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Dopo essersi salutati e dati appuntamento per le sette e mezza i cinque ragazzi si congedarono.

Le ore seguenti erano passate senza che se ne rendessero conto e, con piacere di Taehyung, Jungkook era riuscito ad integrarsi sin da subito. Andava d'accordo con tutti, anche con Yoongi, che solitamente stava per i fatti suoi, disinteressandosi da ciò che gli accadeva intorno.

Yoongi era una figura particolare. Tutta a sé, lo definiva il migliore amico.
Non si era mai aperto con la gente; preferiva nascondere le proprie emozioni. «Più ti fai vedere sensibile, più si approfittano di te.» Per questo motivo non aveva mai avuto nessuna relazione seria, e, per questo, non aveva mai permesso a nessuno di sfiorare il proprio cuore. Nessuno sapeva, eccetto il grigio, come fosse realmente fatto. Si fermavano alla sua immagine, ma neanche si immaginavano cosa rivelasse davvero quel ragazzo.
Taehyung era stato l'unico capace di capirlo; aveva avuto la pazienza di conoscerlo entrando nella sua vita lentamente, godendosi ogni istante passato con lui.

Yoongi, anche se incapace di dimostrarlo, teneva a lui più di chiunque altro.

In quel momento  si trovava in macchina con il più piccolo che, nonostante avesse pregato l'altro di farlo guidare, si trovava comunque sul sedile del passeggero.

«Tae.» lo richiamò dopo che ebbe rifiutato le sue innumerevoli richieste.

«Mh?» lo sguardo di Taehyung era puntato sulla strada davanti a sé.

«Mi fai guidare?» ritentò. «Dai dai dai dai. Sono responsabile. Non ti fidi di me? Mi offendo.» si posò una mano sul cuore, fingendo un'espressione drammatica.

L'altro alzò gli occhi al cielo, ridendo per il gesto del ragazzo.

«Jungkook, avresti dovuto recitare in Beautiful, sai?» lo prese in giro.

Il minore sbuffò, buttandosi nel sedile. Incrociò le braccia al letto e portò lo sguardo ad osservare la città che scorreva davanti ai suoi occhi dal finestrino.

Il più grande lo notò, trovando buffo il suo comportamento.

«Su dai, sei così permaloso?»

Il corvino si girò, lanciandogli un'occhiata di fuoco. Decise allora di agire seguendo il suo altro lato da diavolo tentatore.

«TaeTae.» si avvicinò a lui, portando l'indice della mano destra a compiere piccoli movimenti sul suo braccio, impegnato a tenere il freno. «Jungkookie vorrebbe tanto guidare la tua macchina.» notando che erano fermi al semaforo ne approfittò e portò anche la testa dove stava il dito, guardandolo con gli occhi da finto santarellino.

Il più grande deglutì, tenendo lo sguardo fisso su ogni atto che il minore compiva. Il tocco del ragazzo era delicato.
Taehyung, al contrario, era immobile, incapace di eseguire qualsiasi gesto che potesse porre fine a quel suo tatto provocatorio, che infondo gli piaceva. Eccome se gli piaceva.

Non appena cominciò a disegnare piccoli cerchi immaginari muovendo piano la testa da un lato all'altro non resistette più.

«Okay, okay.» prese un bel respiro. «Forse, e dico, f o r s e» schiarì l'ultima parola «dopo te la faccio guidare.»

«Davvero?» Jungkook alzò la testa, mutando immediatamente espressione in un sorriso. A Taehyung mancò quel contatto, ma non lo diede a vedere. Non voleva si facesse strane idee.

Quest'ultimo annuì, trattenendo un piccolo sorriso che minacciava di prendere spazio sul suo viso. «Ho detto forse.»

«Ti convincerò.» il minore alzò un angolo delle labbra, tornando alla sua posizione.

 u r my breathtaking « t a e k o o kDove le storie prendono vita. Scoprilo ora