É un abitudine

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Mi voltai piano e vidi lui, prima un ombra, ma pian piano quell'ombra si avvicinò e divenne una persona.

Riconobbi che era un maschio, dalla voce. La luna lo illuminava, ma per quanto mi sforzassi non riuscivo a vedere il suo viso.

Lo lasciai avvicinare, e vidi i suoi occhi al chiaro di luna erano bellissimi, avevano un luccichio, di verde misto al marrone, dalla sua maglietta, si intravedevano gli addominali scolpiti.
Si avvicina a me, tutto "Togo" e mi porge la mano:
<<piacere Alessio>>
Io ricambio la stretta, é bella decisa.
Penso che la stretta decisa di un uomo ne risalta il carattere.

Avy si avvicina, a noi sembra preoccupata ha gli occhi lucidi e la fronte corrugata, le chiedo spiegazioni.
<< mio fratello é in ospedale, devo raggiungerlo immediatamente.>>

La abbraccio, la rassicurò che andrà tutto bene.
<<vengo con te>> dimenticandomi di Alessio, che era poco meno di un metro lontano da noi.
<<non c'è ne di bisogno, tranquilla ci sono i miei... Rimani con lui>> Indicando il ragazzo, dandomi una spallata, con l'occhiolino...

Mi stringe fortissimo, e scappa. Mi volto , e noto che Alessio mi guarda, mi porge un sorriso al quale io ricambio ben volentieri.

<<tutto bene?>> mi chiede.
<<si, aveva da fare.>>
<<andiamo, vieni , facciamoci un giro. Guarda non c'è neanche una nuvola.. Il cielo ci fa ammirare questa bellissima luna!>>

Aveva ragione la stessa luna che ammiravo dalla finestra ora sembra così vicina, che quasi si può toccare col dito, aveva una luce diversa più chiara e grande.
Fin da piccola la fissavo e ai miei occhi di bambina sembrava che
Le macchie diventassero piccoli omini e si muovevano, giocavano si rincorrevano.. Ora sono più grande e lascio quei momenti al passato. Ora é solo un cerchio luminoso, con macchie.

Sto bene così!!! La mia infanzia non la rimpiango, madre alcolizzata, padre idem. Ero sempre sballotata tra i miei nonni paterni e materni, fino all'età di sei anni.
Mi fermai, a ricordare quei momenti... Poi scrollai la testa per tornare al momento con Alessio, e mi resi conto che lui era più in avanti e mi guardava lo raggiunsi, di fretta, e mi scusai.

<<che hai? >> mi chiese
<<nulla>> catturandogli un sorriso.

Era un sorriso splendido, rassicurante, voglioso di esserci al mondo!! Credi che sia uno dei più belli che abbia mai visto.
mi resi conto di quanti quel ragazzo in meno di un'ora mi aveva letteralmente presa.
L'ora? ma che ore erano?
mi sono confusa.. guardai il mio cellulare, su erano fatte le 22:50, in meno di 10 minuti sarei dovuta essere in comunità, ma ero all'altro capo della città, e ora? che s use avreu dovuto inventare.. io sono quella ritardataria in comunità, invento le scuse più sceme... la scorsa volta che sono uscita e arrivata in ritardo, ho inventato che ci aveva rincorso un cane randaggio, e dato che la mia amica ha oaura dei cani... mi ha fatto perdere tempo.
fui mesa in punizione, la prossima volta che sarei uscita mi avrebbero fatto andare con mezz'ora di ritardo!!!
«Perdonami, devo tornare a casa!»
Lo salutai con un una stratta di mano e mi voltai per andarmene, «ti accompagno, io a casa! ho la macchina un po più im avanti di qui.»
«No,non ce ne di bisogno abito a due passi da qui» Insistetti
«Lo faccio con piacere,dai vieni.»
Mi rassegnai, e lo seguii.

Non aggiorno da un bel pó, e mi dispiace!! Ho avuto problemi di vario genere!! scusate....
mi piacerebbe sapere realmente il capitolo è stato di vostro gradimento, a tale proposito metto una piccola sfida,
CONTINUERÒ IL CAPITOLO SEGUENTE SOLO QUANDO RAGGIUNGERÀ 50 stelline!

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⏰ Ultimo aggiornamento: Apr 09, 2016 ⏰

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