Quel pomeriggio Ciel era piuttosto agitato, correva a perdifiato ovunque e si fermava spesso ad annusare il terreno, abituata, Nicole si fidava a lasciarlo gironzolare senza il guinzaglio, ma aveva fatto male quel giorno.
Dopo un breve lasso di tempo ne aveva perso le tracce. Lo aveva intravisto giù per la discesa rincorrere un roditore, uno scoiattolo forse.
Si buttò in una cattura impossibile, non era molto afferrata per lo sport e si stancava facilmente, nel frattempo un temporale imprevisto la fece sobbalzare, odiava i fulmini e la pioggia, cercò invano di evitare i sassi e di non scivolare sul terriccio ormai bagnato, le orecchie le fischiavano e i capelli le si appiccicavano alla fronte, un capogiro, respirava a fatica, vide il cane cambiare improvvisamente traiettoria e inoltrarsi nel bosco, lo richiamò un paio di volte ma senza risultati, si innervosì del suo atteggiamento e riprese a corrergli dietro, promise a se stessa che a casa lo avrebbe rimesso in riga, quella testa di cane.I boati che scaldavano il cielo non facevano altro che aumentare, come il diluvio.
A Nicole venne l'idea di abbandonare là Ciel e correre a casa, ma la lasciò sparire così com'era venuta, Ciel era di sua proprietà e non voleva sembrare egoista nei suoi confronti.
Niente e nessuno l'avrebbe fatta abbandonare il suo cane.La corsa continuò per altri buoni minuti fin quando a Nicole non venne la brillante idea di raggirarlo e saltargli letteralmente addosso, escoriandosi la pelle del gomito sinistro e di entrambe le ginocchia, sporcandosi i vestiti con la fanghiglia, in quel momento il cane cessò la sua irrefrenabile corsa e sembrò risvegliarsi da una specie di trance, poiché, spaventato dal'ambiente che lo circondava riservò a Nicole uno sguardo preoccupato, per poi tramutarsi in un ghigno più tetro. Cominciò ad abbaiargli addosso, confusa e stanca Nicole lo strattonò verso di sé, ma non vi era modo di fargli fare un passo, poi, tutto sembrò come ripreso a rallentatore, un fulmine colpì il terreno, seguito da un fragore che fece congelare il sangue nelle vene a entrambi, un brivido, Nicole cacciò un urlo e abbracciò Ciel istintivamente.
La saetta li aveva presi in pieno, avvertì la scossa pungergli le ossa e i timpani scoppiarli, poi il buio.
Aveva freddo.
Le sembrava di morire.
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Gangsta
Science Fiction"Prima di discutere, respira. Prima di parlare, ascolta. Prima di criticare, esaminati. Prima di scrivere, pensa. Prima di far male, senti. Prima di arrenderti, prova. Prima di morire, vivi."