Mia's pov.
Mi sveglio con la faccia ancora dolorante, i ricordi della paura e della sua faccia incazzata sono ancora vividi nella mia mente, come sempre.
Vorrei poter tornare indietro di otto anni.
Vorrei tornare a vivere la mia vita senza tutti i problemi che ho ora è che avrò sempre, perché sono cose che ti segnano, che scavano sotto la pelle e si incastrano nelle ossa e tu non puoi mandarle via, puoi provare ad ignorarle, ma non puoi mandarle via.Mi preparo per andare a scuola, anche se oggi non credo andrò, le ferite si sono gonfiate ancora di più e non posso nasconderle.
Scendo in cucina dove mio padre sta leggendo un giornale vestito per andare a lavoro.
"Buon giorno" dico per attirare la sua attenzione.
"Buon giorno Mia"
"ehm, credo che sia il momento per me di andare a scuola, quindi vado..."
"Mia, mi...mi dispiace per come mi sono comportato io..."
"Papà, va bene così, non importa".
Detto questo prendo la mia borsa ed esco di casa.
Quando dico non importa, lo penso davvero.
Non perché mi piaccia farmi del male, è solo ché mio padre ha sofferto molto, e quello che fa lo fa quando non è cosciente delle sue azioni, ed io lo perdono, magari non del tutto, ma ci provo.
Penso che magari, un giorno capirà che quello che è successo è successo e non potrà cambiare le cose.Alzo lo sguardo e noto la mia scuola da lontano, ci passo davanti senza farmi notare troppo e una volta sorpassata comincio a correre per allontanarmi il più possibile.
Sto correndo, corro, corro e corro fino a quando una voce mi fa gelare il sangue e fermare di colpo.
"come sta tua madre Mia?" lo sento ridere, e sono sicura sia dietro di me, perché sento il suo respiro sulla spalla.
"Non nominarla neanche verme" dico a denti stretti.
Lui mi prende dal braccio e mi sbatte contro al muro talmente forte da farmi perdere il fiato.
"no no no Mia, non ci siamo signorina, ti devo forse ricordare il nostro piccolo patto?" dice con la faccia così vicina alla mia che mi viene voglio di sputargli addosso.
"tu, devi fare tutto quello che ti dico, se ti dico di non parlare non parli fin quando io non ti dico di farlo, se ti dico balla tu ballerai fin quando io ti dico di farlo, se ti dico stai con me tu starai con me; chiaro? se ti dico esci con Kyle, tu uscirai con lui se no, tu e quel fannullone di tuo padre non avrete più una vita, hai già provato a disubbidirmi zuccherino, e hai visto com'è finita.
Ora dimmi, uscirai con Kyle?"Mi prende la faccia con la mani destra e mi guarda.
"si, uscirò con lui, abbiamo un appuntamento, la prossima settimana." rispondo guardandolo con disprezzo.Lui mi lascia ma non si allontana.
"ora dammi un bacio zuccherino" mi dice.
E io lo faccio.
Gli do un bacio.
Vorrei fosse solo a stampo, mi sentirei un po' meno male, ma lui vuole di più, e io gli do di più.Poi lui si stacca all'improvviso quando sente una voce chiamarmi.
"Mia?" e riconosco subito la voce.
Hunter.
"brava zuccherino continua a comportarti bene, verrò a trovarti ancora uno di questi giorni" dice veloce poi va via.
Io mi stacco dal muro e mi pulisco la bocca.
Poi lui parla ancora facendomi ricordare della sua presenza.
"Chi...chi era quel tipo?" chiede guardandomi sconcertato.
"ehm, un amico"
"che aveva la lingua nella tua bocca?"
"si, beh, un amico speciale. In ogni caso non sono fatti tuoi"
Poi mi torna in mente la sera precedente, e spero solo non si ricordi nulla.
"che intendi per 'amico speciale'?"
"intendo 'amico speciale' vuoi lo spelling per caso?"
"ehm, no, ma non mi sembravi il tipo, non eri quella 'pochi amici ma buoni' o vale solo per me quello?"
"lui fa parte degli amici più che buoni, penso che tu l'abbia notato. Ma poi perché sto qui a perdere tempo con te?! Cristo santo fatti una vita Hunter."
Mi giro e continuo a camminare per allontanarmi dalla scuola, dopo un minuto Hunter mi ha già affiancata.
Com'è irritante questo ragazzo..."Quindi, fammi capire una cosa, Non puoi stare in giro con me perché sono una perdita di tempo e non ho un cervello, però puoi uscire con Kyle che è messo anche peggio di me, e nel frattempo ti fai persone a caso per strada....Bah, non ti credevo così..."
Mi fermo di colpo e lo spingo contro un muro, cosa resa facile dal fatto che era distratto, meglio.
"non mi credevi così come?" gli punto un dito contro il petto.
"Tu non mi conosci Hunter, non sai da dove vengo, non sai perché sono qui e tanto meno sai il motivo di ciò che faccio, quindi non puoi dirmi frasi del tipo 'non pensavo fossi così...' perché non mi conosci e non puoi sapere come sono veramente! Non pensavi fossi cossi puttana per caso? È questo che volevi dire Hunter?"
Lo guardo dritto negli occhi.
"no... cioè, io.." non sa neanche lui che dire, che deficiente.
"Si, non sforzare sto cervellino inutile che ti ritrovi, e volevo dirti che solo perché ho quattordici anni, non vuol dire che io debba cascare ai tuoi piedi. Perché tutte quelle che ti fai, Hunter, quelle sono troiette da quattro soldi.
Ora, lasciami stare, non voglio dirtelo altre volte.
Torna a scuola, o se proprio devi stare in giro non seguirmi"Mi allontano da lui e non faccio in tempo a fare un passo che lui mi sta già richiamando.
Mio dio ma non può rompere a qualcun'altro?
Sbuffo e mi giro.
"che c'è ora?"
"e vero, non ti conosco per niente, ma vorrei conoscerti. Che c'è di male se siamo amici?! Che ti ho fatto? Sarò senza cervello, okay, come vuoi. Ma perché non vuoi neanche provare ad avermi come amico. Cosa ti costa? Pensi di essere tanto intelligente, ma se ti comporti così non mi sembra"
Lo guardo per qualche secondo, guardo i suoi occhi e mi sembrano sinceri, vuole davvero fare amicizia con me sembra che ci tiene davvero, quindi cedo e gli concedo un piccolissimo sorriso, appena accentuato.
"Okay, che vuoi fare?"
"ecco, ehm, so che è un giorno scolastico, ma sta sera è il compleanno di un mio amico e fa una festa a casa sua. Magari ti va di venirci, così conosci un po' di persone e magari ti fai nuovi amici."
Ci peso per qualche minuto, ma poi decido di accettare.
"okay... però non so come si arriva, quindi potresti portarmi tu?"
Lui sembra sorpreso, infatti sgrana gli occhi per poi farmi un sorrisone.
"certo, sono da te alle 8:00".
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Out.||hunterrowland.
Fiksi Penggemar*** "Siamo giovani" disse lei abbassando lo sguardo. "Qualcuno ha mai dato Età all'amore?" Le presi il viso tra le mani e la baciai. *** Hunter è un ragazzo come gli altri, o quasi. È sempre stato un ragazzo pieno di ragazze intorno. Tutti capivan...