Potrei dirti che mi manchi
Che paradossalmente è solo una parola, anzi due, dette piano o forte conta poco.
È una parola, ma dipende dal contesto.
Perché qui il problema è l'effetto.
Non mi manchi solo quando sono sola
Sul divano di casa mia a leggere e sentire canzoni che parlano di te.
Non solo quando attraverso la strada e cerco di proteggere te
Te che non ci sei.
Potrei dirti che mi manchi quando mi alzo la mattina e non trovo il tuo messaggio, non sento la tua voce e non vedrò il tuo viso.
Però mi manchi anche nelle quotidianità dove già non c'eri.
A lavoro, mentre mi lavo le mani e penso a quando mi schizzavi rincorrendomi per casa.
Mentre stendo i panni e penso alle tovaglie stese sul muro di casa tua quella sera che sei scesa con fretta dalla mia macchina.
Perché mi manchi quando mi allaccio le scarpe e ripenso alle tue che invece erano sparite.
Perché mi manchi quando indosso la camicia, quella che ti piaceva tanto, così ho iniziato a metterla più spesso.
Potrei dirti che mi manchi
E sarebbe comunque solo una parola
Che avrei persino il coraggio di urlare.
Ma preferirei dirti che ti ho e che non mi manchi più. Perché c'è poco da mancarsi
quando ci si appartiene.
Eppure, vorrei dirtelo e non ci riesco
Perché fondamentalmente, anche se pensi di non appartenermi più
Io ti sento dentro comunque
Quindi si, forse mi manchi
E forse mi appartieni.
Ma come te lo spiego così su due piedi?
