superbia

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Mi ricordo quel giorno come se fosse ieri. Era una serata tranquilla come le altre, niente di particolarmente diverso. Mangiai, diedi la buona notte ai miei genitori e mi addormentai, subito senza neanche accorgermene, come se il letto avesse assorbito tutte le mie preoccupazioni della scuola e della vita.
Il mio sonno fu molto profondo, mi sentivo in un'altra dimensione, ero leggero come una piuma spinta dal gelido inverno, poi mi ritrovai su una strada, su QUELLA strada, che fu testimone della mia rovina, testimone dei miei ultimi momenti felici della vita, nessun incubo poteva rappresentare qualcosa di più spaventoso di quanto non lo facesse quella strada.
Qui è necessario fermarsi un attimo, per spiegare cosa mi successe effettivamente in quella strada.
Un anno fa quando avevo 15 anni, durante una delle solite giornate a scuola, finite le lezioni mi recai all'uscita, quando fui sulla strada, un ragazzo molto alto e ahimè anche grosso ( ricordo il suo volto come se fosse il mio ) mi si avvicinó velocemente, con passo molto aggressivo, quindi mi scaraventó a terra, tanto era forte lo schianto da rompermi una gamba, e mi disse:
<sei uno sfigato! Dillo, "sono uno sfigato" su urlalo a tutti oppure ti prendo a pugni tanto che i tuoi genitori non ti riconosceranno> e così feci, con fatica scandì le mie ultime parole "sono uno sfigato" lo urlai quasi orgoglioso, tutti si girarono a fissarmi.
E tutto il resto è buio totale, da lì a un anno la mia vita cambió radicalmente, dallo studioso appassionato delle migliori arti, diventai un nullafacente che nulla studiava e nulla faceva, dalla brava persona che ero e che cercavo con tutto il cuore di essere, diventai un menefreghista nei confronti degli altri, ormai non rispettavo neppure me stesso, come potevo rispettare gli altri ? Neanche i miei stessi genitori riuscivano a cavare fuori dal mio carattere, qualcosa di buono.
Così uno sfigato diventai.
Ma il vero significato che attribuisco alla parola "sfigato" è questo: brutta persona, che non ha rispetto per nessuno e insomma ritorniamo a ció che ho detto prima.
Ora non divaghiamo troppo e torniamo al mio sogno:
Come avevo detto mi trovavo in quella stessa strada ma stavolta, fui io a fare la parte del bullo, e colui che fu scaraventato per terra (cioè io), era rappresentato ancora una volta da me.
Mi ritrovai a fare la parte del bullo stavolta, ma ero sempre io a soffrire, poichè mentre buttavo per terra il me stesso di un anno fa, vedevo in lui la sofferenza negli occhi e le lacrime, ora continuiamo con il sogno.
Quindi iniziai a prenderlo a pugni più che potevo, tanto che fu irriconoscibile si miei occhi quello non ero io, quella era un demonio, direttamente sceso dall' inferno, gli spuntarono le corna e la coda, la sua voce cambió e mi disse con una voce roca e disturbata da sofferenze atroci:
<Io sono te stesso, te sei me stesso, nulla ci puó separare, siamo un tutt'uno, per una semplice frase quale "io sono uno sfigato" hai ecceduto nella tua superbia e nella tua dignità, e ora sei veramente uno sfigato, ora sei tu il bullo che picchiava quel povero e innocente ragazzo di un anno fa, e ora sei ancora tu colui che è vittima, ma stavolta sei vittima di te stesso >
È così mi svegliai spaventato, mi alzai e mi recai in bagno, allo specchio vidi una cosa spaventosa.
Il mio volto era tutto maciullato, come se fosse stato preso a pugni, sembravo un demonio .
E ora sono qui negli inferi, circondato da demoni, anime dannate e soprattutto da VOI a raccontarvi questo incubo che è la mia vita ...

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