Un giorno come tanti.

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Era un giorno come tanti, un lunedì per la precisione.

Camminavo, per arrivare a scuola, c'era un forte temporale e mi ero bagnato i jeans.

Nonostante il vento, che mi sbatteva la pioggia addosso, decisi di continuare la corsa verso scuola.
Dopo essere arrivato, come al solito, mi misi seduto vicino al termosifone, in modo da riscaldarmi e asciugarmi.

Quando iniziò la prima lezione, ero stanco, bagnato, infreddolito e non mi sentivo bene.

Mark quel giorno arrivò in ritardo, era passata una settimana dal giorno del suo arrivo a scuola, e avevamo legato un po.

Parlavamo molto, di tutto quello che ci veniva in testa, animali, compagni di classe, musica e molto altro.

A volte i prof e gli altri compagni mi riprendevano perché parlavo troppo, alcuni erano addirittura sorpresi, dato che non parlavo mai, prima che arrivasse Mark.

Un giorno, iniziammo a parlare con i ragazzi seduti dietro di noi, un bulletto e la sua ragazza, Luca e Megan.

Lui mi aveva preso di mira l'anno prima e lei mi aveva sempre ignorato o trattato male.

Quando parlavano cercavano di escludermi sempre, di farmi sentire inferiore o di schernirmi, quindi alla fine mi girai, indispettito e aspettai che fece lo stesso anche Mark.

Quando lo fece gli chiesi come gli erano sembrati, mi rispose che secondo lui erano simpatici.
In parte ci rimasi male, mi stava bene che facesse amicizia con altri e sapevo che prima o poi sarebbe successo, ma speravo che non la facesse proprio con chi mi aveva reso il primo anno di superiori un inferno!

Tornai a casa sotto la pioggia e senza ombrello.

Continuavo a non sentirmi bene e appena arrivato mi misurai la temperatura e... SORPESA! Febbre a 38.

Quel pomeriggio mia madre era di malumore e iniziò a sbraitare "MI SPIEGHI PERCHÉ CAZZO NON TI IMPEGNI!? LA SCUOLA È IMPORTANTE! E COME SE NON BASTASSE STAI ANCHE METTENDO DA PARTE DIO! SAI CHE DEVI ANDARE IN CHIESA IL MERCOLEDÌ E LA DOMENICA. SAI CHE C'È? NON VUOI FARE IL TUO DOVERE!? VA BENE! IO TI TOLGO TUTTO!"

E iniziò a farmi l'elenco di tutto quello che mi avrebbe tolto. Libri,videogiochi,computer,cellulare,ecc.

La mia famiglia è molto Cristiana, e mia madre ha sempre avuto una particolare attenzione all'istruzione, mia e di mia sorella per la dottrina cattolica.

Io credevo in Dio, cercavo in tutti i modi, di dare un significato alla vita e alla mia tristezza, a quello che mi succedeva di brutto e ai momenti peggiori, ma non riuscivo mai a trovarlo.

Dopo essermi messo a letto, ripensai a tutto e a quanto mi sentivo vuoto dentro, mi mancava qualcosa di reale, l'amore? L'amicizia? Dio? Non lo sapevo neanche io...

Quella notte mi addormentai bagnando il cuscino di lacrime.

~MIPIACIATE E  SEGUITEMI SE LA STORIA VI PIACE~

HOPE.

L'amore è soggettivoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora