Nota.
Il prossimo capitolo verrà pubblicato SOLO quando questo capitolo raggiungerà le 5 stelline, quindi quando finite di leggere non dimenticate di lasciarne una :)
In primo luogo, Kurt era uscito allo scoperto con suo padre, dicendogli che era gay. Suo padre gli disse che l'aveva capito e lo accettò. Dopodiché, finalmente fece coming out. La maggior parte dei suoi amici non erano sorpresi.
In secondo luogo, beh...
"Tesoro, siediti per un minuto" suo padre guardò il divano.
"Che c'è papà? Stai bene? E' successo qualcosa?"
"Siediti e basta, Kurt, per favore."
E così fece. Suo padre si girava i pollici nervosamente.
"Mi sono innamorato" disse dopo un lungo silenzio.
Cosa?
"Cosa?" Kurt non sapeva cosa dire. Tutto si congelò intorno a lui.
"Si chiama Carole Hudson. La sua auto si era rotta e l'ho aiutata, è così che ci siamo conosciuti. Ci siamo messi insieme da quando sei tornato ad Hogwarts perché le vacanze di Natale erano finite."
"Cosa?"
"Mi dispiace se non te l'ho mai scritto"
"Cosa?"
"E' l'unica cosa che riesci a dirmi?"
"Cosa?", disse di nuovo, ma questa volta stava scherzando. Scosse la testa e si risvegliò dal suo stato di torpore. Suo padre sorrise e si sedette accanto a lui.
"Cosa?"
"Ok, ora puoi smetterla" disse suo padre e Kurt ridacchiò. "Non sei dispiaciuto, vero?". Kurt sospirò.
"Ascoltami, papà" cominciò, "Io ti voglio bene e voglio che tu sia felice e meno solo".
"Io non..."
"Sì, lo sei" lo interruppe Kurt. "Soprattutto da quando vado ad Hogwarts."
"Questo mi porta al punto due, ma vai avanti"
Kurt chiuse gli occhi. "Penso che..."
Cosa pensava? Davvero non se lo aspettava.
"Penso che devo solo abituarmi" disse infine. Suo padre gli diede un bacio sulla fronte.
"Grazie, ragazzo."
Kurt sorrise dolcemente. "Prego, papà. Hai detto che c'era un secondo punto?"
"Ci sono più di due punti, in realtà.
Kurt lo guardò sorpreso.
"Lei, ehm... ha un figlio."
"Questo è il secondo punto?" Kurt annuì a se stesso "Io posso abituarmi anche a questo. Lui è un tipo okay?". Suo padre si strinse nelle spalle. "Non lo so".
Aspetta, cosa?
Guardò suo padre con un'espressione perplessa sul volto. "Non lo sai?"
"Indovina un po', va ad una scuola privata. Credo la Dalton o qualcosa del genere" gli spiegò suo padre. "Ora è a casa per vacanze estive e questo ci porta al punto tre. Carole ci ha invitato a cena. Oggi abbiamo deciso di dirvelo a tutti e due. Di noi."
Kurt stava per strozzarsi.
"Ed io ho detto di sì, alla cena. Questo ci porta all'ultimo punto..."
Kurt alzò gli occhi al cielo. "Non dirmi che hai dimenticato -accidentalmente- di dirle che hai un figlio" Sospirò e suo padre scosse la testa, ridendo. "No, lei sa di te." Kurt sospirò di nuovo, ma questa volta per il sollievo.
"Ma naturalmente, lei non sa che sei un mago."
Oh.
Merda.
"Avevo completamente dimenticato questo particolare."
"Quindi cosa facciamo?" gli chiese suo padre. "E' piuttosto seria come cosa."
Kurt onestamente non sapeva cosa dire o fare, ma rispose "Vedremo, papà. Non glielo diremo, a meno che, non so, tu decida in futuro di sposarla, o qualcosa del genere."
Suo padre annuì.
Kurt chiamò Blaine quel giorno e gli raccontò tutto. Blaine fu molto comprensivo. "Vai alla cena, Kurt" gli consigliò. "Vai alla cena, incontra lei e suo figlio e poi si vedrà."
"Grazie" gli disse. "Ci vediamo da Breadstix giovedì con Quinn?"
Kurt sapeva che Blaine stava sorridendo dall'altra parte del telefono. "Si, non vedo l'ora."
Così il giorno dopo, Kurt era vestito per il grande evento. Il grande evento di suo padre.
La casa della fidanzata di suo padre, non era grande ma nemmeno piccola. Era normale. Suo padre aveva acquistato dei fiori e sembrava molto nervoso.
Kurt teneva la sua mano e gliela strinse. "Andrà tutto bene, papà. Dobbiamo solo suonare il campanello."
Suo padre annuì, ancora come se fosse sul punto di svenire, suonò il campanello.
"Sto venendo! Arrivo!" udirono una dolce voce. La porta si aprì e rivelò la donna. Sembrava molto alla moda ma anche incredibilmente familiare.
Kurt non capiva il perché.
"Sono per me quei fiori, oh che belli, Burt!".
Si distrasse dai suoi pensieri. La donna, Carole, gli sorrise dolcemente. "Oh, per favore, entrate. Scusate per il disordine, mio figlio è a casa."
Kurt entrò in casa subito dopo suo padre e strinse la mano di Carole.
"Oh, devi essere il famigerato Kurt" disse "Tuo padre parla di te per tutto il tempo."
"Si, piacere di conoscerla" e lo pensava sul serio.
Gli piaceva quella donna. Era proprio come doveva essere una madre: bella, dolce e premurosa.
"E questo è...ehm..." Carole guardò dietro di lei e alzò gli occhi quando non vide suo figlio. "Un minuto, per favore."
E andò nell'altra stanza.
Kurt ridacchiò quando la sentì parlare con qualcun altro. Suo figlio, probabilmente. "- -dai vieni- -, E' molto carino e -." "Si, mamma, io - - -" "Tu - -. Non – farmi - ridere - ." Sentì un sospirò. "Smettila di giocare- - cravatta- - costosa!" Sentì un altro sospiro.
Pochi secondi dopo, Carole rientrò nel corridoio. "Mi dispiace" si scusò. "E' di cattivo umore, ma giuro, è molto simpatico di solito."
Un ragazzo entrò nella stanza. Guardò in basso. Era davvero molto alto.
Alla fine alzò gli occhi e si sforzò di sorridere.
"Ciao, sono..."
Kurt non poteva crederci.
"Finn?"
Finn sembrava stordito proprio quanto Kurt. "Kurt? Tuo padre sta uscendo con mia madre?"
Lo sguardo di Carole passò da Kurt, a suo padre, a Finn e di nuovo a Kurt. Anche suo padre sembrava sorpreso.
"Aspettate, vi conoscete?" chiese Carole disorientata. Finn annuì senza distogliere lo sguardo da Kurt.
Kurt sorrise.
"Papà" ridacchiò. "Penso che puoi saltare la parte –oh comunque, mio figlio è un mago-" anche Finn sorrise e annuì.
"Si, mamma, non preoccuparti. Io lo sono, E lo è anche lui."
E poi Kurt fece una cosa che non aveva mai fatto prima, diede il cinque a qualcuno.
Nota.
Il prossimo capitolo verrà pubblicato SOLO quando questo capitolo raggiungerà le 5 stelline, quindi quando finite di leggere non dimenticate di lasciarne una :)
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You're a Wizard, Kurt!
Fiksi PenggemarIl giorno in cui Kurt Hummel compie undici anni, scopre di essere un mago. Andare ad Hogwarts per lui è fantastico, perché finalmente trova degli amici. Non ne ha mai avuti prima d'ora. La sua vita trascorre normalmente. Ma un giorno, durante il suo...
