Capitolo 6

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La notte precedente, dopo aver fatto l'amore, parlarono a lungo.

«Qual'è il tuo segreto, Capitan Hook?» chiese in un sussurro Joceline.
«Il mio nome è Killian Jones, al vostro servizio» il Capitano sorrise accarezzandole i capelli e la donna lentamente chiuse gli occhi rilassandosi al suo tocco.
«Killian Jones, eh? Sembra più un nome da principe» Joceline lo guardò negli occhi per un breve istante, sorridendo, per poi posare lentamente la proprie labbra su quelle del suo Capitano.
«Non sono un demone come tutti credono» sussurrò Hook lasciandole un umido bacio sulla tempia.
«Non lo sei affatto» e poi cadde nel buio.

Quando Hook si svegliò, il mattino dopo, con il sorriso sulle labbra si accorse di non aver fatto incubi. I suoi demoni si erano placati per quella notte, ed era fermamente convinto che ciò fosse dovuto alla donna al suo fianco. Aprì gli occhi e si rigirò nel letto, chiamò il nome della ragazza quando non la trovò nel letto, accanto a sé.

Si alzò e si rivestì, nella stanza nessun indumento femminile. Ne sarebbe stato contento se solo fosse stata una donna come le altre. Perlustrò la sua stanza e tutto ciò che trovò fu una lettera, la grafia leggera e precisa gli lasciò intuire che l'avesse scritta lei. Era proprio come la sua grafia lei, sembrava fragile, come se potesse spezzarsi da un momento all'altro, ma era tutto il contrario, forte e priva di pudore.

Hook prese la lettera e cominciò a leggere parola per parola:

"Caro Killian,
mi dispiace.

Mi dispiace davvero, ma la mia vita non è su questo vascello, non può essere in mare. Non ti conosco, so a malapena il tuo nome e tu mi hai detto di non riuscire a respirare quando sei con me. Non ti conosco e ieri notte è stata la più bella della mia vita. Non posso permettermi di partire con te, nonostante io lo voglia con tutta me stessa. Ho dei doveri che mi tengono ancorata qui, e non posso lasciare tutto e partire. Tu leverai l'ancora domattina, e io non ti impedirò di farlo. Hai la tua vita: il mare. Mi dispiace davvero di non essere rimasta, questa mattina, ma il sole era ormai sorto e la notte ha portato via tutti i miei dubbi e i miei errori. Ha portato via i miei sentimenti nei tuoi confronti. Tu sei l'oscurità Killian, e io ne sono stata attratta per tutta la mia vita, ma adesso devo lasciarti andare e concedermi alla luce. Mi dispiace averti fatto credere che sarei rimasta, io non sono fatta per rimanere. Non ti chiedo nulla, so che ti sei fidato di me e puoi star certo che non lo dimenticherò. Non ti chiedo di tornare perché so che non lo farai. Non ti chiedo di dimenticarmi perché io non lo farò, ti chiedo solo di abbassare quei muri e lasciare che qualcuna ti ami. Ma ti prego di non tornare nella mia vita, perché ti sei insinuato fin dentro le mie ossa e ne sei uscito, e se solo tu provassi a tornare mi spezzerei. Vivi la tua vita senza rimpianti, cambia, sii il meglio che puoi e non dimenticarmi. Ti prego di non dimenticarmi Killian, ma non tornare.

Non più tua, Joceline"

La lesse così tante volte che ormai aveva imparato il testo a memoria. Serrò la mandibola e tirò un pugno alla parete.

«Al diavolo!» urlò, accartocciò il foglio e lo tirò in un angolo remoto della stanza. Uscì da quella velocemente e chiuse con forza la porta in legno.

«Spero per voi, ciurma di fannulloni, che questo ponte sia splendente o giuro che non vedrete il tramonto oggi» disse una volta uscito dalle sue stanze.

I suoi uomini si riunirono davanti al loro Capitano che, dopo aver controllato ogni centimetro del ponte e aver constatato la sua pulizia, dichiarò l'inizio del loro viaggio senza ritorno. Si mise al timone e vi rimase fino al calar del sole. Avevano ancora molta strada da fare e non si sarebbe fermato prima di aver raggiunto la loro meta.

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