Sono le 16:25. Mi trovo a casa, sono buttata sul letto, e cosa sto facendo? Sto pensando, come al solito. A chi? Ad Alec, ovviamente.
Non ad Alec in quanto Alec però, a ciò che ha detto. Stasera vuole mostrarmi qualcosa, e io dovrei fidarmi e non portare la "scorta", come l'ha chiamata lui? Non so se posso fidarmi, non so se portandomi qualcuno dietro distruggerei l'unica possibilità di scoprire qualcosa riguardo quest'orribile situazione, non so se Alec tenterebbe di farmi del male, non so se è un bravo ragazzo, e non so cosa c'entra in tutto questo.
So solo che compare lui e compaiono tutti i problemi.
Strani pensieri iniziano a farsi spazio nella mia testa. E se li avesse portati lui quei problemi? E se volesse sapere qualcosa in più su Clary per farle del male? Se è in brutti giri? Cosa ne posso sapere io?
Già. Non ne so niente, io. E questa sensazione di impotenza non fa che lacerarmi sempre di più, ogni minuto che passa.
Poi, inizio a chiedermi io cosa c'entro. Perché mi sto preoccupando? Dopotutto non sono neanche miei amici, non sono mica una mia responsabilità.
Tra le cose che non so va ad aggiungersi anche questa, ossia perché la questione mi interessi così tanto. Forse fa parte della mia personalità, eppure sento l'irrefrenabile istinto di aiutare quella ragazza, e non riesco a placarlo.
Ritornando alla presunta scorta, inizio a pensare che forse sarebbe meglio andare da sola. Non voglio mettere in posizioni scomode nessuno, e soprattutto non voglio mettere in pericolo le persone a cui tengo. Mi chiedo se io stia facendo una stronzata, dal momento che in ogni film e serie che si rispetti i problemi inziano proprio in questo modo: dividendosi nei boschi oppure presentandosi da soli agli appuntamenti con gli sconosciuti. Io rientro in questa seconda categoria, ma confido anche nel sapermela cavare.
Decido di fare qualche esercizio di chimica prima di uscire con Alec. L'appuntamento dovrebbe essere alle 8 in punto al Grill. Mi domando se ci sarà gente a quell'ora. Almeno se devo morire, voglio farlo davanti ad un pubblico numeroso! Nah scherzo, sono solo paranoie.
Dopo aver studiato un po' vado in soggiorno, accendo la TV, e sento lo squillo del cellulare. E' un messaggio di Bellamy.
-Ci sei stasera? Vorrei parlare.
Ecco, figurati se non gli veniva voglia di parlare l'unica sera in cui io assolutamente non posso.
-Non posso stasera Bellamy, rimandiamo a domani?
Spero non se la prenda troppo, di solito si irrita parecchio per queste cose. E' una delle poche cose che non sopporto di lui. In ogni caso non so neanche se, lasciando perdere per un momento il mio impegno per stasera, io avrei avuto voglia di parlargli. Ormai sono un po' di giorni che le cose non vanno benissimo. Temo di non provare più quello che provavo agli inizi, o forse è solo il periodo, che mi costringe a mettere in dubbio ogni aspetto della mia vita.
Sento nuovamente il cellulare, ed è la sua risposta. Un freddo "Come non detto."
So per certo che se l'è presa, ma onestamente non è questo il momento di pensare a quanto sia suscettibile il mio fidanzato.
Sempre se posso ancora definirlo tale.
Le 20:00 non tardano ad arrivare. Non mi sono scervellata più di tanto a scegliere l'outfit per stasera. Sì, sono una persona attaccata alla moda, ma non fino a questo punto.
Mi dirigo verso il luogo prestabilito, cuffie rigorosamente nelle orecchie e Amsterdam dei Nothing But Thieves a palla.
Arrivo, ma non mi sembra di vedere Alec fuori dalla porta, così decido di entrare.
Ed infatti lo trovo seduto ad un tavolo ad aspettarmi.
"Buonasera, Martin"
..e ci risiamo. "Sbaglio o ti avevo esplicitamente chiesto di non chiamarmi in quel modo?"
"Sì, certo" si affretta a rispondermi, per poi aggiungere un "ma ho deciso di ignorarti."
Fantastico.
"In ogni caso.." decido di cambiare discorso "vorrei che tu mi dicessi subito ciò che mi hai promesso"
"Andiamo per ordine" mi risponde, accennando un sorriso. "Prima prendiamo qualcosa da mangiare"
Ma mi sta prendendo in giro?!
"ASSOLUTAMENTE NO ALEC" gli urlo contro, facendo girare molti degli altri clienti. Ops..
"Adesso tu mi dici immediatamente cosa devi dirmi" aggiungo, preoccupandomi di scandire bene la parola 'immediatamente', in modo tale che il concetto risulti più chiaro anche a lui che sembra non voler capire niente di quello che gli dico.
"Okay, okay, Martin. Hai vinto, non c'è bisogno di scaldarsi"
"Perfetto, comincia" gli dico, e con un gesto della mano lo invito a parlare, e soprattutto, a sbrigarsi.
"Credo che tu sappia che Clary non è umana"
Esordisce così lui, spiazzandomi completamente. Qualsiasi risposta mi sarei aspettata, tranne questa. "Non è umana"? Cosa vuol dire che non è umana? Ma fa sul serio? Buon Dio, che accidenti si è bevuto questo?
"Aspetta Alec, mi prendi in giro? Non sei assolutamente simpatico. Tu lo trovi divertente? Cioè pensi sia divertente andartene in giro, spaventare le persone, e per che cosa? Per i tuoi stupidi scherzi? Tu non stai bene, affatto"
Cerca di calmarmi prendendomi per i polsi ma non ho intenzione di fermarmi né di calmarmi. E' davvero convinto che io abbia così tanto tempo da perdere da andare dietro ad una persona perché quest'ultima possa prendermi in giro? Non ha capito niente di me.
Continuo a dargli contro.
Decido di alzarmi e di andarmene, non ho intenzione di farmi raggirare così. "Se davvero pensi che io me ne stia qui mentre tu spari queste stronzate, stai sbagliando di ..."
E non riesco a terminare la frase. Rimango in piedi, immobile. La mano ancora a mezz'aria.
Un urlo agghiacciante mi pervade fin dentro la mente.
Nonostante la musica alta del locale, sono riuscita a sentirlo. L'urlo di una ragazza.
D'improvviso è come se tutto si stesse muovendo al rallentatore. Mi giro da tutte le parti. Sembra che gli altri non abbiano sentito niente, continuano le loro attività. Io invece sto cercando la fonte di quel grido. Era un grido di paura.
Sono confusa, non riesco a capire. Adesso sono spaventata anche io.
Continuo a girarmi, finché non la vedo.
Vedo la sua testa, i suoi capelli rossi, racchiusi in una treccia lunghissima, che ora che è inginocchiata per terra tocca quasi il pavimento.
Clary. E' stata lei.
Cerco di avvicinarmi, ma non sembra ferita. Non vedo sangue.
Allora perché ha buttato quell'urlo? Sta piangendo.
Alzo lo sguardo, e vedo un ragazzo. Non è di Mystic Falls, non l'ho mai visto prima.
Ha i capelli biondi..
..e sta brandendo una spada.
AU
after all this time?
ebbene sì, sono tornata.
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Mystic Falls' Ginger
FantasyMystic Falls era una città normale. O per lo meno lo era, secondo Lydia, fino all'arrivo di un ragazzo. Un ragazzo che sconvolgerà tutte le sue credenze, tutte le sue convinzioni. Ma lui fa parte di qualcosa di più grande, di qualcosa di cui anche L...
