Capitolo 2

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Hook tornò sulla Jolly Roger con un fastidioso ronzio in testa. Spugna lo attendeva già da qualche ora, ma sapeva che il capitano non voleva essere disturbato durante le sue bevute.

«La ciurma vi aspettava già da tempo, Capitano» disse l'uomo quasi in un sussurro, si levò il cappello rosso timoroso della risposta e lo stropicciò tra le mani ossute.

«Da quando in qua la mia ciurma si lamenta del suo capitano? Il miglior capitano dei Sette Mari. Levatevi dai piedi, vecchio»

Hook prese il cappello del mozzo con il suo uncino e lo gettò per terra.

«Se quando lo avrete raccolto sarà impolverato dovrete tirare a lucido la Jolly Roger fino a domattina, salperemo all'alba e per allora la mia nave dovrà essere splendente. Forza, raccoglietelo» indicò il berretto e Spugna, tremando, si chinò a raccoglierlo.

«Raccoglietelo!» urlò il capitano dandogli uno spintone e facendolo cadere per terra. La ciurma derise Spugna che, trattenendo le lacrime si alzò mettendo il berretto sul proprio capo, era leggermente impolverato e di conseguenza quella notte non avrebbe dormito.

«Controllerò l'intera Jolly Roger domani mattina, prima di salpare. Se sarà presente anche un solo granello di polvere ti spetterà la passerella in mare aperto» Hook si guardò intorno «anche voi, ciurma di cani e porci, voglio specchiarmi domani su questo ponte. Di grazia, al lavoro» urlò prima di ricevere un "Sissignore" dall'intera ciurma.

Uscì la fiaschetta colma di Rhum dalla giacca e ne bevve un sorso prima di ritirarsi nelle sue stanze.
Si mise a sedere sul bordo del letto a baldacchino ancorato al centro della stanza, con la sua unica mano - la destra - si grattò la barba e il suo pensiero volò verso quella ragazza, Joceline.

Era innocente ai suoi occhi, eppure quando gli aveva chiesto di raccontarle la sua storia fu quasi convincente. Lo aveva guardato negli occhi e questo lo fece andare in bestia, nessuno era mai sopravvissuto.

Lei si.

Si era sentito spoglio quando Joceline lo aveva guardato. Spoglio di qualunque cattiveria e dolore. Spoglio delle urla di guerra e del senso di colpa. L'odore del sangue era scomparso per qualche istante. Quello sguardo l'aveva spogliato dei panni di Capitan Hook, perfido capitano di una nave pirata, ridandogli quelli di Killian Jones, semplice ragazzo di campagna.

Si era preoccupata per lui, e nessuno lo faceva da anni. Ed era colpa sua, allontanò anche lei come aveva sempre fatto. Lui allontanava le persone che si interessavano a lui, usciva dalle loro vite con un vortice di oscurità per poi sparire nel nulla.

Joceline era innocente, non poteva trascinarla con lui nell'oscurità. E non poteva rivederla. Non poteva perché non avrebbe resistito, si sarebbe avvicinato troppo e l'avrebbe ustionata. E aveva come la strana sensazione di averla già bruciata una volta.

Hook non aveva mai fatto avvicinare nemmeno suo padre, Spugna. Lo incolpava per quello che era successo e, dal suo punto di vista, doveva pagare. Lo aveva ridotto alla schiavitù, proprio come aveva fatto con lui da ragazzo. Lo odiava profondamente e non gli ha dato mai l'opportunità di redimersi.

Si alzò lasciando per poco tempo la fiaschetta sul letto e sfilò la propria giacca, riponendola al suo posto. Tornò sul suo letto prendendo la fiaschetta, un altro sorso per poi distendersi.
Con l'uncino percorreva le cuciture del corpetto contandole per i primi minuti, nascose la fiaschetta all'interno del corpetto per poi cadere tra le braccia di Morfeo.

Il suo viso non era più coperto dalla folta barba bianca, dei serpenti erano al suo posto e i suoi occhi non erano più azzurri ma completamente neri. Suo padre, Spugna, era un mostro e capitano della Jolly Roger.
«Sulla passerella» urlò e quando imbavagliarono Jack, il più giovane della ciurma, capì che era lui, non suo padre. Sarebbe diventato così da vecchio. Doveva fermarsi, non poteva diventare un mostro. «Lo siete già!» urlò Jack prima di cadere in mare.

Il tonfo nell'acqua lo fece svegliare di soprassalto alle primi luci dell'alba, indossò velocemente la giacca e tornò sul ponte. La ciurma aveva appena finito di lustrare il ponte e Jack con loro. Hook emise un sospiro di sollievo senza rendersene conto.
La Jolly Roger splendeva sotto i suoi piedi, Spugna si avvicinò a lui.

«Capitano, abbiamo fatto ciò che ci avete chiesto» il vecchio trattenne uno sbadiglio, la ciurma era sfinita per la notte passata a lucidare la nave da cima a fondo.

«Vedo. Riposate qualche ora, partiremo al tramonto» disse quasi in un sussurro.

«M-ma Capitano» balbetto Spugna «avevate detto all'alba» posò lo sguardo sulle proprie mani ossute.

«Sono o non sono il Capitano qui? Le prendo io le decisioni, chiaro?» disse con tono deciso, odiava quando dubitavano delle sue decisioni. Era lui il capitano, nessuno poteva solo alzare un dito contro di lui.

«Adesso devo andare, voglio la ciurma in piena forma per la partenza, staremo in viaggio oggi e domani. Provvedete agli alimenti e alle bevande. E trovate un buon medico che quel Thomas non merita neanche il titolo di pirata» uscì la fiaschetta dalla tasca interna e ne bevve un sorso. Tossì leggermente per poi scendere dalla sua nave, l'unica sua ragione di sopravvivenza.

Si inoltrò nel paese e i suoi piedi lo portarono alla taverna. Non entrò: si limitò ad osservare Joceline da una finestra.

La trovava stupenda, in quel suo grembiule scuro. Gli sarebbe piaciuto osservare per più tempo i suoi occhi verdi e si trovò a pensare a lei, avvinghiata a lui nel suo letto, sulla Jolly Roger. La immaginò il mattino dopo, i capelli biondi sparsi sul cuscino e gli occhi ancora chiusi, il viso beato, la mente immersa in chissà qual bel sogno. Scosse la testa liberandosi di quelle visioni e continuò a camminare tra le vie strette del paese.

Tornò alla Jolly Roger per pranzo e subito dopo controllò la rotta che stavano per intraprendere, studiò delle strategie d'attacco. Sarebbe stato piuttosto facile per loro attaccare una sola nave mercantile in mare aperto e se fossero partiti al tramonto l'avrebbero attaccata al confine delle Terre Fredde, poco prima del Mare Gelido, vicino gli Scogli Oscuri, all'alba del giorno successivo.

Sapeva sarebbe stato pericoloso ma ne valeva la pena, il bottino era veramente sostanzioso.

Partirono al tramonto, come stabilito. E durante la notte attraversarono una tempesta, senza intralci, la Jolly Roger ne aveva passate molte ed era sempre rimasta solida.

Alle prime luci dell'alba si prepararono all'attacco, assaltarono la nave con successo e riuscirono a portare via fino all'ultimo centesimo. Persero solo un uomo ed uno fu ferito.

Hook se lo aspettava, Thomas non era degno di essere un pirata, non ne aveva le capacità, così è andato. Gettarono il suo corpo in mare, lasciando che Poseidone se ne occupasse.
L'uomo ferito, invece, era Jack. Che da vero idiota, dopo essere stato ferito si chiuse nel ripostiglio della Jolly Roger, tra le lacrime.

Hook, tornato sulla propria nave, lasciò il timone al suo vecchio e raggiunse il ragazzo nel ripostiglio.

«Non avrete che festeggiare al nostro ritorno, immagino. Dovreste rimanere qui e pensare al vostro comportamento. Siete sicuro di voler essere un pirata?» gli chiese Hook.

Era il più piccolo della ciurma Jack, aveva poco più di ventun'anni e bisogno di un posto nel mondo.

Il ragazzo, senza rispondere, scoppiò a piangere più forte.

«Siete un uomo, dannazione! Non potete permettervi di piangere!» urlò Il Capitano dando un pugno ad una parete.

E lui, quasi in un sussurro, rispose «Questo me lo avete già detto, Capitano»

HookDove le storie prendono vita. Scoprilo ora