Guardo impaziente l'orologio: sono passati esattamente 30 secondi da quando l'ho guardato l'ultima volta, ma mi solleva il fatto che manca poco alla fine dell'ora e finalmente potrò rientrare in classe (il che è veramente strano da dire, se non fosse per il fatto che camminare per i corridoi vuoti della scuola è, a parer mio, anche più noioso di stare in classe). C'è da dire che la prof di matematica si diverte veramente con poco.
Continuo a fare avanti e indietro per i corridoi fino a che non mi fermo per non finire addosso ad un metro e ottanta di ragazzo. Jeans, giacca di pelle e capelli (inutile dirlo) dannatamente perfetti, so già di chi si tratta, seppur sia di spalle: Stefan, ovviamente.
Penso che da quando ha messo piede per la prima volta sul suolo scolastico non ho ancora avuto l'onore di avere una conversazione con lui. Però se oggi ha fatto tardi come me partiamo già con una cosa in comune.
"Anche tu sbattuto fuori dalla classe?" gli chiedo.
Si volta e, oserei dire timidamente, mi risponde con un "A quanto pare sì" ed una scrollata di spalle.
Mi rendo conto che non ci siamo ancora presentati così gli porgo la mano.
"Comunque io sono Lydia, piacere"
"Stefan" mi risponde stringendomi la mano e sfoggiandomi un sorriso indescrivibile. Penso a quanto sia folle Elena Gilbert ad andargli dietro e a pensare di avere speranze con uno come lui.
In ogni caso giurerei di aver avvertito un brivido di freddo percorrermi tutto il corpo nell'esatto istante in cui le nostre mani sono entrate in contatto, come se fosse stata una qualche sensazione oscura, ma mi costringo a smettere di pensarci perché è appena suonata la campanella e non voglio essere in ritardo anche per la seconda ora.
Entro e mi dirigo verso il solito banco per accorgermi solo in un secondo momento che è occupato.
"Ah ciao Lydia, ce l'hai fatta alla fine" mi dice Octavia con un mezzo sorriso.
"Sì, eh" ricambio il suo mezzo sorriso.
Da quando ho iniziato a frequentare altre persone oltre a lei si è leggermente ingelosita, e si è avvicinata ulteriormente a Clarke, che odio.
Di fatti è Clarke che ha occupato il mio solito posto, ma decido di non darci troppo peso né di farla alzare a modo mio, perché di litigare di prima mattina, tra l'altro dopo aver passato un'ora in corridoio, non ne ho voglia.
Mi guardo intorno in cerca di un posto libero ed indovinate vicino a chi il karma ha voluto che io mi sedessi. È facile: l'unica persona che sto cercando di evitare per ovvi motivi. Alec Lightwood.
"Buongiorno, angelo custode"
E questo cos'era? Siamo passati da "Martin" ad "angelo custode" adesso? Che problemi ha con i soprannomi questo ragazzo? Però giuro che "angelo custode" non l'ho capita.
"Non è che mi spiegheresti l'origine di questo nuovo soprannome?" provo a chiedere.
"Forse dovresti essere tu, a spiegarmi un po' di cose" mi risponde.
Spiazzandomi completamente.
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Mystic Falls' Ginger
FantasyMystic Falls era una città normale. O per lo meno lo era, secondo Lydia, fino all'arrivo di un ragazzo. Un ragazzo che sconvolgerà tutte le sue credenze, tutte le sue convinzioni. Ma lui fa parte di qualcosa di più grande, di qualcosa di cui anche L...
