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Macabre il destino
che crea un'onda,
Terra su palmi di mani
assorte da speranze,
ormai andate.
Illusioni in occhi
che restano ancora,
uguali ai nostri.
Colore che da calore
di una forza che non accettiamo
in cambio d'amore.

Scheletrico il tuo corpo,
risucchiato da volti sfranti.
Mani fredde e sanguinanti,
a terra senza fiato.
Specchio sfregiato.
Ti rassegni alla tua condanna;
scompari come goccia,
in una pozzanghera.
Esile donna,
assordanti silenzi,
non giustiziano urla tormentanti.

Io lo so come sono.
Anche se non sento,io odo.
Non mi serve il tuo compianto,
Ne una sedia,se non vola.
Mi sento grande se mi ascolti.
Io urlo,non mi vedi, vado oltre le vostre righe.
Cosa credi che sia peggio?
Io non ho corpo,tu la testa.
Mi diverto come posso,spensierato,un po',mi vergogno.

come Adamo ed Eva,sono nato,
Maschio o femmina che sia
Non per scelta mia.
Sono vivo ed ho amato.
Corpo o cuore, se sei diverso,
Vieni pugnalato.
Sempre più assetata la giustizia di uguaglianza.
In questo mondo che se corri, Si ribalta.
Troppo miope la gente
Che smentisce per ignoranza.

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