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Primo giorno di scuola; e, dato che Aaron la sera prima non aveva chiuso occhio, o quasi, era stanchissimo, a mala pena si reggeva in piedi.

Per andare a scuola Aaron doveva prendere l'autobus, non gli piaceva, doveva stare in piedi e dopo una notte come quella appena passata, gli piaceva ancora meno. Una volta arrivato Aaron scese dall'autobus e si diresse verso quel tanto odiato liceo scientifico, cercò i suoi compagni di classe. Li trovò. Ma non si avvicinò a loro, preferì stare da solo in un angolino con le cuffie nelle orecchie ad ascoltare la sua musica. Quella stessa musica che gli aveva fatto compagnia nelle notti più buie. Suona la campanella. Aaron non la sentì per via del volume troppo alto della musica, ma vedendo che tutti entravano lo intuì e si accodò al branco di studenti.

Entrò in classe. Si sesette nell'ultima fila, nel banco accanto alla parete. Nessuno si sedette accanto a lui, sapeva di non stare molto simpatico ai suoi compagni di classe per il suo comportamento freddo e distaccato, ma non gliene importava un granché. Il fatto che nessuno si fosse seduto accanto a lui non dispiacque ad Aaron. Anzi. Così avrebbe passato quelle 6 ore di scuola in pace. Ma poco dopo entrò in classe Holly. L'unico banco libero era quello accanto ad Aaron. Ad entrambi si raggelò il sangue. Tra i due non c'era un buon rapporto, ma i due sapevano che quei posti sarebbero rimasti tali per tutto l'anno scolastico, e quindi si dovevano rassegnare all'idea. Holly si sedette, ed Aaron pensò che, visto che non si erano molto simpatici, non avrebbero parlato molto e sarebbe stato come non avere nessuno accanto. Non fece in tempo a rallegrarsene che Holly gli disse: "Senti, questi saranno i nostri posti per tutto l'anno scolastico, quindi propongo di passare oltre alle nostre ostilità e fare amicizia." Quando Aaron sentì le parole "fare amicizia" iniziò a battergli il cuore e a mancargli il respiro. Per la prima volta nella sua vita qualcuno voleva fare amicizia con lui. Rispose con un "d'accordo" con tono indifferente per tener fede alla sua parte da ragazzo solitario, anche se era felice. Iniziò la lezione.

Suonò la campanella della ricreazione.

Nelle 3 ore precedenti la ricreazione Aaron ed Holly non avevano scambiato molte parole, ma era ancora troppo presto per quell'amicizia preannunciata da Holly.

Aaron uscì dall'aula e si mise a chicchierare con il suo amico Danny. Era stato lui a trascinarlo alla festa dove aveva visto la ragazza ubriaca che non era riuscito a togliersi dalla testa. Raccontò al suo amico della notte insonne.

Passarono in fretta i 20 minuti della ricreazione, e tutti si apprestavano a rientrare nelle rispettive aule, compreso Aaron, quando una ragazza urlò "EHY! MA IO TI CONOSCO!" Non c'era nessun altro nel corridoio, ed Aaron non ebbe problemi a capire che diceva a lui. Arrossì. Si sentiva in imbarazzo. Esitò qualche secondo a voltarsi, ma poi lo fece; e neanche a farlo apposta, era la ragazza della festa della sera prima. Si avvicinò a lui. "Scusami ancora per averti rovesciato addosso la birra, ma non ero in me ieri sera" disse sorridendo. "Non ti preoccupare." rispose Aaron. "Comunque io sono Leah, piacere." "Io mi chiamo Aaron. "" È meglio che rientri in classe adesso, sennò son guai. " disse Leah sorridendo. Aaron fissò per un momento il suo sorriso e sorrise a sua volta "Già. Rientro anche io." I due si salutarono.

Per le successive 3 ore di scuola Aaron penso a Leah, al suo nome e al suo sorriso. Non seguì la lezione. Al cambio dell'ora tra la 4° e la 5° ora Holly chiese ad Aaron cosa avesse. Aveva la testa da un'altra parte. Rispose con un vago "nulla" e la conversazione si chiuse lì.

Una volta a casa Aaron riuscì a smettere di pensare a Leah. Erano come due binari, non si sarebbero mai incontrati. Sì, si erano incontrati, ma non si sarebbero mai incontrati come avrebbe voluto Aaron. Pensò.

Pagine Vuote Di Una Vita VuotaWhere stories live. Discover now