Era lì proprio davanti a me. Non ci potevo credere davvero, ero come paralizzata non riuscivo a muovere neanche un muscolo, e nella mi testa stavano passando tutte le immagini di me e lui insieme.
"Come stai?" Era davvero tanto tempo che non sentivo la sua voce, e Dio mi era mancata così tanto, ma non mi sarei più fatta prendere in giro da lui. Sbuffai sonoramente presi le racchette consapevole che mi sarei presa una grandissima brontolata dal prof, in tutto questo lui non mi tolse un' attimo gli occhi di dosso seguiva ogni mio movimento, ed ero convinta che quella domanda me la fece per educazione non si aspettava una vera risposta.
Uscii dalla porta come un razzo e fuori ovviamente trovai Luke era sempre il solito ragazzo, anche se era diventato molto più carino " bella Jenna è passato molto tempo, non vuoi sapere come sto?"
"No, non mi interessa" mi uscì un tono molto più cattivo di quello che volevo che uscisse ma non mi importava più di tanto. "Ohhhhh Aaron è diventata più simpatica in questi anni" appunto era rimasto il solito stupito sicuramente come il suo amico che era rimasto sullo stipite della porta come pietrificato.
"Luke vai in classe io adesso arrivo" li ordinò Aaron e lui ovviamente come un cagnolino fece quello che gli era stato detto.
"Ciao Jenna ora che siamo tornati ci rivedremo molto più spesso"
"Che culo" Risposi, e se ne andò ridendo, forse per la mia risposta ma era davvero quello che pensavo. Chiusi La Porta infilai la chiave e poi la tolsi, mi avviai per le scale ignorando completamente Aaron che mi chiamava, mi iniziai a rilassare per quello che potevo,
pensando di averla fatta franca ma lui mi prese per un braccio facendomi girare, il suo tocco mi fece lo stesso effetto che mi faceva tre anni fa.
"Lasciami immediatamente" dissi con tono di minaccia.
"Scusami, scusami per essermi comportato come una merda con te non te lo meritavi per niente, in questi anni non ho mai smesso di pensare a te, credimi non ti sto prendendo in giro, sei diventata così bella, più di quello che eri già prima" gli volevo dire che pensavo la medesima cosa ma non riuscivo a pensare a nient'altro, tranne al male che mi aveva fatto.
"Hai una bellissima faccia tosta a venire da me dopo tutto questo tempo, non mi interessano le tue scuse, non mi interessa se non hai mai smesso di pensare a me, ho passato il periodo più brutto della mia vita e tu mi hai abbandonato come se non valessi niente, ti sei trasferito dall'altra parte del mondo lasciandomi li da sola, non mi hai mai scritto un messaggio per sapere come andavano le cose, o chiamarmi per chiedermi come stavo, ogni giorno mi svegliavo pensando che forse ti saresti fatto vivo ma andavo a letto con lo stesso pensiero del giorno dopo, ti ho aspettato e ho sperato per più di due anni, cazzo due anni non sono due giorni Aaron mentre tu ti divertivi e ti facevi qualunque essere umano, e in tutto questo sai io cosa facevo?"Sentivo gli occhi bruciare, segno che da lì a poco sarei scoppiata a piangere ma non gli avrei mai dato quella soddisfazione " ah no aspetta non mi interessa raccontartelo, visto che non ti è interessato quando stavamo insieme, quindi immagino ora che io ti odio più di qualunque altra cosa sulla faccia della terra" lui stette in silenzio tutto il tempo non riuscivo a decifrare il suo sguardo, era un misto tra pentito e triste, ma mi aveva preso in giro già troppo quindi non mi fidavo di quello che diceva, che faceva o che ti voleva far intendere.
"Mi dispiace" abbassò lo sguardo, come se si fosse accorto di aver sbagliato, ma giuro mi faceva sempre più schifo ogni minuto che passava.
"Spero di poter rimediare Jenna, sono pentito davvero, ero un coglione" non lo lasciai finire perché dovevo per forza correggerlo "non eri, sei un coglione" dissi con tono aspro, molto aspro, lui mi ignorò completamente e continuò " non sapevo cosa facevo, io ti amavo te lo giuro, non ti ho mai preso in giro, in quel periodo mi sono successe molte cose che tu non sai, e che non ti ho voluto dire perché volevo solamente proteggerti"
" perfetto adesso è veramente tutto perfetto, mi nascondevi pure le cose che ti accadevano solamente per proteggermi, ma da chi Aaron dai l'unica persona da cui mi devo proteggere sei te, nessun'altra" dopo questa frase mi girai e iniziai a camminare per tornare in palestra consapevole che i sette minuti dati a disposizione erano già scaduti da tempo e quel pensiero mi innervosiva ancora di più.
"Spero che un giorno potremmo parlare con calma, dammi questa possibilità Jenna, voglio solo spiegarti come sono andate le cose" mi urlò Aaron, mi fermai sulle scale prima di iniziare a scendere lo guardai negli occhi, ma qualcosa mi distrasse, c'era qualcuno dietro l'angolo che sembrava che ci stesse spiando e non era neanche del tutto nuova quella pettinatura magari era la stessa persona che mi spiava il primo giorno di scuola, ma ignorai la cosa magari ero solo paranoica, sicuramente era così.
"Non credo che ci rivedremo Cooper" e dopo questa frase scesi lasciandomi alle spalle, il mio primo amore con uno sguardo affranto dalle mie parole.
"JENNA COLLINS È 30 MINUTI CHE È ANDATA VIA, LE AVEVO DETTO 7 MINUTI,COME SI PERMETTE" urlò il signor Smith ovviamente infuriato anche se in quel momento gli avrei tirato tutto quello che avevo in mano "mi scusi signore è venuta mia madre a parlarmi di una cosa famigliare non ne ho potuto fare a meno" mi guardava con uno sguardo infuriato perché sapeva che mentivo, ma aggiunsi il tocco finale cioè una lacrima che mi ripulii subito per far sembrare che fosse successo qualcosa di grave, improvvisamente si rilassò e mi disse " stia tranquilla non importa, però la prossima volta non ce la mando" lo guardai, e acconsentii per poi andare sulla sedia dov'ero poco tempo prima che succedesse quello che era successo.
"Cavolo Jenna ma cosa ti sei messa a fare, ci hai messo davvero tanto, ovviamente so che tua madre non è venuta quindiii pretendo la verità" mi disse Hanna chissà quale cavolata li balenava in testa " Hanna non ho fatto niente di quello che pensi, ne ho solamente approfittato per andare in bagno, ho fumato una sigaretta mi sono messa al cellulare e ho perso la cognizione del tempo" ero davvero molto convincente mi sarei creduta da sola " Mmmmm sei sicura che non te la sei fatta con qualcuno, nei bagni?"
"DAIIIII HANNA ma te stai male" dissi urlando e scoppiando a ridere subito dopo, sapevo che mi sarei potuta fidare di lei, ma quell' argomento era davvero troppo delicato, e non me la sentivo di dirglielo, vista la reazione dell'ultima volta.
***
"Papà sono a casa" dissi varcando la soglia della sua abitazione, era una casa davvero grande, molte volte mi ci perdevo, specialmente nel giardino. Marion la governante di mio padre si presentò davanti ai miei occhi con il suo sorriso che ogni volta mi scaldava il cuore, giuro ho sempre amato quella donna, proprio come adoravo Francesco l'autista, ho sempre pensato che fossero innamorati ma tutte le volte che provavo ad entrare nel discorso scappavano, quindi aumentavano la mia curiosità.
"Signorina fra poco mangiamo, suo padre rientrerà fra qualche minuto e suo fratello è a farsi un bagno da tipo quattrocento anni" mi misi a ridere per l'ultima frase, in effetti si Scott era davvero lento, quando entrava in bagno bisognava avere molta pazienza,proprio per questo io avevo un bagno tutto mio in camera mia, perché io avevo tutto tranne che la pazienza "Marion quante volte ancora te lo dovrò dire di non chiamarmi signorina ma solo Jenna?"
"Non lo so signorina" sbuffai e mi misi a guardarla il più serio possibile ma non ci riuscivo mi faceva sempre ridere molto, dissi a Marion che sarei andata in camera a cambiarmi e poi sarei scesa a mangiare ma proprio nel momento in cui posai lo zaino per terra mi squillò il cellulare, era un messaggio.
Non potevo credere ai miei occhi, non poteva essere reale, ma purtroppo lo era.
"Ti conviene stare lontana dalle vecchie conoscenze altrimenti Hanna verrà a sapere il perché il suo ex fidanzato si è trasferito, ora inizia il gioco, stammi dietro, non puoi rimanere indietro stronzetta.
B.E."
Non aveva la minima idea di chi fosse.
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Destiny
RomanceJenna sta iniziando il terzo anno di liceo, è una di quelle ragazze che crede di avere una vita perfetta, tutto sempre al posto giusto, fino a quando non si imbatte di nuovo in Aaron. Le risposte che credeva di avere, si capovolgono in domande e si...
