CAPITOLO 2

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Proprio un tempismo perfetto per entrare in classe, mentre la professoressa stava facendo l'appello, la professoressa si fermò e mettendosi gli occhiali sul naso ci guardò

<<E voi siete?>> Chiese mentre il resto della classe sembrava che non avessero mai visto entrare una persona in ritardo, o se non avessero mai visto una ragazza che era lei, Senza darsi delle arie o non circondata di ragazzi.

<<Ehm io sono Monica valenti>> dice la mia compagna dirigendosi verso l'ultimo banco, io la guardo e senza nemmeno badare alla professoressa le dico <<Ehi guarda che il posto vicino alla finestra è il mio>> Dico sedendomici e lei ride e si siede affianco a me.

<<Ehi tu signorina chi saresti, di certo non posso chiamarti "La ragazza della finestra" Dice con un tono che sembra quasi una battuta anche se a me non fa per niente ridere.

<<Io sono Alice Presti>> Dico guardando fuori dalla finestra e la prof scrive i nostri cognomi sul registro e poi inizia a parlare del programma e solo ora capisco che è la prof di storia e italiano, Beh menomale a me italiano piace molto quindi non penso avrò problemi.

* Povs Monica*

Beh non potevo chiedere di meglio, appena arrivata a scuola ho già un amica e anche il resto della classe a parte i soliti elementi,ovvero i bulli, e le oche sembrano tutte persone con le quali si può convivere, almeno per 7 ore al giorno per 9 mesi

osservo senza farmi notare la mia compagna di banco Alice ma non mi sembrava molto felice, allora per rompere il ghiaccio ci mettiamo a parlare del più e del meno fino a quando non suona l'intervallo, siamo così prese a chiacchierare che ci mentre tutti escono noi siamo ancora sedute nel banco ma basta uno sguardo verso tutti i compagni che si riversano dalla classe al corridoio che scoppiamo a ridere dicendo

<<ah è ricreazione di già? Ahahahah Dobbiamo andare da Giulio>>  e andiamo in cortile dove ci stava già aspettando seduto sul muretto Giulio.

*Alice*

Non ci accorgiamo nemmeno che percorriamo il corridoio correndo e non mi accorgo che siamo in cortile finché non sento subito sento sulla pelle i raggi del sole che mi riscaldano
nonostante sia freschetto e tiri un lieve venticello a tratti piacevole che sento a tratti avendo stamattina indossato una delle mie tante felpe, che sono il capo di vestiario perché le felpe coprono tutto, il proprio corpo di cui siamo perennemente insicure, le cicatrici e le ferite del passato e i cuori per non fare trasparire le proprie emozioni.

siamo già in cortile e cercando di scacciare i ricordi dalla mia testa cerco Giulio con lo sguardo e noto che Monica è già seduta sulla panchina vicino a lui che la osserva come vorrei essere osservata io,

immediatamente mi faccio forza e ripetendo dentro di me "Puoi farcela, calma"

Mi precipito anche io li con loro e rubo una manciata di patatine dal sacchetto di Monica e un sorso di acqua a Giulio ed entrambi si guardano e ridono.

<<Scusate poi giuro che vi offriró io domani la merenda, però oggi proprio ho i soldi contati per farmi la ricarica al cellulare e non posso permettermi nulla alle macchinette, ma comunque non parliamo di me, Giulio come sono andate queste prime 3 ore di lezione?  Io e Monica abbiamo avuto la prof di italiano e sembra simpatica>>

Dico mentre Monica tira fuori un elastico elastico e si lega i capelli ricci in una coda lasciando uscire dei ricci ribelli che le incorniciano il viso

<<Beh io nella scuola dove andavo prima la ricreazione era alla fine delle 5 ore perché poi al pomeriggio c'erano i corsi facoltativi, era stupendo c'era danza, recitazione, musica, pittura, fotografia e tanti altri>> Dice Monica sorridendo.

La ricreazione dura troppo poco, nemmeno il tempo di prendere una boccata d'aria che subito dobbiamo tornare in classe Menomale che mancano 3 ore alla fine.

Desiderare un altra vita non ti rende questa speciale Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora