Capitolo 2

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"Allora ragazzi ogni numero reale non negativo ha un'unica radice quadrata non negativa, chiamata radice quadrata principale, che viene rappresentata.."

La signorina Barbone così si faceva chiamare era la mia professoressa di matematica, capelli lunghi e bianchi legati con una coda , mi sono sempre chiesta se se li lavasse, un po' tonda se così si può dire, e vestita sempre nello stesso modo, felpa grigia agganciata molto più grande di lei, dei pantaloni ampi di lino bianchi e per concludere in bellezza calzini grigi con una fantasia floreale non molto carina con le sue solite Birkenstock aperte marroni.

"Scusami" un sussurro che proveniva da dietro di me mi aveva distratto dai miei pensieri "avresti mica da accendere?" Era un ragazzo, capelli ricci biondi, occhi marroni, e una bocca abbastanza carnosa; indossava una camicia bianca che lasciava intravedere il suo fisico, dei pantaloni marroni con delle tasche laterali e delle semplice scarpe, era anche abbastanza carino, ma anche sufficientemente coglione visto che mi aveva chiesto se avevo da accendere, nel bel mezzo della lezione " ma sei serio?" Risposi in modo forse un po' troppo scontroso, più di quello che volevo far uscire " mai stato più serio, quindi la soddisfi la mia richiesta o no?" sembrava il tipico ragazzo a cui della scuola non importava niente " si ho da accendere ma.." il suono della campanella arrivò alle mie orecchie, e senza finire la frase mi alzai per uscire dalla classe ma lo stesso ragazzo mi affiancò di nuovo "finisci la frase signorina"
Accennò un sorriso, un di quelli che fanno i ragazzi pieni di se che vogliono tutto e subito, quindi sicuramente lui era uno di quelli " allora per prima cosa questa signorina ha un nome, ed è Jenna piacere" feci per allungare la mano e lui sorridendo ricambiò con una stretta sicura, molto sicura, fece per parlare ma capí che avrebbe dovuto aspettare che io finissi " seconda cosa quel sorrisino che hai farà cadere tutte ai tuoi piedi ma non me, terza ed ultima si ho da accendere, ma ti darò un'accendino solo se tu mi dai una sigaretta, mi sembra abbastanza uno scambio equo!" Conclusi il mio discorso con un enorme sorriso per prenderlo un po' in giro e in tutta sincerità per riuscire ad ottenere l'altra parte del patto, sapevo che avrebbe funzionato visto che fino a quel giorno era stata la mia arma letale.

" Allora signorina che ha un nome ed è Jenna, io mi chiamo Josh" senza controllare la mia bocca dissi in meno di un secondo con un tono calmo e pacato un non mi interessa che lo fece ridere molto, aveva una risata molto contagiosa infatti iniziai anche io, non rispondendo alla mia affermazione continuò " e si ti darò una sigaretta solo grazie alla tua mossa finale altrimenti non ti avrei dato niente" so pienamente che si riferiva al mio sorriso, lo sapevo convince sempre tutti io l'avevo detto , feci delle mosse trionfanti con le braccia che lo fecero ridere ancora, più di prima.

Stavamo uscendo nel giardino della scuola, aperte le porte l'aria fresca di metà settembre mi invase e non c'era cosa che amavo di più, si odiavo l'estate, troppo caldo, voluto dalle persone e poi maledetto dalle stesse. "Comunque signorino che ha un nome ed è Josh" dissi con tono altezzoso per fargli il verso "se lei non mi avrebbe dato la sigaretta io non gli avrei dato l'accendino quindi nessuno dei due avrebbe vinto, ma entrambi perso"mi stava guardando in modo molto strano, e subito dopo scoppiò in una risata acuta che feci anche io subito dopo "oddio ma sei uguale a me" disse tra una risata e l'altra, io ovviamente ribattei subito dicendo " assolutamente signorino" quando tutto si calmò accesi la mia sigaretta e lasciai che il fumo mi invadesse i polmoni, le Camel blu erano sempre state le mie preferite, e come leggendomi nel pensiero disse " le tue preferite, le mie preferite" tutto accompagnato con un'occhiolino e un sorrisetto di quelli sfacciati che io odiavo "comunque vorrei svelarti una cosa abbastanza importante" aveva lo sguardo abbastanza serio e sinceramente non capivo, li feci una cenno per fargli capire che doveva continuare e lui sembrò afferrare " era tutta una scusa" lo guardai con fare interrogativo, perché davvero ero confusa, ma di cosa parlava? Non stava tanto bene con la testa ne sono sicura " era una scusa quella di chiederti da accendere in classe, insomma volevo trovare un motivo per parlarti e conoscerti ma in quel momento non mi è venuto altro da dire e ho tirato la prima cavolata che mi è passata per la testa non mi interessa molto la scuola ma non mi metterei mai a fumare durante la lezione davanti alla prof " finì la mia sigaretta e la gettai sopra il cestino al centro del giardino dove si trovava un posacenere se così si può chiamare, c'erano davvero tanti mozziconi, io ogni volta mi divertivo ad aprirle e mettermi a giocare con il filtro, in quel momento mi chiesi se davvero mi ero messa a pensare a cosa facevo quando finivo le cicche invece che rispondere a questo ragazzo che mi stava guardando in modo interrogativo mentre aspettava sempre la mia risposta dopo avermi svelato che voleva conoscermi " Allora non sei così imbecille come pensavo" li risposi con tono scherzoso lui fece per rispondere ma un'urlo, che mi fece sussultare ma allo stesso tempo sorridere, ci distrasse ad entrambi.

"Jenna Collins" disse la mia migliore amica che si stava avvicinando con fare rabbioso, mi chiamava così solamente quando era arrabbiata ma sapeva che sarebbe passata subito invece quando la cosa era seria mi chiamava con il mio nome completo proprio come faceva mio padre, il cognome americano è proprio grazie a lui che lo ho, è nato a Saint John's in Canada, adoravo quel posto, ogni tanto specialmente per delle festività non molto importanti, ci andavamo io papà e Scott a trovare le mie zie e i miei cugini.
Invece per Natale, Pasqua e in altri casi andavamo con mia mamma visto che i miei genitori erano separati proprio nella sua città, dove tutt'ora viveva mio nonno Damian e mia nonna Aline, in Francia specificamente a Parigi, in tutto questo mi dovrei ricordare di chiedere a mia mamma come sia possibile che ogni membro della mia famiglia abbia origine diversa infatti io sono nata in Europa e mio fratello in Australia proprio qui.

"Ti avevo detto o no di aspettarmi davanti al chiosco per passare la ricreazione insieme?" Aveva proprio ragione ma io ovviamente me lo ero dimenticato. " hai ragione ma questo signorino" dissi indicando Josh che iniziò a ridere sicuramente ricordandosi di prima "mi ha distratto quindi tutte le colpe ricadono su di lui" fece ricadere lo sguardo al ragazzo accanto a me e sembrò che in quel preciso instante si accorse della sua presenza "oh ma piacere io sono Hanna, Hanna Wilson tu?"

Cambiò totalmente tono sembrava che si fosse già dimenticata che cinque secondi fa mi stava incenerendo con lo sguardo perché mi ero dimenticata del nostro incontro, da come lo guardava avevo intuito che lei sarebbe stata una di quelle ragazze che pendevano dalla sue labbra, " piacere Hanna io sono Josh Fischer" si scambiarono una veloce stretta di mano mentre la ragazza con i capelli neri avanti a me non li aveva tolto gli occhi di dosso " non sei australiano?" Chiesi a Josh curiosa, visto che il cognome non mi sembrava per niente di queste parti "no, cioè si io sono nato qui ma mio padre ha origini Austriache, i miei nonni sono di Vienna quindi automaticamente ho preso il loro cognome" passarono altri cinque minuti dove parlammo del più e del meno ma poi suonò ancora la campanella che segnava l'inizio delle lezioni, il ragazzo ricciolo ci salutò, assicurandosi prima di andare via che ci saremmo rivisti.

Rientrate dentro la scuola mi accorsi che ero uscita senza giacca, ecco perché avevo freddo, forse ha ragione Scott dovrei smetterla di essere così sbadata. " Hai saputo che c'è un nuovo ragazzo a scuola? Non ricordo come si chiama però mi hanno detto che è davvero bello" mi disse iniziando a esultare, più c'erano ragazzi, più Hanna aveva prede, questo era il suo motto; mi guardava speranzosa come se si aspettasse che da un momento all'altro iniziassi a saltare con lei, ma smise subito visto che arrivò alla conclusione che non avrei mai saltato per un ragazzo nuovo che senza dubbi non avrebbe attirato mai la mia attenzione " Hanna, Hanna, Hanna, come si deve fare con te e i tuoi ormoni impazziti" dissi ridendo, infatti lei mi guardò con aria da finta offesa per farmi sentire in colpa ma non sarebbe successo, infatti scoppiò a ridere. Stavamo per entrare in classe avevamo entrambe la stessa lezione Letteratura, quando si fermò e improvvisamente cambiò espressione, preoccupata la guardai " a proposito di fighi ma hai visto Josh? Il tuo nuovo amichetto, adesso anche mio? Cioè è davvero una Bomba sexy" disse con gli occhi spalancati e luccicanti come se si fosse svegliata ora e avesse davanti una torta al cioccolato, forse quello succede solo a me..

"Io non ci posso credere sei una stupida" iniziai a ridere e li diedi una pacca sulla spalla per farla entrare in classe e per fargliela pagare di avermi fatto spaventare per dirmi poi una cosa stupidissima che ovviamente per lei non è.

Stavo per entrare ma mi girai di scatto, dietro non avevo nessuno, ma non capivo lo stesso, perché era da quando sono uscita di classe e sono andata in giardino che mi sento costantemente osservata?

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