Take Me To Church

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Io e te
non ci siamo mai parlati più di tanto a scuola, io ero molto chiuso in me stesso, tu  troppo timido.
Eppure, è di te che mi sono innamorato.
Ricordo tutti i pomeriggi passati a guardare film, cantare a squarciagola, a comporre.
Tutti i baci che ci siamo scambiati, li ricordo benissimo.
Tutti i "ti amo" sussurrati nel buio dopo aver fatto l'amore.
Sono arrabbiato, col mondo, con tutti.
Con mio padre, con mia madre, con mio fratello.
Non hanno nemmeno provato a capire come mi sentissi nei tuoi confronti, Jimin.
Non hanno cercato di comprendere le mie sensazioni ogni volta che ti stavo intorno.
Le farfalle nello stomaco, il cuore che batteva più forte, le guance che si arrossavano...
Ci hanno separati brutalmente, mi hanno persino portato da uno psicologo per "guarire".
Gli ho urlato contro.
Cosa pensano di saperne loro? Non riescono nemmeno ad amare il loro figlio, come possono sapere cos'è l'amore?
Sono sicuro di aver provato amore per te.
Sono sicuro che anche per te sia stato così.
Non riuscirò mai a dimenticare l'ultima volta che ti vidi.
Quella mattina mio padre aveva appena scoperto della mia relazione con te.
Si arrabbió così tanto...
«Devi lasciarlo».
Le sue uniche due parole, due parole che distrussero il mio cuore.
Ricordo la sera stessa, i tuoi erano partiti per lavoro, venni a casa tua per darti la notizia.
Mi guardasti negli occhi e ci baciammo.
Un bacio triste, un bacio d'addio.
Quella sera facemmo l'amore.
Mi marchiasti per l'ultima volta, così come feci io con te.
Piangemmo entrambi.
Dicesti una cosa che ancora oggi, due anni dopo, non riesco a togliermi dalla testa.
Eravamo occhi negli occhi, piangevamo.
Quando tu mi prendesti il viso tra le mani, lo avvicinasti al tuo e mi sussurrasti a fior di labbra «Sei l'unico che ameró davvero».
Ti abbracciai più forte di tutte le altre volte, iniziando a piangere più forte.
Non volevo lasciarti.
Ci scambiammo il nostro ultimo bacio e io andai via, con un macigno nel petto.
Tornai a casa distrutto.
«Come potete non capirlo?!» Urlai «Come?! Cazzo, sono così innamorato di lui!» Mi accasciai al suolo, con il cuore a pezzi.
«Yoongi,» mia madre mi si avvicinó «sei malato, Dio non vorrebbe questo, devi farti curare» Alzai brutalmente la testa per guardarla negli occhi «Vaffanculo» dissi a denti stretti.
«Sono stanco delle vostre cazzate sulla chiesa! Sui gay che vanno all'inferno e gli etero in paradiso!» Urlai più forte di prima.
«Il mio paradiso è quando sto con lui! E comunque non ho mai creduto a tutte quelle stronzate!».
Non mi parlarono per una settimana.
Poi iniziarono le visite dagli psicologi.
Facevano sempre le stesse domande, per cercare di liberarmi da questa "perversione".
Non gli ho mai dato retta, comunque.
Tentarono anche di presentarmi delle ragazze, non sono mai stato al loro gioco, volevo solamente te.
È difficile pensarci dopo ancora due anni.
Fa sempre più male, così male che penso di avere le allucinazioni per il troppo dolore.
Penso di vederti, non hai cambiato nemmeno colore di capelli. Sempre quell'arancione.
Sto sicuramente sognando oppure, sei davvero tu?
«Jiminie? Jiminie!» Inizio a correre nella tua direzione.
Vedo i tuoi occhi illuminarsi, allora sei tu!
Inizi a correre e ti butti letteralmente addosso a me.
«Yoongi, mi sei mancato così tanto!» sento alcune tue lacrime bagnarmi la maglia.
«Scappiamo, ti prego, voglio stare con te per sempre» è la mia risposta, non mi separeró mai più da te.
«Va bene, amore mio. Scappiamo, mandiamo a fanculo tutto. Perché voglio passare il resto della mia vita con te.» e forse, in questo momento, sono l'uomo più felice del mondo.

***

«“Siamo nati malati” li senti dire
La mia Chiesa non offre assoluzioni
mi dice “prega in camera da letto”
l’unico paradiso al quale verrò spedito
è quando sono solo con te
Sono nato malato
ma lo amo
ordinami di stare bene
amen, amen, amen, amen
Portami in chiesa
pregherò come un cane davanti al reliquiario delle tue bugie
ti dirò i miei peccati e potrai affilare il tuo coltello
offrimi quella morte senza morte...»
Take me to church-Hozier

N.A
Sicuramente non la migliore che io abbia mai scritto, anche perché prima doveva essere una storia completa ma passiamoci sopra.

Scrivendo questa OS volevo dare un messaggio. Cioè "l'omofobia esiste ancora" ed è peggio di quanto pensiamo.

Quello che ho riportato nella storia è, si un episodio di omofobia, ma il più "lieve" (non sapevo come dire) che possa mai accadere.

L'omosessualità non è accettata quasi nel 2020 e mi fa male dirlo.

Le persone muoiono solamente perché amano. Ci rendiamo conto?

Comunque ho preferito dare un happy ending a questa OS perché altrimenti ci sarei rimasta male anche io :(

-i

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