2 Novembre

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Marianna, son convinta che a noi, poveri cuori deboli e timidi, tutto cotesto tumulto del mondo,
tutte coteste sensazioni potenti, tutti cotesti piaceri facciano un male immenso. Siamo degli umili
fiorellini avvezzi alla dolce tutela della stufa, che l'aria libera uccide.
Ti rammenti come io ti scrivessi di essere allegra, felice, due mesi or sono? Come ogni nuova
emozione fosse un tesoro pel mio cuore avido di contentezza? Come ringraziassi il mio buon Dio di
tutte quelle sensazioni piacevoli a cui si schiudeva l'anima mia benedicendolo?... È vero, Marianna!

Purtroppo è vero quello che ci dicevano sempre le monache, e che il Padre Anselmo ripeteva dal
pulpito; le vere gioie tranquille, serene, durevoli, son quelle del chiostro. Io non saprei spiegartene
la ragione, ma quelle del mondo non son sempre le stesse. Io l'ho provato... io che mi trovo così
cangiata! Tutto mi stanca, mi pesa, mi dà noia... tutto mi è argomento d'inquietudine, di turbamento... ed anche di sgomento... Lo stesso non saper trovare una ragione agli impeti improvvisi di allegria folle e quasi delirante, ed alle repentine tristezze che mi assalgono, mi spaventa. Mi sento infelice in mezzo a tutti cotesti doni del Creatore che benedissi altra volta...

Vorrei ritornare fra quelle buone pareti del convento. Vorrei inginocchiarmi in quel coro; vorrei
abbracciare i piedi di quel crocifisso; vorrei baciarti, e nasconderti il viso in seno, e sfogarmi delle
lagrime che mi si aggruppano in cuore.

Non mi deridere, Marianna; compiangimi, piuttosto; compiangimi, ché son molto triste, e non so
spiegarmi la mia tristezza, e non so trovarne la causa, e sono forse cattiva e ingrata verso il buon
Dio che mi ha colmata di tante benedizioni, ingrata verso il mio caro babbo che si sforza di dissipare la mia tristezza con mille carezze, ingrata verso la mia famiglia, verso i miei amici...

Non posso più scriverti. Vorrei piangere. Ho passato quasi tutta la notte alla finestra, fissando gli
occhi nel buio profondo che mi sembrava pieno di larve, ascoltando l'uggiolare lontano dei cani, il
ronzìo degli insetti notturni... e non ho avuto paura!...
Se potessi abbracciarti!... se potessi piangere!... Scrivimi almeno tu!... Scrivimi! Non ti dico altro.

Storia di una capineraDove le storie prendono vita. Scoprilo ora