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/jungkook/

portai la tazza di tè caldo alla bocca per prenderne un sorso,mentre con lo sguardo seguivo la solita routine della città.

seduto al tavolo di un bar, all'aperto, cercavo di liberare la mia mente.

ci stavo provavando, davvero.
ma non riuscivo a non pensarci.
lui tornava sempre nella mia testa.

jimin.

chiusi gli occhi per un attimo come per voler dimenticare la sua immagine impressa nella mia mente, per poi fare un lungo sospiro.

non ci sentivamo da giorni.
tutta colpa mia. cosa avevo in mente quella mattina? di sicuro la mia reazione lo avrà spaventato.

starà pensando che sia impazzito.
Ma è meglio così .

"anche tu qui?"

una voce calma e piacevole mi riportò alla realtà. sollevai lo sguardo con ancora la tazza di tè fra le mani.

spalancai gli occhi, non sapendo in che modo reagire.

era lì, davanti a me.

mi sorrise , per poi sedersi di fronte a me e poggiare la testa sulle mani guardandomi pensieroso.

voglio abbracciarlo.

ero completamente catturato dai suoi occhi che scrutavano ogni mio dettaglio,che non ebbi neanche la capacità di riuscire a rispondere, o reagire in qualche modo.
mi limitai a distogliere lo sguardo portandolo alla tazza.

"come stai?"
mi chiese in un sussurro, come se ci potessero sentire.

"Perché sei qui, jimin?"
ignorai la sua domanda, parlando con tono distaccato, stranamente freddo.
non gli avevo mai parlato in questo modo. ma qualcosa dentro di me mi diceva che era giusto così.

sospirò.
mi sembrava di sentire il suo respiro caldo sulla mia pelle, sebbene si trovasse dall'altro lato del tavolo.

il suo profumo.

"mi dispiace,sono uno stupido."
disse con tono spento.

cercava il mio sguardo,un contatto. ma continuavo a mantenere gli occhi bassi, ancora scosso dalla sua comparsa.

"Non lo sei, Jimin. ora torna a casa, ho bisogno di stare da solo."
parlai non del tutto sicuro di ciò che avevo appena detto.

alzai finalmente lo sguardo incontrando i suoi occhi color nocciola osservarmi tristemente.

smettila Jimin.

"no."
butto fuori senza smettere di guardarmi.

"che co-"
provai a replicare ancora confuso,ma la sua presa si trovava già sulla mia mano,e ora lo affiancavo mentre mi conduceva da qualche parte.

"ora vieni con me."
il suo tono sicuro mi aveva sorpreso.

per tutto il tempo rimasi a guardare le sua figura decisa e rilassata, lanciando uno sguardo anche alla sua stretta, alle sue dita che si intrecciavano con le mie, riscaldandole.

L'ultima notte ; Jikook Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora