capitolo 3

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Il pranzo passa tranquillo tra una chiacchiera e l'altra e, dopo esserci accordate sull'orario di stasera, Abigail mi lascia nel vialetto fuori casa.

Entro e guardo l'ora, non meravigliandomi di essere stata a parlare con Abigail fino alle 5 passate. Smollo lo zaino difianco al divano, lanciandomici successivamente sopra.
"Cuginetta alla buon'ora..." mormora Johnathan entrando nel salotto e buttandosi anch'esso sul divano.
"Johnathan cosa vuoi?" mi giro verso di lui sbuffando
"Ma quanto sei sgarbata haysel, sei nel tuo periodo?" si volta verso di me divertito e io alzo lo sguardo indignata lanciandogli poi un cuscino dritto in faccia.
"Io no Johnathan, tu piuttosto? Quand'è che ti sono venute l'ultima volta?" mi alzo con un sorriso falso stampato sul volto, facendogli l'occhiolino.
"Sempre molto simpatica cuginetta -mi sfoggia uno dei suoi finti sorrisi- senti volevo ricordarti che stasera.."
"Lo so Johnathan , lo so, non mi devo far vedere al piano di sotto perchè non vuoi rotture di cazzo" parlo scimmiottando la sua voce.
"Ah ma allora mi ascolti?" sorride soddisfatto.
Alzo gli occhi al cielo salendo le scale non avendo più voglia di portare avanti la conversazione ma mi ricordo di doverlo avvisare che verrà Abigail, perchè se non lo facessi non la lascerebbe nemmeno entrare.
Johnathan vuole avere sempre tutto sotto controllo, odia gli imprevisti o i 'fuori programma'.
"Ah Johnathan..più tardi arriva Abigail!" urlo e di rimando ricevo un ok secco, oltretutto scocciato.
Quei due non vanno molto d'accordo;
Abigail lo reputa un narcista bipolare testardo, mentre lui crede che lei sia un'impicciona moralista, ma non si accorgono di aver entrambi un carattere molto simile sotto certi aspetti.

Salgo su e mi chiudo in camera, iniziando a prepararmi, vorrei presentarmi in modo dignitoso stasera.
Sulle note di And I love her, la canzone che papà dedicò alla mamma, sorrido tra me e me e inizio a tirare fuori una marea di vestiti, cercando quello giusto.
Scelgo alla fine, dopo più di un'ora, la mia gonna nera a scacchi bianchi e una semplicissima maglia nera a maniche corte, che infilo nella gonna.
Indosso la collana d'oro che mi ha regalato la mamma e rimango scalza , non avendo voglia di tenere le scarpe in casa.
Mi arriccio le punte dei capelli biondi e ripasso con il mascara sulle ciglia.
Mi spruzzo qua e là il mio profumo alla vaniglia e mi siedo sul letto aspettando Abigail, come al solito in ritardo.
Si possono contare sulle dita di una mano le volte in cui Abigail sia arrivata in orario da quando la conosco, ma tralasciando il perenne ritardo agli appuntamenti, penso che Abigail sia una delle poche cose buone nella mia vita, una delle poche ad esserci sempre stata.

Una decina di minuti dopo sento il campanello suonare e Abigail e Johnathan battibeccare, probabilmente per colpa di Johnathan che non sa tenere a freno la lingua.
Sento le scale scricchiolare e infine vedo la porta spalancarsi, mostrandomi un' Abigail irritata.
"Io tuo cugino non lo sopporto. Prima o poi gli taglio i testicoli, poi voglio vedere come fa il maschio alpha." sbuffa lanciandosi sul mio letto.
Scoppio a ridere divertita "Si tesoro, calmati però..." la provoco sapendo che dirle di calmarsi la farà solamente più infuriare.
"Haysel prova a provocarmi come fa tuo cugino, e giuro su quanto è vero che ti voglio bene, che io esco da questa stanza e da questa casa e ti lascio sola, contro tuo cugino e tutti i suoi amici. " mi minaccia con lo sguardo
"Ok ok Abigail perdonami, sai che ti adoro" alzo le mani in segno di resa facendo gli occhioni.
"Bene -mormora scrutandomi- Ma fatti vedere un po'.." mi prende la mano e mi fa girare su me stessa "Ci siamo messe in tiro per gli amici di tuo cugino?" Sorride divertita
"Beh neanche tu ti sei trascurata eh .." sogghigno osservando il suo maglioncino scollato rosso, che le lascia scoperta un pezzo di pancia e i jeans a vita alta neri.
"Beh non si sa mai" mi fa l'occhiolino, scoppiando a ridere poco dopo, io la seguo a ruota ma veniamo interrotte dal suono del campanello.
La fisso per qualche istante, nel frattempo l'ansia della possibile reazione di Johnathan alla vista di me al piano di sotto si fa spazio nel mio stomaco divorandomi le viscere, e la cosa si nota visto l'espressione di disapprovazione di Abigail.
"Haysel stai calma, infondo non faremo niente di male."ed io annuisco cercando di prendere convinzione, mentre dal piano di sotto si odono voci e risate.

Dopo una ventina di minuti a cercare una scusa per scendere giù, decidiamo di chiamarci 2 pizze, in modo tale da dover scendere per forza e non poterci tirare indietro per pagare il fattorino.
Abigail chiama la pizzeria mentre io mi torturo le unghie, cercando di non pensare a Johnathan... anche se è difficile non pensarci, come minimo non mi farà vedere la luce del sole per una ventina di giorni, e la cosa mi spaventa, perchè lui ne ha seriamente il potere.

Abigail chiude la chiamata con la pizzeria e si gira verso di me sorridendo "Fatto, tra venticinque minuti esatti entriamo in azione"

The forbidden trioDove le storie prendono vita. Scoprilo ora