*collocazione temporale: tra La Maledizione del Titano e La Battaglia del Labirinto*
"Frederick Chase. Questa è la casa giusta" pensò Luke, vedendo il nome del padre di Annabeth sul campanello dell'abitazione.
Il Din Don risuonò all'interno e poco dopo venne un bambino ad aprirgli.
«Chi sei?» chiese il piccolo con un tono impaurito.
«Ciao, sono un amico di Annabe...»
«Bobby, ti ho detto tante volte di non aprire la porta agli sconosciuti» disse una ragazza dai capelli biondi togliendo il fratellastro di mezzo.
Poi alzò lo sguardo verso colui che era all'entrata e impallidì.
Fece per chiudere la porta, ma il giovane davanti a lei fu più lesto e impedì alla porta di chiudersi mettendoci un piede in mezzo.
«Annie, ascolta ti prego...» la implorò.
«Non chiamarmi Annie! Non sei mio amico! Ti ho ascoltato fin troppe volte e mi hai tradito!»
"Non sei mio amico" . Le parole della ragazza lo colpirono in pieno petto.
Non erano solo amici, erano una famiglia.
«Annabeth, so di aver sbagliato, sono qui per scusarmi con te»
«È un altro dei tuoi giochetti questo? E ti aspetti che io ci creda? Cosa mi dirai adesso, che non stai più dalla parte di Crono? Sei un ipocrita, Luke»
«Quel che ho fatto l'ho fatto per noi. Per la nostra famiglia»
«Non parlarmi di famiglia! Ci hai tradite, Luke. Fa male, lo sai? Dopo tutto quello che avevamo passato insieme prima del Campo, essere messa a sorreggere il cielo da colui che si considera proprio fratello»
«È per questo che sono qui. So di aver sbagliato, sono pentito di ciò che ho fatto, Annabeth»
«Non ti credo. E ora vattene, altrimenti mi vedrò costretta ad avvisare gli altri del Campo della tua visita. Mi sono fidata di te e tu mi hai tradito. E hai tradito Thalia»
«Non tirare in ballo Thalia» le lacrime pungevano gli occhi del semidio ricordando l'espressione della figlia di Zeus. Disgusto, disprezzo, odio.
«Lei è quella che ha sofferto di più quando ha saputo cosa hai fatto. Vattene, Luke, vattene. Non voglio più vederti. Non voglio più le tue menzogne, la tua lingua bugiarda sa far male più della tua spada»
Il ragazzo indietreggiò e Annabeth chiuse istantaneamente la porta.
Camminò lungo il vialetto, attraversò la strada e si sedette su una panchina di legno rovinata dalle intemperie.
Le lacrime che avevano minacciato di cadere prima, avendo ora libero sfogo, gli bagnarono tutto il viso.
Sapeva che non sarebbe stato facile convincere Annabeth che non voleva più collaborare con Crono, ma pensava che ci sarebbe riuscito. Non capiva che tutto quello che aveva fatto l'aveva fatto per loro?
Se non fosse stato per lui, Thalia sarebbe stata ancora un pino. Voleva solo porre fine ai soprusi che subivano i semidei per colpa degli dei. Pensava di poter sfruttare Crono per poi al momento giusto rigettarlo nelle profondità del Tartaro insieme agli dei.
Invece era successo il viceversa, Crono aveva sfruttato lui. Aveva sfruttato la sua unica occasione provando a convincere Annabeth ma aveva fallito.
«Mio signore, che ci fa qui?»
La voce dell'Empusa era inconfondibile, l'avrebbe riconosciuta anche se non avesse voluto.
«Mi stavi seguendo?» urlò il semidio. «Ho ricevuto ordini specifici da Crono di scortarvi» rispose Kelly.
«Da quando in qua Crono da ordini a voi? Crono interpella sempre prima me. Io comando voi. Giuro sullo Stige, se scopro che mi stai mentendo ti stacco le penne una a una e ti immergo nell'icore»
La creatura rabbrividì: «Il signore del Tempo le deve parlare»
***
«Un bagno nello Stige? Perché mai? Mi rifiuto»
«Saresti invincibile. Niente più dolore fisico, nessun'arma ti potra ferire, sia essa mortale sia essa divina» sibilò Crono dal suo sarcofago.
«Non sarà importante se muoio nel fiume» rispose Luke.
«Non vuoi portare a termine l'opera che hai iniziato? Radere al suolo l'Olimpo, gettare nel Tartaro gli dei all'ultimo? Per Annabelle e Tristie? »
«Annabeth e Thalia» trattenni una risata. Evidentemente il signor D aveva preso da qualcuno.
«Per tua madre. Ricorda, è stato Ade a maledire l'oracolo, a inviare quelle belve per cacciare tu e i tuoi amici. Ed è colpa di Zeus se l'ha fatto. Ed Hermes ha abbandonato tua madre e te»
Non era per niente convinto ma in ogni caso cosa gli rimaneva?
Thalia si era unita alle cacciatrici, Annabeth lo aveva cacciato. Ma era deciso comunque a vendicarsi.
«Lo farò. Ma ad una condizione» acconsentì Luke. «Sarebbe?» «Risparmia loro la vita» rispose alludendo alle due ragazze.
STAI LEGGENDO
Pagine rubate||Luke Castellan
Krótkie OpowiadaniaIn molti abbiamo letto Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo e abbiamo ascoltato la storia dal punto di vista di Percy, uno dei più famosi figli di Poseidone della storia. E se provassimo a vederla in una prospettiva diversa? E se provassimo a vederla...
