Il soffio gelido impattò contro la barriera magica, ricoprendola con uno strato di ghiaccio.
Leonidas scattò di lato, l'arco teso. Scoccò la freccia. Di nuovo il dardo rimbalzò sulle scaglie bianche del rettile-lupo, ma la scarica elettrica riuscì ugualmente a stordire la creatura per alcuni preziosi secondi.
«Andiamo!» ordinò il semiumano, indietreggiando a passo svelto. Se si fossero allontanati abbastanza dalla grotta, probabilmente il mostro avrebbe smesso di attaccarli.
Persephone lo imitò in silenzio, anche lei attenta a non perdere di vista il predatore. Lanciò un rapido sguardo attraverso la foresta, dove sapeva che si nascondeva il sole. Mancava poco all'alba: presto la benedizione di Horus le avrebbe donato nuovamente pieni poteri.
Secondo alcune voci, al tempo dei Primi Dei il dio falco regnava anche sul cielo notturno, ma l'arrivo di Tsukuyomi[10] – dio della luna – lo aveva costretto a rinunciare a metà del suo dominio. Parlare di quel periodo non era ben visto dal Clero, quindi le informazioni a riguardo erano vaghe e contraddittorie.
Intanto il lupo si era ormai ripreso e tornò all'attacco con un balzo, ma impattò contro l'ennesima barriera di Persephone. Era una fortuna che i suoi scudi magici non dipendessero dalla presenza del sole.
Il mostro usò gli artigli per cercare di aprire una breccia e Leonidas ne approfittò per scagliare un'altra freccia. La punta metallica, avvolta da un vortice d'aria, questa volta riuscì a scalfire la corazza del lupo, strappandogli uno zampillo di sangue.
La creatura indietreggiò, scoprendo le zanne. Il dardo era riuscito a conficcarsi nella carne, ma per un mostro alto più di tre metri quella era poco più di una fastidiosa scheggia.
«Sto finendo le frecce!» imprecò Leonidas.
Persephone evocò la magia di Horus, ma subito capì che la benedizione era strozzata dalla mancanza del sole. Scagliò ugualmente il raggio luminoso, un bagliore rettilineo che riuscì per lo meno ad abbagliare il lupo.
«Dobbiamo resistere ancora un po'» esalò.
E così fecero: resistettero per un tempo che parve infinito, limitandosi a difendersi, confondere il nemico e poi cercare di guadagnare un po' di distanza. Questo finché i primi raggi di sole non filtrarono tra i tronchi, scaldando Persephone con il loro mite tepore.
La semiumana avvertì la magia di Horus divampare dentro di lei, la incanalò verso le sue mani e la plasmò in un globo lucente. Il lupo soffiò un getto gelido e l'inquisitrice rispose con il suo raggio di luce. Il fascio incandescente vaporizzò i cristalli di ghiaccio e disegnò un solco nella neve, andando a centrare in pieno il mostro. L'impatto lo scagliò all'indietro, sporcando di nero le sue scaglie candide.
Persephone era convinta che nemmeno quel lupo così ostinato avrebbe avuto l'ardire di opporsi alla potenza di Horus, e invece il mostro si rialzò nuovamente. Doveva essere davvero molto affamato, o forse l'attacco non era stato abbastanza potente.
L'inquisitrice non avrebbe voluto arrivare a tanto, ma ormai era evidente che solo la morte avrebbe fermato il loro aggressore. Richiamò a sé tutta la magia di cui era capace. Sentiva il calore che cresceva dentro di lei, sentiva la forza del suo dio che scorreva in ogni fibra del suo corpo. Cominciò a brillare di luce propria, così come avvenuto durante lo scontro con gli eretici. La neve sotto i suoi piedi iniziò a sciogliersi, impotente al cospetto del calore che riusciva a emanare.
Il drago partì alla carica e Persephone rispose con una raffica di globi luminosi. I piccoli soli si abbatterono con forza contro il mostro, sprigionando contro di lui tutto il loro calore. La creatura incassò i primi attacchi, poi però capì di dover arretrare e cercò rifugio dietro un tronco. Per un attimo i due guerrieri del Clero credettero di avercela fatta, invece il lupo balzò fuori e scatenò l'ennesimo – e ormai inutile – soffio congelante. Evidentemente l'abitudine a combattere altri mostri lo aveva reso particolarmente tenace.
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Saga di Eteria - 1 - Eresia
FantasyDa quando il Clero ha bruciato il circo in cui è cresciuta, la demone Tenko ha lottato ogni giorno per sopravvivere, guidata da un solo obiettivo: la vendetta. Ferita ma non sconfitta, ha convinto un gruppo di fuorilegge come lei che nessuno cambier...
