola.
Tralasciando i capelli con quello strano ciuffo biondo, era decisamente perfetto.
Per una serie di coincidenze venni poi a sapere che faceva parte della compagnia di Louis.
Si chiamava Zayn, Zayn Malik.
Il buon Louis mi aveva parlato della sua cerchia di amici.
Zayn, Liam, Niall ed Harry. Quei quattro erano i suoi amichetti più stretti.
A parte Malikino, non avevo ancora avuto l'onore di conoscere gli altri tre.
Un peccato davvero.
-Domani vedi di fare la brava, vengono i miei amici.-
Vaffanculo Tomlinson.
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-Ma porca di quella balena della Flinn! Louis hai finito?!-
Quella mattina ero in terribile ritardo, che cazzo.
I coglioni che non avevo mi giravano più del solito.
Louis ci stava mettendo più del solito.
-Ho finito, Miss Finezza.-
Mister Simpatia, giusto per rimanere in tema, uscì tutto pronto e improfumato guardandomi con quel suo solito sguardo strafottente.
Prima o poi sarei scoppiata e gli avrei strappato le palle per poi scioglierle davanti ai suoi occhi nell'acido.
Si, prima o poi l'avrei fatto.

Dopo un'abbondante colazione mi diressi velocemente nell'aula di letteratura.
La professoressa, da me soprannominata 'Flinn2 la vendetta', mi fulminò con lo sguardo.
Mi rimproverò per l'ennesimo ritardo e mi intimò di prendere posto.
Visto che quel giorno era decisamente iniziato una merda, era ovvio che la situazione doveva degenerare.
Indovinate con chi era l'unico posto libero?
-Sempre in ritardo Smith. Non si fa, no no.-
-Fanculo Tomlinson.-

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