Aprì gli occhi, ma non vidi nulla. Mi sentivo come un dato senza senso in mezzo ad altri perfettamente funzionanti. Cercai di fare un passo per orientarmi nel nulla in cui ero ma qualcosa mi bloccava le gambe. Mi accucciai velocemente, cercando di capire come liberarmi ma conclusi che era un tentativo a vuoto; come guardare uno schermo che non trasmetterà mai perché adibito a specchio riflettente. L'oscurità era strana, come avesse una mente propria e mi avvolgesse lentamente partendo dai piedi. Una sensazione latente, quasi sconosciuta, si fece strada nel mio corpo, cos'era? Perchè era lì? Sentì un rumore venire verso di me, così mi girai nella direzione da cui era venuto con la parte superiore del corpo - C'è qualcuno? - gridai al vuoto, cercando risposta. - Chi osa mettere piede qui? - disse una voce poco lontana da me, mi sporsi ancora di più in quella direzione ma non vidi nulla, se non un buio assoluto - Chi c'è? Fatti vedere! - tuonò la voce sempre più vicina, la sensazione di prima salì sempre più, mettendo a repentaglio le mie abilità mentali e diventando sempre più reale - S... sono qui - mormorai, la mia voce tremava e non capivo ancora il perché. La sensazione che qualcosa si stesse avvicinando si faceva sempre più certa, finché una luce esplose davanti ai miei occhi. Li chiusi di scatto, abbagliata dal flash improvviso, poi li riaprì lentamente e fu allora che lo vidi. Era un ragazzo, no, era quasi una figura adulta che mi squadrava dall'alto al basso venendomi incontro e portando la luce con sé. I capelli argentei, con le punte azzurre, sfioravano il suo viso lentamente, a ritmo con i suoi passi, mantenendolo in ombra. Solo gli occhi, dallo scintillio argento, spuntavano minacciosi dall'ombra creata dai capelli. Avevo la netta impressione di conoscerlo. Lo guardai meglio e poi capì. - Fenix! - esclamai, incredula un primo momento - Dove ci troviamo? - gli chiesi voltandomi ovunque ma non vedendo altro che lui e il buio; lo fissai nuovamente, sentendo la sensazione di prima scomparire lentamente, lui mi osservò di rimando assottigliando lo sguardo - Io non sono il Fenix che conosci - disse duramente tendendo un braccio verso l'oscurità che parve reagire al suo comando. La sensazione si rianimò. Sentì che pian piano, il buio, saliva lungo i polpacci e stringeva sempre più, avvinghiandosi alla mia tuta. Quella sostanza, elastica e resistente, non voleva saperne di fermarsi; se continuava a salire a quel ritmo rischiavo di finire stritolata nella morsa e se fosse salita ancora avrei finito l'aria in poco tempo. Presi fiato cercando di schiarirmi le idee ma non riuscivo a pensare. Nella mia testa c'era solo vuoto. La sensazione martellante del pericolo era costantemente presente, come facevo a saperlo? Non avevo poi così tanta esperienza in emozioni a parte quelle che conoscevo grazie alla H-TEC. Il presunto Fenix aveva uno sguardo strano... definibile come cupo, non l'avevo mai visto così, effettivamente non avevo mai visto nessuno con quello sguardo - Non... non è possibile... - dissi a stento, la voce non usciva e tremava, non riuscivo a fare uscire i suoni. La morsa dell'oscurità si allentò per un momento e riprovai a parlare, sempre con quella tremenda sensazione che si faceva strada dentro di me - Non è possibile... io ti conosco; o almeno credo di conoscere il ragazzo che mi ha trascinato via da quella folla - dissi guardandolo ancora una volta. Io l'avevo visto, avevo già visto Fenix con diversi tipi di sguardo, pochi ma pur sempre alcuni, ma ora non lo riconoscevo più... c'era qualcosa in quegli occhi che mi attraeva come un enorme magnete e non capivo perché. Era Fenix, ne ero convinta, eppure il suo aspetto quasi adulto mi suggeriva di essere in presenza di un'altra persona, totalmente diversa - Ti ho anche salvato la vita poco fa! - gridai a malapena sentendo le gambe perdere sensibilità sempre di più. Mi irrigidì, forse era davvero la fine, chiusi gli occhi, chinando la testa, aspettando inerme il mio nulla. Non successe niente; l'oscurità si ritrasse un poco, cosicché io potessi guardarlo ancora una volta. - Tu conosci l'altro me quindi - disse, il suo sguardo indecifrabile era nascosto ancora una volta dai capelli, io alzai la testa annuendo freneticamente, temendo che potesse farmi ancora del male. - Chi sei? - domandò improvvisamente dopo un lunghissimo attimo di silenzio in cui ci guardammo negli occhi - Sono 37153, un' eraser mandata dalla H-TEC per modificare, anzi per cancellare obbligatoriamente i dati Fenix... i dati fuggiti ai controlli dei macchinari e... - la stretta si strinse e l'oscurità cominciò nuovamente a salire - Tu!- urlò furioso scattando in avanti e raggiungendo un palmo di distanza dal mio naso, ora era incredibilmente vicino, potevo sentire sulla pelle il respiro irritato di questo - Sei tu che ci stai seguendo! Sei tu che vuoi eliminare la memoria del mondo! - l'oscurità salì ancora e raggiunse la gola, rantolai con fatica - lo ero... lo ero prima di capire che forse non ne sarò mai.... non ne sarò mai in grado, non dopo quello che ho ascoltato nella cassetta - tossì furiosamente e lui si calmò, allontanandosi così come si era avvicinato visibilmente confuso e allentando così anche la morsa che mi stringeva la gola - Hai visto il mio video - sussurrò incredulo dopo un istante. Ecco dove avevo visto il suo sguardo... non era il Fenix che io conoscevo a parlare in quel video, era lui. - Chi sei tu? - chiesi non capendo come mai il ragazzo che conoscevo io e lui non erano assolutamente la stessa persona - Io sono Fenix, la memoria del mondo e non posso fidarmi di te nonostante quello che mi hai detto - disse freddamente, indossando una maschera di indifferenza e continuando a far salire l'oscurità che ormai mi stava inglobando completamente, in un ultimo istante di lucidità gridai - Aspetta! - poi fu nuovamente buio.
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2321 - To past From Future -
Science FictionLa tecnologia ci ha completamente soggiogato a volte sembra più che sia lei a controllare noi che il contrario, la scuola non esiste; si studia a casa con i file del ministero H-TEC ovvero un gigantesco computer costruito nel 2100 che ha preso il po...
