Chapter 2

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Mi assumo l'incarico e le responsabilità di essere sovrano, un buon governante, un giudice imparziale, un modello di correttezza, coraggio e coerenza per il popolo. Proteggerò questa terra, la indirizzerò verso la giustizia e le darò unità.

~ dal giuramento dei sovrani di Phados


Per arrivare fino alla piazza delle esecuzioni ci dobbiamo arrampicare lungo la colonna di persone che corre nel verso opposto al nostro. C'è gente che urla, alcuni esultano e alcuni sono spaventati, ma non capisco perché si stanno allontanando tutti dalla piazza. Arrivati a due isolati dalla nostra meta siamo costretti ad arrampicarci su un balcone per non essere trascinati, o peggio calpestati. Ignoro il dolore alle mani fingendo di trovarmi, come è successo già tante altre volte, nella situazione di non poter assolutamente mollare la presa. Non è raro che Andrew e io ci troviamo costretti a scavalcare il muro di cemento e a restare appesi per sfuggire ai kres. In teoria dovrebbero mantenere l'ordine nella città e cose simili, in realtà tutto il regno è sottomesso alla visione di Anon. Lascia intendere che i marchiati sono animali invece che esseri umani, i suoi uomini agiscono di conseguenza. Ci sono due tipi di marchiati, quelli che io e Drew abbiamo incontrato qualche ora fa sono marchiati condannati, il loro viso è sfregiato da un'enorme cicatrice a forma di ‘×’ che corre dalle tempie alla mascella, letteralmente vengono preparati ad essere cancellati, cosa che avviene il 24 aprile di ogni anno. Io sono marchiata dall'inchiostro, invece. Non so per che motivo, non l'ho mai chiesto ai miei genitori, in genere i marchiati con l'inchiostro non commettono gravi reati, ma condannano l'intera famiglia ad avere lo stesso destino. Porto il peso del triangolo incrociato che è tatuato sul mio polso da quando avevo undici anni.
È capitato che alcuni kres abbiano picchiato a morte dei marchiati, avvengono episodi del genere almeno due volte al mese.

Quando il flusso di gente diminuisce ci lasciamo cadere sulla strada e riprendiamo a correre verso la Piazza della Giustizia. Non ci vuole molto ancora, più ci avviciniamo e meno persone incontriamo. Prendiamo una strada sulla destra, che dovrebbe portare direttamente a dove vogliamo arrivare, ma una volta giunti alla fine la troviamo sbarrata da due transenne, quattro kres ci danno le spalle. Non possiamo vedere le loro mani congiunte davanti, ma sicuramente portano delle armi, quindi tentare di passare da qui equivale a lanciarsi in un burrone. Quante possibilità ci sono di sopravvivere?
Da sopra la spalla di un kres scorgo delle persone, così lontane che sembrano grandi quanto un braccio, di fronte al palco delle esecuzioni. Vorrei farmi largo tra ibdue kres per passare, per trovare i miei genitori e per assicurarmi che stiano bene, ma di certo nulla mi eviterebbe una bella pallottola nella tempia o un colgher nel cuore, quello sì che fa male. Concludo che non è una delle idee più brillanti che mi siano mai venute, così, non trovando un'alternativa, saltello sulle punte e cerco di distinguere qualche viso, o almeno la treccia rossa di mia madre... ma niente.

Prendo Andrew per un braccio e gli faccio segno di andarcene con la testa, stranamente non mi trovo costretta a trascinarlo via.

-Forse è meglio che torniamo a casa, potrebbe succedere di tutto a questo punto e non mi sembra il caso di restare per strada-  gli dico una volta usciti dalla via. Le persone ancora fuori sono poche, le altre avranno avuto il buon senso di chiudersi in casa, cosa che non si può dire di me e Drew. Poi qualcuno è rimasto in piazza, obbedendo al principino.

Si limita ad annuire e inizia a correre, ma quando riesco a raggiungerlo mi dice che viene a casa con me, che non se la sente di lasciarmi andare da sola. Acconsento un po' irritata, ma va bene così, in fondo non mi dispiace la sua compagnia. Mi dispiace ancora di meno, dopo questa sera.
Dopo quasi venti minuti di corsa siamo sulle scale del mio palazzo, corriamo sui gradini ma facciamo attenzione ad assere silenziosi. Penso a Jeremy, spero che non si sia svegliato con tutta la confusione che c'è stata, perché altrimenti ne rimarrebbe sicuramente turbato.
Prendo le chiavi dalla tasca della felpa - fortunatamente dotata di cerniere - e apro la porta facendo stridere la serratura il meno possibile. Entriamo e lasciamo le felpe sul divano, vado a controllare Jeremy mentre Andrew prende dell'acqua in cucina.
La sua testolina bionda spunta tra le coperte, la faccia è completamente sepolta nel cuscino.

Braves - the third cityDove le storie prendono vita. Scoprilo ora