Capitolo 5

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Dopo un altra mezz'ora abbondante di cammino, la destinazione si trovava a 200 metri da noi.
In lontananza vidi una sagoma; alta, magra e intenta a scrutare il paesaggio lontano.
Lo riconobbi subito. Era Luca. Il mio migliore amico. Non lo vedevo da ben 3 anni, da quando si era trasferito in America con i suoi zii.
Gli corsi incontro e senza esitare lo abbracciai talmente forte che quasi diventò cianotico.
Quando riuscii a realizzare lo guardai e lui mi diede un bacio sulla guancia.
<< Ciao.>>mi disse.
<< Cccc...ciao>>riuscii a balbettare.
<< Come stai? È un bel po' che non ci vediamo e questa furbetta, che ha un cuore d'oro, è riuscita a convincermi e a farmi salire sul quel maledetto aereo.>>disse, parlando di Kara.
<< Scusa l'emozione, ma è talmente tanto che non ti parlo e che non ti tocco che quasi mi sembra un sogno>> ammisi.
<< Lo so, anche per me è lo stesso solo che io ero preparato!>> mi tranquillizzò.
Ecco, ecco il motivo per cui Luca mi piaceva come amico. Aveva il potere di tranquillizzarmi, di farmi ragionare e di farmi riflettere in qualunque situazione. Positiva e negativa che fosse.
Io e Luca ci conosciamo da quando eravamo piccoli e il bene che gli voglio è indescrivibile.L'ho conosciuto alla scuola dell'infanzia  quando abitava ancora a Udine con i suoi genitori. A quei tempi ci vedevamo ogni giorno e dopo l'asilo andavamo spesso a mangiare il gelato con le nostre mamme. Era bellissimo.
Purtroppo, però, una disgrazia immane colpì la sua famiglia; i suoi genitori, in treno per un viaggio di lavoro, si trovarono in mezzo ad una bufera che portò allo sbando del treno fino alla caduta nel precipizio.
Morirono, entrambi.
Lacrime, tante lacrime. Mie, sue, e di tutti quelli che volevano bene a Sonja e Lorenzo.
Non so come fece, ma anche in quell'occasione fu lui a rassicurare me, non io lui.
Mi sentivo veramente una merda perché non riuscivo mai a fare del bene agli altri, ma gli altri me ne facevano sempre.
Dopo l'incidente Luca fu costretto a partire per Washington per raggiungere gli zii, che vivevano lì da ormai qualche tempo.
Anche in quell'occasione lacrime, moltissime. Non mi rassegnavo all'idea di lasciarlo e di ritrovarmi da un momento all'altro nell'impossibilità di desiderare un suo abbraccio e non poterlo avere. Eppure, dovetti lasciarlo andare.
Luca veniva a Fugasse tutti gli anni durante il periodo estivo e ci divertivamo un sacco assieme a tutti gli altri. Per questo quelle estati non furono facili.
Era dal giorno della sua partenza, avvenuta il 16 agosto 2012, che non lo vedevo. Tre anni esatti oggi. Che emozione!
Ok, andiamo avanti. 
<< Ti voglio tanto bene>>e gli saltai al collo.
<< Anche io, mi sei mancata un sacco>> disse,stringendomi ancora più forte.
<< Quanto ti fermi?>>domandai, sperando in una risposta soddisfacente.
<< Due settimane!>>esclamò.
Risposta più che soddisfacente,pensai.

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