Dopo essere atterrati in una radura nella foresta, Tenko e Zabar si guardarono intorno per controllare che non ci fosse nessuno. Erano a distanza di sicurezza dalle mura di Chalacyra, ma in ogni caso non intendevano entrare in città: dato il loro status di ricercati, era meglio se non si facevano vedere. Raggiungere il laboratorio di Icarus era la cosa più saggia da fare, e Tenko era sicura che il suo senso dell'orientamento le avrebbe permesso di trovarlo nel giro di qualche ora.
Prima di lasciare i grifoni, Zabar controllò un'ultima volta le loro condizioni. Erano entrambi provati, ma qualche giorno di riposo e del cibo fresco sarebbero stati sufficienti per rimetterli in sesto. Anche la ferita all'ala dell'animale di Tenko era meno grave del previsto e l'ex chierico aveva già provveduto a usare qualche incantesimo di guarigione. Se avesse avuto il grimorio della sua famiglia probabilmente sarebbe riuscito a fare di più, ma purtroppo il libro era rimasto al villaggio dei teriantropi: prima o poi sarebbe dovuto andare a recuperarlo.
«Dovrebbe essere di qua» disse Tenko incamminandosi tra gli alberi.
Zabar diede un'ultima affettuosa pacca al suo grifone e poi si accodò alla sua compagna.
«Sai, stavo ripensando alla battaglia in cielo con l'inquisitore» disse dopo una decina di passi. «Quella volta non è successo niente di strano, quindi forse non basta la presenza di un inquisitore.»
«Forse succede solo quando combattiamo con Persephone, anche se non ha molto senso» ipotizzò Tenko.
«Mmh, non è da escludere. La mia ipotesi è che serva tanta magia per scatenare quegli eventi eccezionali: quando combattevamo contro Persephone abbiamo sempre usato moltissima magia, e anche nell'arena, quando sono arrivati i due inquisitori, il livello si è subito impennato. In cielo invece abbiamo usato solo qualche incantesimo oltre alla magia usata dai grifoni per volare.»
«Sì, hai ragione.» La demone lanciò qualche rapido sguardo a destra e sinistra. «In ogni caso credo che Icarus potrà aiutarti più di me a risolvere il mistero.»
Lui sorrise. «Di sicuro non si tirerà indietro quando gliene parlerò.»
Per un po' rimasero in silenzio e l'ex chierico ebbe modo di notare l'espressione pensierosa della demone.
«Qualcosa non va?»
«Adesso mi leggi nel pensiero?» ribatté lei con un mezzo sorriso.
«Viaggiamo da quanto? Qualche mese? Non ho bisogno di leggerti nel pensiero!»
Lei annuì. «Già. In ogni caso non è niente. Diciamo che è più un capriccio. Pensavo di essermi lasciata alle spalle tutta la questione della rabbia, dell'odio, della vendetta... invece a quanto pare il potere delle tre donne deriva proprio dai miei istinti peggiori. Speravo di essere diventata migliore di così.»
«Tu sei diventata migliore di così» le assicurò Zabar. «E a proposito del tuo potere, non è detto che sia vincolato alle tue emozioni negative. Per ora sappiamo solo che ti permette di diventare invisibile, ma potrebbe esserci dell'altro. Ancora non abbiamo capito nemmeno chi siano quelle tre donne che ti hanno dato la benedizione.»
«Già, e questo non mi piace» ammise la demone. «Non mi fido di loro. Ho la sensazione che usando il loro potere potrei finire in guai ancora peggiori.»
L'ex chierico impiegò alcuni istanti per trovare una risposta. «Non posso negarlo, e non voglio forzarti a scegliere di usarli o meno. In ogni caso sappi che qualsiasi cosa deciderai di fare, io sarò dalla tua parte.»
Lei gli sorrise. «Ti ringrazio.»
Continuarono a camminare per diversi minuti, finché la demone non si fermò davanti a una parete rocciosa coperta di vegetazione. «Siamo arrivati.»
STAI LEGGENDO
Saga di Eteria - 1 - Eresia
FantasyDa quando il Clero ha bruciato il circo in cui è cresciuta, la demone Tenko ha lottato ogni giorno per sopravvivere, guidata da un solo obiettivo: la vendetta. Ferita ma non sconfitta, ha convinto un gruppo di fuorilegge come lei che nessuno cambier...
