«Già, dovresti smetterla di trovarti ovunque io cada da un albero» rispose acida Sara.
«Ci proverò» rispose Adam con un sorriso sulle labbra.
La ragazza si smosse un pochino dalla presa lasciando intendere di voler scendere dalle sue braccia e lui la accompagnò nel suo movimento di libertà. Quando i suoi piedi toccarono terra, arretrò di pochi passi. Si prese del tempo per respirare e guardare in faccia Adam. Lo vide pallido sotto quella sua folta barba e quel pallore rese i suoi occhi verdi più vivaci. Il respiro le si mozzò in gola quando vide i segni della sua aggressione alla sua gola e un'irritazione sulle spalle le ricordò la risposta dell'uomo.
«Che cosa volete da me?», domandò tremante la ragazza.
«L'ho già detto al bar: parlare.», rispose con calma fredda.
«Perché ci tenete così tanto?».
La risposta fu il silenzio.
«Siete un cacciatore?» e ancora la donna non ricevette risposta, nemmeno dal suo volto impassibile. Sbuffò irritata. «E va bene! Seguimi! Torniamo al rifugio, ho lasciato la borsa lì» disse già in cammino la ragazza.
Ritornò in cima alla montagna e ripercorse, a passo umano, la stessa strada che aveva fatto prima. A quell'andatura non avrebbero raggiunto la destinazione se non entro tre giorni. Con quella scusa era ben certa di poter avere un occasione per poter avere una prova concreta della sua identità. No, quella non le interessava, voleva solo sapere che cosa era.
L'occasione si presentò poche ore dopo, quando la strada si fece più difficoltosa con delle pietre lisce e un sentiero stretto.
Sara scivolò di lato mettendo il piede un po' troppo avanti e Adam si protrasse a prenderla per il braccio. Con un movimento fulmineo Sara riprese l'equilibrio lasciando cadere Adam. Credette di vedere una figura cadere nel vuoto e invece vide delle dita stringere il bordo tagliente del sentiero. Sara lo guardò dall'alto in basso con un piede vicino alle dita.
«Dimmi, ora posso sapere che cosa vuoi?» chiese con tono calmo e basso verso l'uomo sotto di lei. Il silenzio le rispose, l'uomo si limitò a guardarla, non chiese aiuto e non la supplicò.
Strano che non implori pietà, una parte di lei rimase impressionata. A meno che non abbia niente da temere, un sorriso le si dipinse sul volto.
Agli occhi di Adam si presentò una imperatrice crudele e combattiva e quell'immagine lo fece sorridere.
Deve essere malato per sorridere in questa situazione!
Sara incrociò le gambe e si sedette avvicinandosi alla mano. Aspettando, sarebbe morto oppure si sarebbe salvato? Continuò a tenere gli occhi puntati in quei dischi verdi e dopo pochi minuti successe.
Un attimo prima era lì e l'attimo dopo scomparso.
Uno scricchiolare di ghiaia sotto gli scarponi dietro le sue spalle ruppe il silenzio e Sara fu finalmente soddisfatta. S
i alzò in piedi per incrociare lo sguardo freddo di Adam: «Finalmente so cosa sei...». Dapprima fu felice e contenta, aveva vinto lei, aveva scoperto il mistero con certezza. Poi la consapevolezza le fece venire i brividi lungo la schiena.
«Un momento. Ma voi non vi eravate estinti?!». «
Ma che sgarbata, mica siamo bestie, non è vero?» disse con una voce bassa e profonda, sensuale.
«Dipende dai punti di vista» controbatté la donna.
«Avanti dillo».
«Che cosa?»
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Lui & Io
VampireDimenticate tutto ciò che sapete sui vampiri, perché questa storia non è come le altre! Prima storia sui vampiri, per favore commentate! Tratto dalla storia: "Arrivò fredda la consapevolezza che quello che stava facendo era inutile. Questa volta non...
