(capitolo sei)

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Isabel's point of view

Sto aiutando mamma a preparare da mangiare le specialità brasiliane più buone, ovviamente con le nostre possibilità non riusciremo a cucinarne in grande quantità, ma un assaggio per tutti ci sarà sicuramente.

Papà oggi ha chiuso il negozio, perché vuole aiutarci con i preparativi della festa.

Ora è fuori, nella piazzetta centrale che, con l'aiuto di alcuni suoi amici, appende dei festoni coloratissimi fatti dai bambini attaccandoli ai lati delle baracche.

Joel è andato con dei suoi amici a cercare la legna per fare il falò, loro sono i migliori per questo genere di cose, è da quando sono piccoli piccoli che lo fanno, e ormai sono diventati esperti.

Brad e i ragazzi sono andati a Rio de Janeiro per legalizzare la costruzione dell'acquedotto e pagarlo già, ci stanno salvando la vita, non potremo mai ringraziarli abbastanza.

In lontananza si sentono dei tamburi e delle voci, probabilmente staranno provando e decidendo che canzoni fare stasera, in ogni caso io adoro queste feste, dove si sta tutti insieme intorno al falò, con la musica e i manicaretti di mamma.

Mi piacerebbe che facessero uno di quei balli lenti dove bisogna stare abbracciati e semplicemente dondolare guardandosi negli occhi. E, anche se non lo ammetterò mai a nessun altro all'infuori di me in questo momento, vorrei tanto ballarlo con Brad.

Non ho mai ballato un lento con un ragazzo, e mi piacerebbe un sacco che fosse Brad il primo, non so perché, ma mi ispira tranquillità, dolcezza e protezione. Ho provato a far finta di niente, ma ogni volta che lo vedo mi vengono le farfalle nello stomaco, e sorrido senza un motivo.

Ma domani parte, è stato qua una settimana ormai, e tra un sorriso e una canzone, il tempo è passato, perciò meglio godersi questi ultimi momenti con lui, prima di dirgli addio.

<<Tesoro, mi passi il coltello per favore?>> mamma mi risveglia dai miei pensieri guardandomi.

<<Oh, certo.>> glielo passo, sovrappensiero.

<<C'è qualcosa che non va amore?>> chiede premurosa.

<<No no, è tutto okay, mi stavo solo chiedendo se fosse il caso di andare alla festa stasera con questi vestiti sgualciti, magari posso lavarli e->>

<<Assolutamente non puoi andare con quei vestiti tutti sporchi e per niente femminili, ti presto il mio vestito di quando io e tuo padre ci siamo incontrati!>>

<<Wow, grazie mamma, ma mi sembra esagerato, e se lo rovino? E' l'unico abito che hai, mi dispiacerebbe se si rovinasse>>

<<Tranquilla, mi fido di te, e poi ne hai davvero bisogno, pensi che non mi sia accorta di come vi guardate tu e quell'inglese eh? Devi stupirlo stasera!>>

<<M-ma no che dici! Non è-è assolutamente v-vero>> oddio che imbarazzo, le guance mi vanno a fuoco.

<<Tesoro, ormai hai diciassette anni, non sei più una bambina, è normale che inizi a provare questi sentimenti, non c'è nulla né di strano, né di imbarazzante.>> dice guardandomi negli occhi sorridendomi.

<<Va bene mamma, e dove sarebbe questo vestito?>>chiedo un po' meno imbarazzata.

<<Vieni con me, è sotto il tetto.>>

Sotto il nostro "tetto", se così si può chiamare, abbiamo una sorta di soffitta, nella quale mettiamo un sacco di cose che non ci servono più, e a quanto pare la mamma in una di quelle scatole ha il vestito che tanto vuole che io indossi.

Vidigal. /Bradley Will Simpson.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora